Toroide: che forma ha il nostro campo elettromagnetico?

Esiste un campo energetico che circonda il cuore, che ha la forma di una ciambella e si estende al di là del corpo fisico.
Questo campo di energia elettromagnetica ha la configurazione geometrica di un toroide, dal diametro compreso fra 1,5 e 2,4 metri circa. È infatti, partendo dall’area del cuore che tale campo di energia si irradia all’esterno del corpo.

Secondo alcune ricerche svolte dall’Istituto HeartMath, è stato dimostrato che il campo energetico generato dal cuore è il più potente ed esteso di tutti gli altri organi (ogni organo ha un proprio campo vibrazionale) superiore persino al campo cerebrale. Infatti, il campo elettrico del cuore, misurato dall’elettrocardiogramma (ECG) è di circa 60 volte più potente di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un elettroencefalogramma (EEG). Mentre il campo magnetico generato dal cuore, è all’incirca 5000 volte più potente di quello prodotto dal cervello e può essere misurato a diversi centimetri di distanza dal corpo tramite uno strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato su magnetometri.

I ricercatori dell’Istituto HeartMath hanno dimostrato che il cuore umano, in aggiunta alle sue altre funzioni, in realtà possiede una sorta di cervello cuore, che interagisce e comunica con il cervello testa. Questo cervello cuore comunica con il cervello testa attraverso una serie di percorsi, e il cervello a sua volta comunica con il cuore. Tra loro, continuamente si scambiano informazioni che influenzano le funzioni del corpo.
Tradizionalmente, gli scienziati credevano che fosse il cervello ad inviare informazioni ed emettere dei comandi per il corpo, compreso il cuore, ma ora sappiamo che è vero pure il contrario.
La ricerca ha dimostrato che il cuore comunica con il cervello in quattro modi principali: neurologicamente (attraverso la trasmissione degli impulsi nervosi), biochimicamente (tramite ormoni e neurotrasmettitori), biofisico (attraverso le onde di pressione) ed energicamente (attraverso le interazioni di campo elettromagnetico).
La comunicazione lungo tutti questi condotti influenza in modo significativo l’attività del cervello. Inoltre, le informazioni che il cuore invia al cervello possono influire sulle proprie prestazioni fisiche e mentali.

Alla luce di tali studi, i ricercatori si sono chiesti se in questo campo conosciuto trovasse posto anche un altro tipo di energia non ancora scoperto. Sono stai quindi svolti una serie di test che coinvolgevano fino a 5 persone addestrate a mettere in pratica l’emotività coerente. Usando tecniche speciali che analizzano il DNA sia chimicamente che visivamente, i ricercatori hanno cercato di cogliere qualunque variazione o modifica si presentasse. I risultati di tali test hanno dimostrato, senza alcuna ombra di dubbio che le emozioni umane sono in grado di cambiare la forma del DNA. Infatti, senza alcun tipo di contatto fisico, ma agendo semplicemente sul lato emotivo dei partecipanti, questi ultimi, sono riusciti ad influenzare le molecole di DNA contenute nel becher. In pratica le emozioni, che mutano il nostro DNA, agiscono parallelamente sul nostro cervello, influenzando i nostri pensieri, le nostre credenze e le nostre azioni. Le emozioni positive come tranquillità, sicurezza, entusiasmo, la gioia ci mettono in condizioni di affrontare qualsiasi situazione, perfino quella più difficile e amplificano il nostro campo energetico, rendendoci più ricettivi con il mondo esterno. Le emozioni negative consumano invece inutilmente la nostra energia.

Anche noto come forma di ciambella o bagel.

Possiamo anche immaginare un campo elettromagnetico di forma toroidale che genera un’energia cardiaca toroidale centrata sul cuore. Continuano a dire: “Il campo elettromagnetico del toroide dei cuori non è l’unica fonte che emette questo tipo di campo elettromagnetico. Ogni atomo emette lo stesso campo toroidale. La Terra è anche al centro di un toroide, così come il sistema solare e persino la nostra galassia … e sono tutti olografici. Gli scienziati ritengono che ci sia una buona possibilità che ci sia un solo toroide universale che comprende un numero infinito di toroidi olografici interagenti all’interno del suo spettro”.

Torneremo presto al cuore, ma ecco alcune interessanti espressioni macrofase e microfase dei campi toroidali del cosmo.

Un altro lato cosmico appare nell’edizione di National Geographic (luglio 2013) in un articolo sulle origini del sistema solare. Questo toroide orientato lateralmente rappresenta la Nuvola di Oort, una raccolta di trilioni di comete e mini pianeti che ruotano toroidalmente attorno al sistema solare, qui in rosso.

Questo ricorda il toroide di Itzak Bentov che descrive il suo modello dell’intero cosmoimmagini Questo può essere trovato sia in “Stalking the Wild Pendulum” che in “A Cosmic Book”, per coloro che vogliono esaminare un po’ più a fondo.

Ora inizieremo a esplorare le variazioni di una meditazione centrata sul campo toroidale di energia che emana e si riversa nel cuore umano, e l’immobilità sempre presente che è alla base di ogni movimento.

“L’attenzione centrata sul movimento e l’attività del cuore, inclusa la quiete, è il fondamento della pratica biodinamica (craniosacrale), come la insegno io.” -Michael J. Shea.

Questo aiuterà ad iniziare il risveglio del corpo di luce, che poi integreremo con il corpo del suono (energia) sotto forma di vibrazione, e il corpo fisico o strutturale sotto forma di carne, ossa, acqua, organi e cellule, quindi i tre corpi possono funzionare come un tutto, nella quiete. Stabilizzare l’energia del corpo di luce è il passo successivo e cruciale nel processo di trasformazione della coscienza umana.


Nella fisica delle “superstringhe”, il toroide è noto come la forma “perfetta”. Ora è accettato come un modello matematico che può essere utilizzato per descrivere gli oggetti nello spazio. La topologia superficiale è superiore alla geometria per descrivere tale fenomeno perché si occupa di relazioni spaziali e temporali molto più sofisticate e profonde.

Altri scienziati hanno anche suggerito che l’intero universo possa avere la forma di un toroide. Itzak Bentov in un libro finale intitolato A Brief Tour of HIgher Consciousness, pubblicato subito dopo la sua morte, è dedicato all’idea che tutta la realtà, inclusa la coscienza stessa, possa essere modellata con il collettore toroidale. I suoi diagrammi mostrano le galassie come forme toroidali con “buchi bianchi” che emettono energia mentre “buchi neri” sul lato opposto la riprendono. L’inventore del Bell Helicopter e di altre importanti innovazioni, Arthur Young, esplora anche la funzione dei toroidi come modelli di cosmologia primaria nella sua famosa opera … The Reflexive Universe.

È una forma che ricorre spesso in natura.

Nella fisica delle particelle, la forma a ciambella è anche nota per fornire il miglior ambiente entro il quale accelerare le particelle poiché può trattenere e instradare il plasma formato da tali macchine in un modo più efficiente. La geometria toroidale è interessante per i magneti di accumulo di energia spaziale perché si traduce in piccoli campi magnetici esterni. La Russia ha manifestato per la prima volta questa idea nel loro acceleratore Tokamak. La nuova Unione Europea e gli Stati Uniti hanno recentemente migliorato il modello russo e stanno usando questi nuovi progetti per eseguire importanti esperimenti nella fisica del plasma. Questi dispositivi funzionano in base al principio della fusione … la tecnica utilizzata dal sole e dalle stelle per produrre le loro enormi quantità di luce e calore. Uno dei primi e più importanti usi pratici di tali incredibili dispositivi sarà la generazione di energia elettrica. Tutta l’elettricità richiesta annualmente per una persona può essere prodotta dalla fusione di soli 500 litri di acqua!

È stato anche scoperto che la forma toroidale è il modo più efficiente per avvolgere un trasformatore elettrico, poiché una bobina avvolta in questa configurazione produce energia molto pulita, estremamente precisa, precisa e affidabile. Per questo motivo, i trasformatori toroidali sono impiegati da ingegneri in apparecchiature audio di fascia alta e altri dispositivi elettronici per ridurre la distorsione e aumentare la potenza allo stesso tempo.

Oltre alle sue correlazioni con il mondo reale, il toroide è stato utilizzato anche per illustrare alcuni concetti dei cosiddetti mondi di “energia sottile”. La forma toroidale figura pesantemente nello studio esoterico della geometria sacra … una meta-scienza che rivela come la forma sia tra i principi fondamentali alla base della manifestazione.

Sin dai tempi antichi, i “veggenti” hanno confermato che l’aura umana appare come una serie di formazioni toroidali sferiche annidate. Veggenti moderni come Barbara Ann Brennan (Mani di Luce) hanno confermato che ogni “chakra” ha la forma di una tromba a due estremità, e questa è una visualizzazione di dove ogni toroide sferico o corpo energetico ha il suo asse. Descrive il toro come la forma perfetta per un vortice da buco nero a buco bianco, e commenta anche le proprietà giroscopiche di questa forma di energia. Anche gli antichi veggenti uscirono dal corpo e riferirono le loro osservazioni sulla struttura del toroide terrestre e del suo interno, spesso chiamandola “Albero del Mondo”. Dopo il loro avvistamento dell’asse centrale principale.

The mirror: folklore, symbolism and how to use it

Let’s talk about mirrors… objects that have always been wrapped in a magical aura of charm, mystery and enchantment. Protagonists of stories, fairy tales, legends, they have been present since the beginning of human civilization.


The first mirrors made in antiquity were simple plates of metal, often silver, copper or bronze, perfectly polished. 
In the 14th century in Venice, in particular in Murano, mirrors were produced by combining a plate of polished crystal with sheets of tin and mercury: the thin layers of tin were joined to the glass by means of a mercury bath and exerting pressure; this process was expensive and complex, making the mirror a luxury product. The famous Venetian mirrors spread to noble palaces and palaces. In 1634 the Murano artists in fact gave their very important contribution for the creation of the Mirror Gallery in Versailles.

Today mirrors consist of a glass plate on which a thin layer of silver or aluminum is deposited, fixed to the glass by electrolysis. The metal layer is deposited on the opposite side to the reflective one and is covered with a paint for protective purposes. In this way, however, a second, slight, reflection caused by the front surface of the glass is obtained.


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Vadim Zeland 

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The most intuitive use of the mirror is to mirror yourself, to see your own reflected image. Before the invention of the mirror, the only way to know one’s own image was probably to look at oneself reflected in the water.

The mirror is the most common symbol in Shintoism, in a shrine it can become an object of worship.

It has a pure light that reflects everything as it appears. In Shinto it symbolizes the unblemished mind of the kami (deities) and at the same time it is considered the symbolic embodiment of the worshiper’s faith in the kami.

We find the mirror among the Egyptian gods as a symbol of physical and spiritual reflection, they were in fact depicted with a mirror in their hand. They were able to see the consequences of the events that those figures who saw there were able to “trigger”. It would be important to use our “spiritual mirror” in the same way, to observe our thoughts and actions.

Mirrors are also of great importance in mythology:

Vulcan, the Roman blacksmith god of fire, created a magical mirror that showed the past, present and future. He also made one for his wife Venus, goddess of love. She used it to hide her actions and to be able to carry on a relationship with Mars, god of war.

Perseus used his shield as a mirror to defeat Medusa. No one could look directly at Medusa and live to tell it. The “rules” say that you will be turned to stone if you meet his gaze. Instead, Perseus never looks at her, only her reflection .

The Aztecs used obsidian to make their mirrors. Their mythology included Tezcatlipoca, the lord of the smoking mirror. He even wore a black mirror on his chest. As the god of communication, the mirror allowed his followers to speak to him (Morris 1993: 173).

Even the great wizard Merlin had a magic mirror.

There are various methods of making magical mirrors. The most common is to leave a mirror outside in the moonlight at night. Sprinkle a magical infusion of mugwort iced tea on the surface. Mugwort is a herb traditionally used to boost psychic powers, so it’s a good choice for these occasions. Always keep it covered and protected when not in use (and you’ll understand why later in the article).

Mirrors reflect things, be they things that are, things that were or things that will be. Look at Perseus. He can only defeat Medusa because he sees a copy of her reflected in her shield. This saves him from looking at her directly.

But they also act as doors . Watch Tezcatlipoca, who peeks out of his obsidian mirror to speak to his followers. Or people covering mirrors to prevent souls from getting trapped inside when a person dies.


The Law of the Mirror

Cristian Sartori 

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The symbolism of the mirror is linked to the belief that the reflected image reveals and contains the soul of the beholder or is simply reflected in it. The breaking of this object is a bad omen since it is received at the fracture of the soul. In many countries, it is believed that letting a child look in the mirror is a practice to be avoided, as it will shorten their life. This is because the mirror is conceived as something that “captures the soul”, the essence, capable of imprisoning the spiritual energy of the subject, so that a vulnerable person, especially a child, can find himself in a certain sense “empty”.
In ancient times it was in fact in use, in the room where a deceased was composed, to cover the mirrors, to allow a peaceful passage into the afterlife. From this certainly also derives the traditional recognition of “he who wanders without a soul”, the vampire, the non-reflection par excellence and also the safest way to kill a basilisk (reptile that according to medieval beliefs gave death with a look , a bit like Medusa), instantly struck by his own image in the mirror.

The mirror is also used to communicate with spirits, and for divination, abilities similar to those of the crystal ball are attributed.

The diabolical incarnations avoid mirrors as their soul would appear in all its ugliness, as in an x-ray. The mirror is also a symbol of vanity and pride, as the myth of Narcissus recalls. In Christianity it is the Magdalene who is often represented with the mirror, the sinner who washes and anoints Christ’s feet with perfumed oil. In ancient Greece, the witches of Tessalya wrote their predictions, with human blood, on mirrors. Pythagoras taught that the Thessalians, presumed witches, were able to do wonders with the magic mirror, and even created the moon . The Romans knew how to read on mirrors, which they called “speculum”.

In Taoism the magic mirror shows the nature of evil influences but also has the power to remove them and that is why an octagonal mirror is placed above the doors of the houses. On the other hand, some traditions held that demons could not reflect each other and that, therefore, seeing each other they would die. Hence the use of mirrors also as tools of protection from evil forces (but we repeat: YOU MUST KNOW HOW TO USE THEM).

Even Feng Shui has its own philosophy regarding mirrors, believing that they reflect the Ch’i, the vital energy, favoring its circulation. For this reason, their use is recommended with the exception of some rooms, such as the bedroom, where an excessive flow of energy is counterproductive for sleep. Even in the Alexandrian catacombs, mirrors were found on which the formula ” Nosce ti Ipsum “, know thyself , was engraved , indicating that the only way to access this knowledge is to re-enter oneself.


The Mirror of Rosicrucian Wisdom

Theophilus Schweighardt 

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In the field of divination, the mirror has been used since ancient times to ask spirits questions, just think of catoptromancy , divination with mirrors. Having said this, we can understand the intrinsic value of this tool which, apparently, allows us to understand who we really are, sending us an inverted image, the other half of ourselves, as if it were a door to another world . As long as we don’t get trapped in that image, because the mirror, like the crystal ball, can show us our inner ghosts and, of course, seeing them is not always pleasant …

The reflection is the beginning of the journey and the discovery of how illusory everyday reality is. In the mirror we can recognize our invisible parts, which are nevertheless no less real than those we are confronted with on a daily basis.

A solar symbol, but also a lunar one, as it is ambivalent : if the reflection can show us our true nature, it can also confuse us, make us lose. It is interesting that originally we were reflected in the water, an element intimately linked to the essence of things: a portal to access parallel worlds that would otherwise be closed to us .

Lo specchio: folclore, simbolismo e usi

Parliamo degli specchi… oggetti da sempre avvolti da un magico alone di fascino, di mistero e di incanto. Protagonisti di storie, fiabe, leggende, sono presenti sin dall’inizio della civiltà umana.


I primi specchi realizzati nell’antichità erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, perfettamente lucidate.
Nel XIV secolo a Venezia, in particolare a Murano, si producevano specchi unendo una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e complesso, rendendo lo specchio un prodotto di lusso. I famosi specchi veneziani si diffusero nei palazzi nobiliari e nelle regge. Nel 1634 gli artisti di Murano infatti diedero il loro importantissimo contributo per la creazione della Galleria degli Specchi a Versailles.

Oggi gli specchi consistono in una lastra di vetro su cui è deposto un sottile strato di argento o alluminio, fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico è deposto sul lato opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. In questo modo si ottiene però una seconda, lieve, riflessione causata dalla superficie frontale del vetro.


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L’utilizzo più intuitivo dello specchio è per specchiarsi, per vedere la propria immagine riflessa. Prima dell’invenzione dello specchio l’unico modo di conoscere la propria immagine era probabilmente quello di guardarsi riflessi nell’acqua.

Lo specchio è il simbolo più comune nello shintoismo, in un santuario può divenire un oggetto di culto.

Ha una luce pura che riflette ogni cosa come appare. Nello shintoismo esso simboleggia la mente senza macchia dei kami (divinità) e allo stesso tempo è considerato l’incarnazione simbolica della fede dell’adorante nei confronti del kami.

Lo specchio lo troviamo tra gli dei egizi come simbolo di riflessione fisica e spirituale, essi venivano infatti raffigurati con uno specchio in mano. Erano in grado di vedere le conseguenze degli eventi che quelle figure che vi vedevano, erano in grado “innescare”. Sarebbe importante utilizzare il nostro “specchio spirituale” allo stesso modo, per osservare i nostri pensieri e azioni.

Anche nella mitologia gli specchi hanno grande importanza:

Vulcano, il dio fabbro romano del fuoco, ha creato uno specchio magico che mostrava il passato, il presente e il futuro. Ne fece anche uno per sua moglie Venere, dea dell’amore. Lei l’ha usato per nascondere le sue azioni e poter portare avanti una relazione con Marte, dio della guerra.

Perseo ha usato il suo scudo come specchio per sconfiggere Medusa. Nessuno poteva guardare direttamente Medusa e vivere per raccontarlo. Le “regole” dicono che sarai trasformato in pietra se incontri il suo sguardo. Invece, Perseo non la guarda mai, solo il suo riflesso.

Gli Aztechi usavano l’ossidiana per realizzare i loro specchi. La loro mitologia comprendeva Tezcatlipoca, il signore dello specchio fumante. Portava persino uno specchio nero sul petto. In quanto dio della comunicazione, lo specchio ha permesso ai suoi seguaci di parlargli (Morris 1993: 173).

Persino il grande mago Merlino aveva uno specchio magico.

Esistono vari metodi per creare specchi magici. Il più comune consiste nel lasciare uno specchio fuori al chiaro di luna durante la notte. Cospargere una magica infusione di tè freddo di artemisia sulla superficie. L’artemisia è un’erba tradizionalmente usata per aumentare i poteri psichici, quindi è una buona scelta per queste occasioni. Tenerlo sempre coperto e protetto quando non in uso (e più avanti nell’articolo capirete meglio perché).

Gli specchi riflettono le cose, siano esse cose che sono, cose che erano o cose che saranno. Guarda Perseo. Può sconfiggere Medusa solo perché vede una sua copia riflessa nel suo scudo. Questo lo salva dal guardarla direttamente.

Ma fungono anche da porte. Guarda Tezcatlipoca, che sbircia dal suo specchio di ossidiana per parlare ai suoi seguaci. O persone che coprono specchi per impedire alle anime di rimanervi intrappolate all’interno quando una persona muore.


La Legge dello Specchio

Cristian Sartori

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Il simbolismo dello specchio è legato alla credenza che l’immagine riflessa riveli e contenga l’anima di chi vi guarda o semplicemente vi si rifletta. La rottura di questo oggetto è di cattivo augurio poiché è recepita alla frattura dell’anima. In numerosi paesi si crede che lasciare che un bambino si guardi allo specchio sia una pratica da evitare, in quanto abbrevierebbe la sua vita. Questo perché lo specchio è concepito come qualcosa che “cattura l’anima”, l’essenza, capace di imprigionare l’energia spirituale del soggetto, per cui una persona vulnerabile, specialmente un bambino, può trovarsi in un certo senso “svuotato”.
Anticamente era infatti in uso, nella stanza in cui veniva composto un defunto, coprire gli specchi, per permettere un trapasso sereno nell’aldilà. Da questo deriva certamente anche il tradizionale riconoscimento di “colui che vaga senz’anima”, il vampiro, il non-riflesso per eccellenza ed anche il modo più sicuro per uccidere un basilisco (rettile che secondo le credenze medievali dava la morte con lo sguardo, un po’ come Medusa), istantaneamente folgorato dalla propria immagine allo specchio.

Lo specchio è anche usato per comunicare con degli spiriti, e ad esso, per la divinazione, sono attribuite capacità simili a quelle della sfera di cristallo.

Le incarnazioni diaboliche evitano gli specchi poiché la loro anima apparirebbe in tutta la sua bruttezza, come in una radiografia. Lo specchio è anche simbolo di vanità e orgoglio, come ricorda il mito di Narciso. Nel cristianesimo è la Maddalena ad essere spesso rappresentata con lo specchio, la peccatrice che lava ed unge con olio profumato i piedi al Cristo. Nell’antica Grecia, le streghe di Tessalya scrivevano le loro predizioni, con il sangue umano, su degli specchi. Pitagora insegnava che le Tessalie, presunte streghe, riuscivano a fare delle meraviglie con lo specchio magico, e creavano perfino la luna. I Romani sapevano leggere sugli specchi, che chiamavano “speculum”.

Nel Taoismo lo specchio magico mostra la natura delle influenze malefiche ma ha anche il potere di allontanarle ed è per questo che sopra alle porte delle case si colloca uno specchio ottagonale. D’altra parte, alcune tradizioni sostenevano che i demoni non potessero riflettersi e che, quindi, vedendosi sarebbero morti. Da qui l’impiego degli specchi anche come strumenti di protezione dalle forze malvagie (ma ribadiamo: BISOGNA SAPERLI USARE).

Anche il Feng Shui ha una sua filosofia in merito agli specchi, ritenendo che essi riflettano il Ch’i, l’energia vitale, favorendone la circolazione. Per questo il loro impiego è consigliato ad eccezione di alcune stanze, come la camera da letto, dove un flusso di energia eccessivo risulta controproducente per il sonno. Persino nelle catacombe alessandrine vennero ritrovati degli specchi su cui era incisa la formula “Nosce ti Ipsum”, conosci te stesso, ad indicare che il solo modo per accedere a tale conoscenza è rientrare in sé stessi.


Lo Specchio della Sapienza Rosacrociana

Theophilus Schweighardt

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In ambito divinatorio lo specchio viene usato fin dall’antichità per porre domande agli spiriti, basti pensare alla catoptromanzia, la divinazione con gli specchi. Detto questo, si intuisce il valore intrinseco di questo strumento che, a quanto pare, ci permette di capire chi siamo davvero, rinviandoci un’immagine invertita, l’altra metà di noi stessi, come fosse una porta verso un mondo altro. Purché non si rimanga intrappolati in quell’immagine, perché lo specchio, come d’altronde la sfera di cristallo, può mostrarci i nostri fantasmi interiori e, naturalmente, vederli non sempre è piacevole…

Il riflesso è l’inizio del viaggio e della scoperta di quanto la realtà quotidiana sia illusoria. Nello specchio possiamo riconoscere le nostre parti invisibili, che tuttavia non sono meno reali di quelle con cui ci confrontiamo quotidianamente.

Simbolo solare, ma anche lunare, poiché ambivalente: se il riflesso può mostrarci la nostra vera natura, può anche confonderci, farci smarrire. Interessante che in origine ci si specchiasse nell’acqua, elemento intimamente legato all’essenza delle cose: portale per accedere a mondi paralleli che altrimenti ci sarebbero preclusi.

Rings: origins and symbolism

The origin of the ring is very ancient and dates back to the Bronze Age (if not earlier), and already in the Cretan-Mycenaean civilization it became a precious and carefully worked object. Around 1800 BC the use of the seal-ring , of Mesopotamian derivation, spread as a form of seal for documents, from which the symbolic meaning of authority that still today those worn by high prelates would derive. In the Old Testament (Genesis 41, 41-42) a ring sanctioned the official transfer of power: ” The Pharaoh took the ring from his hand and placed it on Joseph’s hand “.

Its round shape reminiscent of the ‘ Ouroboros does often identified as a symbol of eternity.

Sentimental unions with the ring were already sanctioned in ancient Rome. The annulus pronubus was used for engagements, the cingulum (or vinculum) was instead the wedding ring to be inserted into the left ring finger.

Since Roman times it has been used in engagements and weddings as a wish for stability, with the name of vinculum and anulus pronubus, a meaning that is preserved intact even in later times until today. The same value of stability and honor is attributed to the rings used in heraldry. Breaking a ring, consequently, has the symbolic value of breaking some oath or an announcement of disgrace.

In a more limited sense, the ring is also the symbol of material and earthly life, which is why the Pope’s Fisherman’s ring, starting with the introduction of Clement IV in 1265, was broken upon his death, and once upon a time death of a relative, it was customary to remove the rings to allow his detachment from the earth. The identification between ring and life is also found in the ancient Carthaginian custom of delivering as many rings to their commanders as there were victims inflicted on the enemy.

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The science of lapidaries from the classical Renaissance world
Claudio Lanzi

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The earliest recorded example of the traditional wedding ring is found in ancient Egypt, dating back over 3,000 years. According to the hieroglyphs on the scrolls of the time, couples began making rings for each other out of hemp, reed, leather or ivory. The more expensive the materials, the stronger the love for the partner was believed to be. The circular shape of the ring also symbolized eternal and unwavering love, a meaning we still attach to rings today.

Over time, other cultures have adopted the tradition of wedding rings. In ancient Rome, spouses gave their brides an iron ring. The latter brought a new meaning to the tradition of wedding rings: it now represented not only eternal love, but a strong and lasting love. The Romans were also among the first to personalize their rings, often engraving the faces of the spouses on the band.

It is said that the Egyptians saw the ring, as a circle, as a powerful symbol. An endless band that represents eternal life and love, and its opening represents a door to unknown worlds.

The left hand is the hand of feelings and intuition, of art and all that is contained in the emotional sphere, while the right hand is the hand of action, rationality and logic.

If you carry more rings in your left hand you are a sensitive, receptive person, gifted with imagination and sweetness; if, on the other hand, it is in the right hand that you love to wear rings, you demonstrate that you have a dominant, active character, which always achieves its goals because it has constructive logic and personality.

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J.RR Tolkien


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The thumb finger is, due to its shape, the most solid and strong finger and also a symbol of power. Adorning it with a ring is a provocative way to show self-confidence.

The index is instead a symbol of the direction to take and enhancing it with a ring means demonstrating determination and ambition to others.

The middle finger indicates a sense of responsibility and making it precious with a ring reveals a desire for balance, while the ring finger has always been considered the finger of love on which to wear the engagement ring and wedding band. If you like to make it stand out with a ring, it means that you love living in harmony, gathered by a family that will protect and welcome you.

But if you wear only one ring and on your ring finger, you are sending a very specific message: you are already busy / or sentimentally and you are not looking for a new love.

Finally, the little finger, small and aristocratic, is the one that works less than the other fingers of the hand. If you like to ring it, you are probably a little vain but also creative and intuitive.

We must first ask ourselves why the fourth finger of the hand is called ring finger: its name derives from the Latin annulus that is ring, so even in ancient times the ring was worn on the fourth finger of the hand.

The Egyptians thought that a vein passed inside that finger that went directly to the heart; Christians, on the other hand, indicated the trinity with their thumb, index and middle fingers and reached the ring finger after touching those three fingers, that’s why the wedding ring goes there.

The choice of the left hand is related to the fact that the right hand was used much more in everyday work, so the faith would have bothered and would have been damaged more.

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Anelli: origini e simbolismo

L’origine dell’anello è molto antica e risale all’età del bronzo (se non prima), e già nella civiltà cretese-micenea divenne un oggetto prezioso e lavorato con accuratezza. Intorno al 1800 a.C. si diffuse l’uso dell’anello-sigillo, di derivazione mesopotamica, come forma di sigillo per documenti, da cui deriverebbe il significato simbolico di autorità che conservano ancora oggi quelli indossati da alti prelati. Nell’Antico Testamento (Genesi 41, 41-42) un anello sanciva il passaggio ufficiale di potere: “Il Faraone si tolse di mano l’anello e lo porse sulla mano di Giuseppe“.

La sua forma circolare che ricorda lUroboro lo fa spesso identificare come simbolo di eternità.

Già nell’antica Roma si sancivano le unioni sentimentali con l’anello. L’anulus pronubus era utilizzato per i fidanzamenti, il cingulum (o vinculum) era invece l’anello nuziale da infilare nell’anulare sinistro.

Fin dall’epoca romana venne utilizzato nei fidanzamenti e nei matrimoni come augurio di stabilità, col nome di vinculum e anulus pronubus, significato che si conserva intatto anche nelle epoche successive sino ad oggi. Lo stesso valore di stabilità e di onore viene attribuito agli anelli utilizzati in araldica. Spezzare un anello, di conseguenza, ha il valore simbolico della rottura di un qualche giuramento o di preannuncio di disgrazia.

In un senso più limitato, l’anello è anche il simbolo della vita materiale e terrena, per questo l’anello del Pescatore del pontefice, a partire dall’introduzione di Clemente IV nel 1265, viene rotto alla sua morte, e un tempo alla morte di un congiunto, si usava sfilare gli anelli per permettere il suo distacco dalla terra. L’identificazione tra anello e vita si ritrova anche nell’antica usanza cartaginese di consegnare ai loro comandanti tanti anelli quante erano le vittime inflitte al nemico.


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Il primo esempio registrato della fede nuziale tradizionale si trova nell’antico Egitto, risalente ad oltre 3.000 anni fa. Secondo i geroglifici sui rotoli dell’epoca, le coppie iniziarono a creare anelli l’una per l’altra con canapa, canne, cuoio o avorio. Più costosi erano i materiali, più si credeva fosse forte l’amore per il partner. La forma circolare dell’anello simboleggiava anche l’amore eterno e incrollabile, un significato che ancora oggi attribuiamo agli anelli.

Col passare del tempo, altre culture hanno adottato la tradizione delle fedi nuziali. Nell’antica Roma, gli sposi regalavano alle loro spose un anello di ferro. Quest’ultimo ha portato un nuovo significato alla tradizione delle fedi nuziali: ora rappresentava non solo l’amore eterno, ma un amore forte e durevole. I romani furono anche tra i primi a personalizzare i loro anelli, spesso incidendo i volti degli sposi sulla fascia.

Si dice che gli egiziani vedessero l’anello, in quanto cerchio, come un potente simbolo. Una fascia senza fine che rappresenta la vita eterna e l’amore, e la sua apertura rappresenta una porta verso mondi sconosciuti.

La sinistra è la mano dei sentimenti e dell’intuizione, dell’arte e di tutto ciò che è racchiuso nella sfera emozionale, mentre la mano destra è la mano dell’azione, della razionalità e della logica.

Se porti più anelli nella mano sinistra sei una persona sensibile, ricettiva, dotata di fantasia e dolcezza; se invece è nella mano destra che ami indossare anelli, dimostri di avere un carattere dominante, attivo, che raggiunge sempre i suoi scopi perché dotato di logica costruttiva e personalità.

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J.R.R. Tolkien

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Il dito pollice è, per la sua forma, il dito più solido e forte ed anche simbolo di potere. Adornarlo con un anello è un modo provocatorio per mostrare sicurezza in se stessi.

L’indice è invece simbolo della direzione da prendere e valorizzarlo con un anello significa dimostrare agli altri determinazione ed ambizione.

Il dito medio indica senso di responsabilità e renderlo prezioso con un anello rivela desiderio di equilibrio, mentre l’anulare è considerato da sempre il dito dell’amore sul quale indossare l’anello di fidanzamento e la fede nuziale. Se ti piace farlo risaltare con un anello, significa che ami vivere in armonia, raccolta da una famiglia che ti protegga e accolga.

Ma se porti un solo anello e all’anulare, stai lanciando un messaggio ben preciso: sei già occupata/o sentimentalmente e non stai cercando un nuovo amore.

Infine il dito mignolo, piccolo ed aristocratico, è quello che lavora meno delle altre dita della mano. Se ti piace inanellarlo probabilmente sei un po’ vanitosa ma anche creativa ed intuitiva.

Bisogna chiedersi prima perché il quarto dito della mano si chiama anulare: il suo nome deriva dal latino anulus cioè anello, quindi anche nell’antichità l’anello si portava al quarto dito della mano.

Gli Egizi pensavano che all’interno di quel dito passasse una vena che andava diretta al cuore; i Cristiani invece indicavano con il pollice, l’indice e il medio la trinità e arrivavano all’anulare dopo aver toccato quelle tre dita, ecco perché lì va la fede matrimoniale.

La scelta della mano sinistra è relativa al fatto che la mano destra si usava molto di più nei lavori di tutti i giorni, quindi la fede avrebbe dato fastidio e si sarebbe rovinata di più.

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The Moon and its mysteries

The Moon is the only satellite of the Earth. Its proper name is sometimes used, par excellence, as a synonym for satellite also for the celestial bodies that orbit around other planets.

It orbits at a distance close enough to be observable with the naked eye, so that on its surface it is possible to distinguish dark spots and light spots. Being in synchronous rotation it always turns the same face towards the Earth.

During its orbital motion, the different aspect caused by the orientation with respect to the Sun generates clearly visible phases that have influenced man’s behavior since ancient times. Impersonated by the Greeks as the goddess Selene, she was long since considered influential on crops, famines and fertility. It conditions the life on Earth of many living species, regulating their reproductive cycle and hunting periods; it acts on the tides and the stability of the earth’s rotation axis.

The Moon is thought to have formed 4.5 billion years ago, not long after the Earth was born. There are several theories regarding its formation; the most credible is that it formed from the aggregation of debris left in orbit after the collision between the Earth and an object the size of Mars called Theia.

Its astronomical symbol ☾ is a stylized representation of its waning phase.

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At the time of Pythagoras, as the Pythagorean school stated, it was considered a planet. One of the earliest developments in astronomy was the understanding of lunar cycles. As early as the 5th century BC, Babylonian astronomers recorded the repetition cycles (saros) of lunar eclipses and Indian astronomers described the elongation motions of the Moon. Later the apparent shape of the Moon, the phases, and the cause of the full Moon were explained. Although the Chinese of the Han dynasty believed that the Moon had a Ki type energy, their theory admitted that the light of the Moon was only a reflection of that of the Sun.


Galileo discovered that its surface was not smooth, but corrugated and composed of valleys, high mountains and craters. 

The astronomer Alfonso Fresa, posing the problem of the habitability of the Moon, inextricably linked it to the presence of water and air:

« First of all we need to understand the meaning of the word life, which, if it is to be understood in the organic sense, will very unlikely still be able to lodge on the Moon, since up there the necessary factors for its existence are lacking: air and water. It could be objected that a complete absence of them should not be taken literally, because even if refraction phenomena do not occur even in a very small part, a very small residue of air may exist on our satellite, although even the spectroscopic analysis has confirmed that our satellite is completely devoid of atmosphere . ” 
(Fresa, pp. 434-435)

The Moon is often the protagonist in many mythologies and popular beliefs. The numerous lunar deities are often female, such as the Greek goddesses Selene and Artemis, and their Roman equivalents Luna and Diana. Male deities can also be found, such as Nanna or Sin of the Mesopotamians, Thot of the Egyptians, Men of the Phrygians and the Japanese god Tsukuyomi… and also Isil, which is part of the mythology of Arda, an imaginary world created by JRR Tolkien.

In the Hindu religion, a mythological anecdote featuring Ganesha (the elephant-headed divinity) explains the origin of the moon phases (see Ganesha and the Moon). Muhammad is credited with the miracle of the division of the moon.

Words like “lunatic” are derived from the Moon.

The (crescent) Moon with a star is the symbol, first adopted by Mustafa III (1757–1774) and then definitively chosen by Abdul Hamid I (1774–1789) and Selim III (1789–1807), of the Empire Ottoman and is still present in some flags of the Muslim states.

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The Moon occupies a great deal of prominence in popular beliefs: fishermen must always fish on full moon nights because the moon attracts fish to the surface, while farmers claim that the must must be put in barrels during the new moon, to make it become wine. In the gardens, then, the moon plays a very important role: you must always sow on a waning moon. For example, lettuce would not make the male (the flower). The belief in the increase in births during the waxing Moon is still widespread. Even the ancient popular proverbs deal extensively with the influence of the Moon on all aspects of peasant life, just think of the proverb: « Moon of bunches in January Moon of bunches in February ».


In medieval mythology, the full moon occupies an important position: it was believed that werewolves transform themselves in the light of the moon, a belief with origins dating back to classical antiquity; moreover, since the Roman age, sorcerers and witches come together for their Esbat, a ritual which, through Late Antiquity, the Middle Ages, the Renaissance, modern and contemporary history has been handed down until today and is still practiced today.

According to many theories, perhaps there is a fake lunar hologram projected over our real satellite. In 2014 conspiracy theorist and YouTuber Crrow777 accidentally caught something odd on tape. A wave on the moon, similar to the static one on a television screen.

Here is a link to the video:https://www.youtube.com/embed/0mi0w8bLtUM?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it&autohide=2&wmode=transparent

There are actually some ancient cultures that refer to an era when there was no moon at all. According to Zulu legend, our empty moon was enacted by two brothers with scaly, fish-like skin. 
Legend has it that Wowane and Mpanku brought the moon to Earth after stealing it from a large fire dragon. Only after emptying the egg-like planet from its “yolk” did they place it in Earth’s orbit. Curious how the ancient symbol of the cosmic egg has a snake wrapped around it.
And who was the great fire dragon? Planet X, or Nibiru, is a hypothetical ninth planet referred to in ancient cultures as the homeworld of the gods. NASA has begun to take its existence seriously. Presumably its strange orbit causes it to remain invisible for thousands of years. This planet has often been compared to the Red Dragon of the Book of Revelation. Perhaps the aliens brought the moon with them from their home world.

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So what is the moon? Is it a giant observatory for alien lords? Remember, the fake moon is where the director oversaw and controlled Jim Carrey’s life in The Truman Show. 
This alien lunar base is presumably where we erased our memories before being forced to reincarnate again. One of the theorists of such “conspiracies” is Max Spiers , who mysteriously died after vomiting black liquid.

Some argue that after death there is a ” trick of the light ” that you absolutely must not fall for. Going towards that light would actually lead you to an entrance into the moon and, as the DreamWorks logo suggests, this is where the “gods” fish for souls …


All we have heard about “going into the light” is actually predictive programming , and it’s a trap, like a moth attracted to a flame.

And again… the rabbit has always been associated with the moon in almost all cultures.

WHO WANTS TO INTEND, INTENDS …

La luna e i suoi misteri

La Luna è l’unico satellite della Terra. Il suo nome proprio viene talvolta utilizzato, per antonomasia, come sinonimo di satellite anche per i corpi celesti che orbitano attorno ad altri pianeti.

Orbita a una distanza sufficientemente vicina da essere osservabile ad occhio nudo, così che sulla sua superficie è possibile distinguere delle macchie scure e delle macchie chiare. Essendo in rotazione sincrona rivolge sempre la stessa faccia verso la Terra.

Durante il suo moto orbitale, il diverso aspetto causato dall’orientazione rispetto al Sole genera delle fasi chiaramente visibili e che hanno influenzato il comportamento dell’uomo fin dall’antichità. Impersonata dai greci nella dea Selene, fu da tempo remoto considerata influente sui raccolti, le carestie e la fertilità. Condiziona la vita sulla Terra di molte specie viventi, regolandone il ciclo riproduttivo e i periodi di caccia; agisce sulle maree e la stabilità dell’asse di rotazione terrestre.

Si pensa che la Luna si sia formata 4,5 miliardi di anni fa, non molto tempo dopo la nascita della Terra. Esistono diverse teorie riguardo alla sua formazione; la più accreditata è che si sia formata dall’aggregazione dei detriti rimasti in orbita dopo la collisione tra la Terra e un oggetto delle dimensioni di Marte chiamato Theia.

Il suo simbolo astronomico ☾ è una rappresentazione stilizzata della sua fase calante.

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Ai tempi di Pitagora, come enunciava la scuola pitagorica, veniva considerata un pianeta. Uno dei primi sviluppi dell’astronomia fu la comprensione dei cicli lunari. Già nel V secolo a.C. gli astronomi babilonesi registrarono i cicli di ripetizione (saros) delle eclissi lunari e gli astronomi indiani descrissero i moti di elongazione della Luna. Successivamente fu spiegata la forma apparente della Luna, le fasi, e la causa della Luna piena. Sebbene i cinesi della dinastia Han credessero che la Luna avesse un’energia di tipo Ki, la loro teoria ammetteva che la luce della Luna fosse solo un riflesso di quella del Sole.


Galileo scoprì che la sua superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti alti e crateri.

L’astronomo Alfonso Fresa, ponendosi il problema dell’abitabilità della Luna, la legava inscindibilmente alla presenza dell’acqua e dell’aria:

«Innanzitutto bisogna intendersi sul significato della parola vita, la quale, se va intesa nel senso organico, molto difficilmente potrà ancora albergare sulla Luna, giacché mancano lassù i fattori necessari alla sua esistenza: l’aria e l’acqua. Si potrebbe obiettare che un’assenza completa di esse non debba essere presa alla lettera, perché pur non verificandosi nemmeno in piccolissima parte i fenomeni di rifrazione, un residuo sparutissimo di aria può esistere sul nostro satellite, per quanto anche l’analisi spettroscopica abbia confermato che il nostro satellite è completamente privo di atmosfera
(Fresa, pp. 434-435)

La Luna è spesso protagonista in molte mitologie e credenze popolari. Le numerose divinità lunari sono spesso femminili, come le dee greche Selene e Artemide, e le loro equivalenti romane Luna e Diana. Si possono trovare anche divinità maschili, come Nanna o Sin dei Mesopotamici, Thot degli Egiziani, Men dei Frigi e il dio giapponese Tsukuyomi… ed anche Isil, che fa parte della mitologia di Arda, mondo immaginario creato da J. R. R. Tolkien.

Presso la religione induista, un aneddoto mitologico avente come protagonista Ganesha (la divinità dalla testa d’elefante) spiega l’origine delle fasi lunari (v. Ganesha e la Luna). A Maometto viene attribuito il miracolo della divisione della luna.

Parole come “lunatico” sono derivate dalla Luna.

La Luna (crescente) con una stella è il simbolo, adottato per la prima volta da Mustafa III (1757–1774) e poi definitivamente scelto da Abdul Hamid I (1774–1789) e Selim III (1789–1807), dell’Impero ottomano ed è tutt’ora presente in alcune bandiere degli Stati musulmani.

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Ampio rilievo occupa la Luna nelle credenze popolari: per i pescatori bisogna pescare sempre nelle notti di luna piena perché la luna attira i pesci in superficie, mentre i contadini sostengono che il mosto vada messo nelle botti durante il novilunio, per farlo diventare vino. Negli orti, poi, la luna occupa un ruolo importantissimo: bisogna sempre seminare in luna calante. Ad esempio la lattuga non farebbe il maschio (il fiore). È tuttora diffusa anche la credenza dell’aumento delle nascite in fase di Luna crescente. Anche gli antichi proverbi popolari si occupano estesamente dell’influenza della Luna su tutti gli aspetti della vita contadina, basti pensare al proverbio: «Luna di grappoli a gennaio luna di racimoli a febbraio».


Nella mitologia medioevale, la Luna piena occupa una posizione importante: si credeva che i lupi mannari si trasformassero alla luce della Luna, credenza con origini risalenti all’antichità classica; inoltre, sin dall’età romana, stregoni e streghe si riuniscono per i loro Esbat, rituale che, attraverso la Tarda antichità, il Medioevo, il Rinascimento, la Storia moderna e contemporanea si è tramandato fino ad oggi ed è tuttora praticato.

Secondo molte teorie, forse c’è un falso ologramma lunare proiettato sopra il nostro reale satellite. Nel 2014 il teorico della cospirazione e YouTuber Crrow777 ha catturato accidentalmente qualcosa di strano su nastro. Un’onda sulla luna, simile a quella statica su uno schermo televisivo.

Ecco un link al video:

In realtà ci sono alcune culture antiche che fanno riferimento a un’epoca in cui non c’era affatto la luna. Secondo la leggenda Zulu, la nostra luna vuota è stata messa in atto da due fratelli con la pelle squamosa e simile a un pesce.
La leggenda dice che Wowane e Mpanku portarono la luna sulla Terra dopo averla rubata a un grande drago di fuoco. Solo dopo aver svuotato il pianeta simile a un uovo dal suo “tuorlo” lo hanno collocato nell’orbita terrestre. Curioso come l’antico simbolo dell’uovo cosmico abbia un serpente avvolto attorno ad esso.
E chi era il grande drago di fuoco? Il pianeta X, o Nibiru, è un ipotetico nono pianeta di cui nelle culture antiche si parla come il mondo natale degli dei. La NASA ha iniziato a prendere sul serio la sua esistenza. Presumibilmente la sua strana orbita lo fa rimanere invisibile per migliaia di anni. Questo pianeta è stato spesso paragonato al Drago Rosso del Libro dell’Apocalisse. Forse gli alieni hanno portato la luna con loro dal loro mondo natale.

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Allora cos’è la luna? È un gigantesco osservatorio per i signori alieni? Ricorda, la finta luna è il luogo in cui il regista ha sorvegliato e controllato la vita di Jim Carrey nel film The Truman Show.
Questa base lunare aliena è presumibilmente dove abbiamo cancellato i nostri ricordi prima di essere costretti a reincarnarci di nuovo. Uno dei teorici di tali “cospirazioni” è Max Spires, che è misteriosamente morto dopo aver vomitato liquido nero.

Alcuni sostengono che dopo la morte c’è un “trucco della luce” per il quale non devi assolutamente cadere. Andare verso tale luce ti porterebbe in realtà ad un ingresso nella luna e, come suggerisce il logo della DreamWorks, è qui che gli “dei” pescano le anime…


Tutto quello che abbiamo sentito su “andare verso la luce” è in verità programmazione (predictive programming), ed è una trappola, simile a una falena attratta da una fiamma.

Ed ancora… alla luna è da sempre, in quasi tutte le culture, associato il coniglio.

CHI VUOL INTENDERE INTENDA…

Mudfossils: the origins of the mountains between ancient giants and Nephilim

At the end of the 18th century, the haze of fantasy and mysticism that tended to obscure the true nature of the Earth began to be swept away…
We all know more or less that rocks have different origins.
Some rock layers, containing clearly identifiable fossil remains of fish and other forms of animal and plant life originally formed in the ocean.

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Some rocks were once lava flows or ash beds thrown by ancient volcanoes; others are portions of large masses of once molten rock that have cooled very slowly far below the earth’s surface. Other rocks have been so transformed by heat and pressure during the uplift and deformation of the earth’s crust in periods of mountain formation that their original characteristics have been “erased”.

From the results of studies on the origin of various types of rocks ( petrology ), combined with studies on the stratification of rocks ( stratigraphy ) and on the evolution of life ( paleontology ), today geologists reconstruct the sequence of events that have shaped the earth’s surface .

In another part of the world, the earth’s surface has subsided and been covered by water. With the sinking of the earth’s surface, sediments settled on the ocean floor.

Recurring events such as the building of mountains and the invasion of waters, of which the rocks themselves are documents, include units of geological time even if the actual dates of the events are unknown. By comparison, the history of humanity is similarly organized into relative time units. We speak of human events as they happened both before and after Christ. The shortest spans are measured by the dynasties of ancient Egypt or the reigns of kings and queens in Europe. Geologists have done the same thing with geological time by dividing the history of the Earth into broad spans of eras based on the general character of life that existed during these periods and shorter periods based in part on evidence of major disturbances in the earth’s crust.

Mud can hold extraordinary quantities if it accumulates in a particular way. It must stabilize in time, before decay dissolves the flesh and sinews that hold a skeleton together and before bones are separated, washed away and broken into fragments. As more mud settles in thicker and thicker layers on the bottom, the underlying body is squeezed. The mud can be so glutinous that it cuts off oxygen and therefore some meat relics may survive. But even if that disappears entirely, the scales and bones can remain, and when the mudstone is removed the fossilized body is revealed in great detail.

Fossil Wood – Tumbled Stones

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The academy refers to them as soft body fossils. This is obviously a very limiting term. It is basically where an infiltration occurs and the organic material of a dead creature is replaced with minerals little by little leaving an exact replica of the creature. Mud fossils, however, take into account very very large creatures, as well as other materials, including technology that would turn into stone under similar circumstances.
The ideal conditions for the process are very very slow moving mud. This mud keeps all the natural processes of a human body going for example and allows your organs to keep their shape.

If these were formed by chaotic means, we shouldn’t really see these features evenly spaced.

Part of the “mud-fossils” theory is that ancient man looked for these carcasses to build on because they already had some sort of favorable habitat around them.

The basic premise of such a theory is that rocks are formed mainly from petrified, fossilized giant creatures / organisms and not from other activities.

The origins of Stonehenge have baffled historians for generations…

Archaeologists believe the structure was built from 3000 BC to 2000 BC.
Now some researchers claim that the huge stones are actually formed from parts of a giant’s body.

Roger Spurr, 70, believes the stones are the bones of a giant referenced in the Bible and the Book of Enoch, an ancient Hebrew religious text.

According to the text of Enoch, according to the Bible and many other religious and non-religious texts, God sent a flood some 4,300 years ago to destroy the children who had become wicked and corrupt.

The Flood is said to have destroyed everyone on Earth except Noah and those on the Ark.

The sons of God are described as angels who mated with “daughters of men” and were known as Nephilim .

Mr. Spurr remarkably stated that the saltwater from the flood mixed with the mud to perfectly preserve the bodies of the giants, which were structured creatures like us, but up to two and a half miles tall.

The Giants Who Dwelled the Earth
Ten or fifteen million years ago did the giants inhabit the earth?
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The stones at Stonehenge are made of sandstone and igneous rocks known as blue stone.

In a YouTube video he discusses how a stone from the ancient monument called limestone is a “giant foot”.

Mr. Spurr, who lives in Connecticut, USA, states that the holes in the stone are located in exactly the same place as the arteries of a human foot.

He also thinks that the stone has exactly the same shape as a human foot.
He studied rocks all over the world which, according to him, are formed from the remains of giants.

He described these preserved bones as “fossil mud” and claimed that many rocks and boulders are actually the remains of giants.

The mudfossils are created through a very long process. The salt water removes all the sticky substance in the fabric and petrifies the remains of soft tissue.

Mr. Spurr added that there are areas of the stone with discoloration in the stone that is actually dried blood.

He said hemoglobin – found in red blood cells – freezes when meat and mud solidify and dry out the blood.

But he claims that if it is mixed with acid the blood will “become liquid” and spill out of the stones of Stonehenge.

He said that doing so would “reactivate” the giant’s DNA and “could tell us more about the history of the Earth.”

Mr. Spurr shares his research on giants on his Facebook page: Mudfossil University .

Mudfossils: le origini delle montagne tra antichi giganti e nefilim

Alla fine del XVIII secolo, la foschia della fantasia e del misticismo che tendevano ad oscurare la vera natura della Terra iniziò ad essere spazzata via…
Tutti noi sappiamo più o meno che le rocce hanno origini diverse.
Alcuni strati rocciosi, contenenti resti fossili chiaramente identificabili di pesci e altre forme di vita animale e vegetale si sono originariamente formati nell’oceano.


L’Orma dei Giganti
Gli dei e la preistoria dell’umanità
Valeriano Cardelli

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Alcune rocce un tempo erano colate laviche o letti di cenere gettati da antichi vulcani; altri sono porzioni di grandi masse di roccia una volta fusa che si sono raffreddate molto lentamente molto al di sotto della superficie terrestre. Altre rocce sono state così trasformate dal calore e dalla pressione durante il sollevamento e la deformazione della crosta terrestre nei periodi di formazione delle montagne che le loro caratteristiche originali sono state “cancellate”.

Dai risultati degli studi sull’origine dei vari tipi di rocce (petrologia), uniti a studi sulla stratificazione delle rocce (stratigrafia) e sull’evoluzione della vita (paleontologia), oggi i geologi ricostruiscono la sequenza di eventi che hanno modellato la superficie terrestre.

Scoperte Archeologiche non Autorizzate

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In un’altra parte del mondo, la superficie terrestre si è abbassata ed è stata coperta dalle acque. Con l’affondamento della superficie terrestre, i sedimenti si sono depositati sul fondo dell’oceano.

Pyramids of Yonaguni Jima – Japan

Eventi ricorrenti come la costruzione di montagne e l’invasione delle acque, di cui le rocce stesse sono documenti, comprendono unità di tempo geologico anche se le date effettive degli eventi sono sconosciute. In confronto, la storia dell’umanità è organizzata in modo simile in unità di tempo relative. Parliamo di eventi umani come accaduti sia avanti che dopo Cristo. Le campate più brevi sono misurate dalle dinastie dell’antico Egitto o dai regni di re e regine in Europa. I geologi hanno fatto la stessa cosa con il tempo geologico dividendo la storia della Terra in larghi intervalli di ere basati sul carattere generale della vita che esisteva durante questi periodi e periodi più brevi basati in parte sulle prove di importanti disturbi della crosta terrestre.

Il fango può conservare quantità straordinarie se si accumula in un modo particolare. Deve stabilizzarsi in tempo, prima che il decadimento dissolva la carne ed i tendini che tengono insieme uno scheletro e prima che le ossa vengano separate, lavate via e rotte in frammenti. Man mano che più fango si deposita in strati sempre più spessi sul fondo, il corpo sottostante viene schiacciato. Il fango può essere così glutinoso da interrompere l’ossigeno e quindi qualche reliquia della carne potrebbe sopravvivere. Ma anche se ciò scompare del tutto, le squame e le ossa possono rimanere, e quando la pietra fangosa viene rimossa il corpo fossilizzato viene rivelato in grande dettaglio.


Legno Fossile – Pietre Burattate

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L’accademia si riferisce a loro come fossili di corpi molli. Questo è ovviamente un termine molto limitante. È fondamentalmente dove si verifica un’infiltrazione e il materiale organico di una creatura morta viene sostituito con minerali a poco a poco lasciando una replica esatta della creatura. I fossili di fango, tuttavia, tengono conto di creature molto molto grandi, nonché di altri materiali, anche della tecnologia che in circostanze simili diventerebbero pietra.
Le condizioni ideali per il processo sono il fango in movimento molto molto lento. Questo fango mantiene in corso tutti i processi naturali di un corpo umano per esempio e consente ai tuoi organi di mantenere la loro forma.


Se questi si sono formati con mezzi caotici, non dovremmo davvero vedere queste caratteristiche uniformemente distanziate.

Parte della teoria dei “mud-fossils” (fossili di fango) è che l’uomo antico cercò queste carcasse su cui poter costruire perché avevano già una sorta di habitat favorevole intorno.


La premessa di base di tale teoria è che le rocce si formano principalmente da creature / organismi giganti pietrificati, fossilizzati e non da altre attività.

Le origini di Stonehenge hanno sconcertato gli storici per generazioni…

Gli archeologi ritengono che la struttura sia stata costruita dal 3000 a.C. al 2000 a.C. .
Ora alcuni ricercatori affermano che le enormi pietre sono in verità formate da parti del corpo di un gigante.

Roger Spurr, 70 anni, crede che le pietre siano le ossa di un gigante a cui si fa riferimento nella Bibbia e nel Libro di Enoch, un antico testo religioso ebraico.

Secondo il testo di Enoch, secondo la Bibbia e tanti altri testi religiosi e non, Dio mandò un diluvio circa 4.300 anni fa per distruggere i figli che erano diventati malvagi e corrotti.

Si dice che il diluvio abbia distrutto chiunque sulla Terra tranne Noè e quelli sull’Arca.

I figli di Dio sono descritti come angeli che si sono accoppiati con “figlie di uomini” ed erano conosciuti come Nefilim.

Il signor Spurr ha affermato in modo straordinario che l’acqua salata dell’inondazione si mescolò al fango per preservare perfettamente i corpi dei giganti, che erano creature strutturate come noi, ma alti fino a due miglia e mezzo.


I Giganti che Abitavano la Terra
Dieci o quindici milioni di anni fa i giganti abitavano la terra?
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Le pietre a Stonehenge sono fatte di arenaria e rocce ignee conosciute come pietra blu.

In un video di YouTube discute di come una pietra dell’antico monumento chiamato pietra calcarea sia un “piede da gigante”.

Il signor Spurr, che vive nel Connecticut, negli Stati Uniti, afferma che i buchi nella pietra si trovano esattamente nello stesso punto in cui si trovano le arterie di un piede umano.

Pensa anche che la pietra abbia esattamente la stessa forma di un piede umano.
Ha studiato rocce in tutto il mondo che, secondo lui, sono formate dai resti dei giganti.

Ha descritto queste ossa conservate come “fango fossili” e ha affermato che molte rocce e massi sono in realtà i resti di giganti.

I mudfossils vengono creati attraverso un processo molto lungo. L’acqua salata elimina tutta la sostanza appiccicosa nel tessuto e pietrifica i resti di tessuto molle.

Il signor Spurr ha aggiunto che ci sono zone della pietra con scolorimento nella pietra che è in realtà sangue essiccato.

Ha detto che l’emoglobina – che si trova nei globuli rossi – si blocca quando la carne e il fango si solidificano e asciugano il sangue.

Ma afferma che se viene mescolato con acido il sangue “diventerà liquido” e si riverserebbe fuori dalle pietre di Stonehenge.

Ha detto che così facendo “riattiverebbe” il DNA del gigante e “potrebbe dirci di più sulla storia della Terra”.

Il signor Spurr condivide la sua ricerca sui giganti sulla sua pagina Facebook: Mudfossil University.

Sleeping Lady in Alaska

Quantum entanglement: the boundless bond

Quantum entanglement, also called quantum correlation, is a quantum phenomenon for which under certain conditions two or more physical systems represent subsystems of a larger system, whose quantum state cannot be described individually, but only as a superposition of several states. From this it follows that the measurement of an observable of a system (subsystem) simultaneously determines the value for the others as well.

Entanglement

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Since it is possible from the experimental point of view that these subsystems are spatially separated, entanglement implies in a counterintuitive way the presence of distance correlations without any limit , between their physical quantities, determining the non-local character of the theory.

The term entanglement was introduced by Erwin Schrödinger in a review of the famous article on the EPR paradox , which in 1935 revealed the phenomenon on a theoretical level .

Entanglement is one of the properties of quantum mechanics that led Einstein and other scholars to question its principles. In fact, in 1935 Einstein, Boris Podolsky and Nathan Rosen formulated the “ EPR paradox ” (from the initials of the three scientists), which highlighted the phenomenon of entanglement as paradoxical . It was born from the assumption of 3 hypotheses: 
– principle of reality; – principle of locality; – principle of completeness of quantum mechanics .
In order for the paradox to be resolved, one of the three hypotheses had to be dropped, but considering the first two certainly true, as evident, the authors came to the conclusion that quantum mechanics was incomplete (that is, it contains hidden variables). In reality there was a fundamental error, highlighted in 1964 by John Stewart Bell with the demonstration, in the context of a theory of hidden variables that reproduce the predictions of quantum mechanics, of the incompatibility between the principles of locality and reality. The most widely shared interpretation of quantum mechanics ( Copenhagen interpretation) contemplates local (quantum field theory) and non-local (such as entanglement) aspects, rejecting the reality principle, while, for example, David Bohm’s interpretation, which is a typical theory of hidden variables, affirms the principle of reality, excluding that of locality.

In any case, quantum mechanics has proved capable of producing correct experimental predictions up to a precision never achieved before and the correlations associated with the phenomenon of quantum entanglement have actually been observed. In fact, at the beginning of the 1980s, Alain Aspect and others carried out a series of particularly accurate experiments which proved that the measured correlations follow the predictions of quantum mechanics . Subsequently, in ’98 Zeilinger and other scholars have improved these experiments confirming results in accordance with theoretical predictions.


Entanglement - The Greatest Mystery of Physics

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Quantum entanglement underpins emerging technologies such as quantum computers and quantum cryptography . It also allowed experiments related to quantum teleportation . Although information cannot be transmitted through entanglement alone, the use of a classical communication channel in conjunction with an entangled state allows the teleportation of a quantum state, which would otherwise be impossible as it would require an infinite amount of information to be determined. In practice, as a consequence of the quantum no-cloning theorem , this rich information cannot however be read in its entirety, but it can nevertheless be used in calculations.


Quantum entanglement constitutes a difficulty for quantum theory from an epistemological point of view (a branch of philosophy that deals with the conditions under which scientific knowledge can be obtained and the methods for achieving such knowledge ), as it is apparently incompatible with the principle obvious and realistic of the locality , for which the passage of information between different elements of a system can only take place through successive causal interactions, which act spatially from beginning to end.
For example: according to the principle of locality, one person’s fist can strike another’s nose only if one is close enough or if one is able to set in motion mechanisms that, step by step, reach up to the nose. 
Different interpretations of the entanglement phenomenon lead to different interpretations of quantum mechanics.

Another example could be a pair of gloves. If you found a right glove by yourself in your drawer, you can rest assured that the missing glove would fit in your left hand. The two gloves could be described as entangled , entangled , as knowing something about one would tell you something important about the other which is not a random feature.

In fashion, this concept isn’t all that strange. But the concept poses a problem for quantum mechanics.

Even if their understanding is still far away, the bizarre phenomena of quantum mechanics, including the Entanglement, are the basis of many technologies used daily, from computers to lasers, from solar cells to biomedical devices. They also force science to investigate new theories and possibilities, from superluminal interactions to the quantum “death” of the Universe …

Quantum mechanics is undoubtedly the most mysterious chapter in all of physics: anyone can easily realize its innumerable oddities, capable of so blatantly violating common sense.

Quantum Mechanics

Leonard Susskind , Art Friedman 
Quantum Mechanics
The bare minimum to make (good) physics 
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Is it possible that the behavior of the physical system is somehow predetermined, independent of our ability to choose the experimental conditions at will, in providing the obtained result? 
Or should we assume that the measurable quantum properties of particles are not “real”, but exist “simply” as a result of our perceptions (or more precisely of our measurements made on the physical system in question)?
If we are not willing to assume, as it is reasonable to assume, that the reality we experience is created solely by our interaction with the surrounding world at the act of perception or measurement, then we must accept the possibility that quantum interaction at a distance between intertwined particles is transmitted at a speed greater than that of light in vacuum.

Even placed at a distance of billions of light years, if something happens to one particle, that something will directly and immediately affect the other, so much so that it will be possible to know what happened to the first particle even if it is impossible, given the distance. get in touch with it. 
Entanglement is usually observed on two photons, ie on the elementary particles at the base of the light.

The quantum teleportation is a technique in computer science quantum that allows, under certain restrictions, to transfer a quantum state in an arbitrarily distant point. Mainly, the effect involved is quantum entanglement.

Through a publication in Nature Physics, a group of scientists revealed to the world that they were able for the first time to teleport information between two chips that are not physically or electronically connected.

The researchers are part of the University of Bristol and the Technical University of Denmark and have managed to carry out this “teleportation” using entanglement, thanks to which two particles are linked together regardless of distance. By changing the properties of one particle, the other will also change instantly, no matter how much space you separate them.

In their study, the team of scientists generated pairs of entangled photons on the chips and then took a quantum measurement on one of them. This observation changed the state of the photon and the change occurred instantaneously in the partner photon present in the other chip as well.

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