Chi è davvero il mago? La realtà dietro la fantasia

Secondo la concezione comune e popolare, un mago è una persona con poteri magici ed abilità soprannaturali.

Il termine in sé in realtà è la traslitterazione del termine greco magos (μάγος, plurale μάγοι), cioè sapiente. Si tratta di un titolo riferito specificamente ai Magi: re-sacerdoti dello Zoroastrismo, tipici dell’ultimo periodo dell’impero persiano.

Ma c’erano maghi anche prima, almeno fin dall’antico Egitto. In un papiro antichissimo si parla di tre maghi che si chiamavano Ubainer, Giaigia-em-Anekh e Djedi che facevano cose straordinarie alla corte del faraone Cheope. Il primo creava coccodrilli di cera per poi renderli vivi, il secondo svuotava i laghi per recuperare talismani perduti e il terzo beveva 100 boccali di birra e riattaccava le teste mozzate.

Nella religione degli Egizi c’era persino un dio dei maghi, che si chiamava Toth. Per i Greci, i magi o maghi, erano astrologi e scienziati, saggi e potenti, come i Magi del Vangelo, che sapevano sarebbe nato un Re…

Studiavano il cielo, le costellazioni e prevedevano il futuro.

Ricordiamo fra i maghi delle cronache classiche, medioevali e rinascimentali:

Apollonio, filosofo greco
Virgilio, poeta e filosofo latino
Merlino, personaggio della letteratura epica arturiana;
Pietro Bailardo, alchimista salernitano o milite francese.
Dottor Faust, personaggio di una leggenda popolare tedesca tradizionalmente considerato un alchimista, ma in alcune versioni indicato invece come mago.

Con la forte diffusione del genere fantasy invece, tramite romanzi o film, per citarne tra i più famosi: Harry Potter… o tramite giochi di ruolo come Dungeons & Dragons, questo termine – già noto in ambiti letterari folcloristici (un esempio per tutti: le Fiabe dei fratelli Grimm) – è divenuto molto utilizzato.
In queste opere di fantasia, il mago è un individuo in grado di esercitare la magia, intesa come controllo delle forze della natura. La figura del mago risulta essere onnipresente nelle culture dei popoli di tutto il mondo, presa anche sotto diversi punti di vista e chiamato con altri nomi che differiscono da mago, l’esempio più lampante di mago nella mitologia è, come abbiamo già citato, la figura di Merlino. associato a questo termine, di per sé neutro, si possono associare fattori e/o avvenimenti reali.

In Inghilterra ad esempio vi erano i druidi, figura che può essere ripresa anche nella mitologia e storia nordica in generale, ma anche ai fatti di Salem in cui delle innocenti venivano uccise con l’accusa di fare uso della magia, mentre molto probabilmente si trattava solamente di guaritrici o di semplici donne che avevano imparato l’arte dell’alchimia per sfruttarla in scopi medici e aiutare la gente.

Prima di affrontare l’argomento della magia, come nel caso di qualunque altro oggetto si voglia discutere, bisogna distinguere il nome in base ai suoi significati; infatti, per quante accezioni vi sono del termine magia, vi sono altrettanti tipi di mago…

In primo luogo: mago viene considerato il sapiente, come erano i trismegisti presso gli Egizi, i druidi presso i Galli, i gimnosofisti presso gli Indiani, i cabalisti presso gli Ebrei, i magi (il cui capostipite è Zoroastro) presso i Persiani, i sophoi presso i Greci e i sapienti presso i Latini.

In secondo luogo: mago viene considerato colui o colei che compie cose mirabili con la sola unione di princìpi attivi e passivi, come fanno medicina ed alchimia, ciascuna nel proprio genere, ovvero il genere di magia comunemente ritenuto naturale.

In terzo luogo: è mago quando si aggiungono circostanze tali per cui le opere appaiono frutto di una forza superiore, in modo da suscitare l’ammirazione di chi guarda grazie a quanto viene fatto apparire e questa è quella specie di “magia” che viene chiamata “prestigiatoria”, ma che ha ben poco a che fare con la vera magia, in quanto appunto, è solo illusoria.

In quarto luogo: è magia quella che deriva dalla capacità di antipatia e di simpatia degli enti, come nel caso di quelli che respingono, trasformano ed attraggono, ad esempio, magneti e simili, le cui operazioni non sono riconducibili alle qualità attive e passive, ma tutte vengono riferite allo spirito, ossia all’anima radicata nelle cose; questa è la magia naturale propriamente detta.

In quinto luogo: è magia quando a queste capacità si aggiungono parole, canti, accorta considerazione di numeri e di tempi, immagini, figure, sigilli, caratteri o lettere, situata in posizione mediana tra la naturale e la sovrannaturale, la quale propriamente dovrebbe essere designata come magia matematica.

In sesto luogo: vi è magia se a ciò si aggiunge il culto o l’invocazione di intelligenze ed efficienti esterni o superiori, con preghiere, rituali o sacrifici dedicati agli dèi, ai demoni e agli eroi; allora o ciò accade per contrarre lo spirito, di cui il mago diviene vaso e strumento, nella propria persona, in modo da apparire dotato di una sapienza, che, tuttavia, si può eliminare facilmente con un semplice farmaco, assieme allo spirito – e questa è la magia dei disperati, che divengono ricettacoli di cattivi demoni; oppure, ciò avviene al fine di dominare e comandare ai demoni/spiriti inferiori con l’autorità dei principi dei demoni o spiriti superiori, onorando questi e vincolando con formule e scongiuri quelli – e questa magia è transnaturale o metafisica ed il suo nome specifico è «teurgia».

In settimo ed ultimo luogo: è magia scongiurare o invocare non direttamente i demoni o gli eroi, ma attraverso di essi evocare le anime dei defunti, per mezzo dei loro cadaveri, o parti dei cadaveri, per ottenere un oracolo, per divinare, per conoscere le cose lontane e future; e questa specie di magia viene chiamata, per la materia con cui opera e per il suo fine, necromanzia. Quando invece, senza ricorrere a materia esterna, evocando lo spirito annidato nelle proprie viscere il mago invasato cerca la verità dell’oracolo, allora si tratta del mago che viene chiamato propriamente pitonico: così, infatti, Apollo Pizio soleva « ispiri tarli» nel suo tempio.

La Magia, immagine oscura e da sempre alterata dell’autentico significato, è riconducibile alla parola Maga, Magheia, termine derivante dallo Zoroastro (o Zarathtustra) e dai suoi seguaci, i sacerdoti caldaici o Parsi, i Magi legati alla dottrina del Fuoco Sacro.

Magia significa sapienza, conoscenza, la fonte “sapienziale” che fa capo ai dettami di questa “Scienza” non è contenuta nei libri, ma deve essere conquistata mediante un percorso iniziatico serio ed arduo…

I Magi, che parteciparono alla Teofania Cristica, configurano in realtà i sacri sacerdoti, i re e i seguaci dell’Arte Regale, giacché l’iniziazione all’Alta Magia costituisce un’autentica sovranità. Non a caso la stella cometa citata nel Vangelo simboleggia fin dalla notte dei tempi il Cammino iniziatico. Per gli alchimisti rappresenta il segno della Quintessenza, per i maghi il Grande Arcano, per i cabalisti, al contrario, il Pentagramma Fiammeggiante che ritroveremo anche nella simbologia massonica.

La magia era la scienza di Abramo, di Orfeo, di Zoroastro. I dogmi della ermetica ragione che racchiudono la sacra filosofia magica secondo la Tradizione, sono stati scolpiti nella pietra da Enoch e dal sommo Ermete Trismegisto; le Tavole della legge che Mosè ha trasformato rivestendole di inediti significati, velandole nuovamente. La lunga marcia dell’occulta sapienza procede per gradi, insinuandosi in altrettante filosofie senza perdersi o estinguersi, ma semplicemente adattandosi e trasformando l’aspetto più superficiale, allo scopo di proteggere la parte maggiormente segreta da sguardi profani.

L’applicazione pratica delle regole nascoste e negate al profano determina la realizzazione dell’Opera, che in ultimo mostrerà a chi è meritevole e ha conquistato la scienza, il volto rifulgente del Sapere primordiale. Il cammino magico è essenzialmente operativo, o meglio sperimentativo. Non è affidato a pratiche mistiche e ciarlatanesche, ma ad una perfetta sperimentazione, che, in base alle potenzialità animiche di ciascun individuo, porta a determinati risultati sul piano materiale e spirituale.

Solo mediante una sperimentazione seria, equilibrata, esente da sterili esaltazioni, il magista-sapiente, può, alfine, pervenire alla realizzazione o stato d’essere attivo (fuoco creatore), capace di generare, in una genesi occulta, quanto deve essere concretato. La Magia è la Scienza assoluta, scienza dell’uomo che deve reintegrare le potestà sopite nel profondo. Scienza che comprende l’astronomia, la geometria (Geometria Sacra), la matematica, la filosofia, lo studio dei simboli…

Questa dottrina sacrale è giunta fino a noi frammentata, compito di ogni autentico iniziato (mago) è ricomporre le tessere del mosaico per ricreare il quadro originario della sapienza remota.

Il mago molto spesso è anche l’alchimista, le cui figure in età medievale e rinascimentale si fondono. Si tratta, naturalmente, di una figura spesso complessa quella dell’alchimista, che nel corso dei secoli muta, ma resta il sospetto costante di un uomo dedito ad arti magiche, oscure e spesso pericolose.
L’aura del personaggio strano, ambiguo e sinistro, sempre accompagnò il mago nel Medioevo ed ancora per tutto il Rinascimento, ma vi fu anche chi, di questa “categoria”, diede un contributo importante. In realtà non furono pochi i ciarlatani dell’epoca (così come del presente) che ebbero il solo merito di “infamare” i propri colleghi con sperimenti e trattamenti del tutto insensati e di inevitabile insuccesso.
Il termine mago ed alchimista non sono esattamente sinonimi, ma non è errato sostenere che per l’epoca così fosse, tant’è che grandi filosofi ed umanisti come Marsilio Ficino e Pico della Mirandola si ritenevano tali. Il mago non è uno stregone bensì uno studioso, un uomo erudito che non si lascia suggestionare dalle mode del momento e soddisfa le proprie “experimentationes” con approccio metodologico e riflessivo.

Worship of Saturn: the religion that everyone unknowingly venerates

Together with the cult of the Sun and the Moon, that of Saturn is the most ancient of the cults, so rooted in human traditions that according to many sources in reality it would never have disappeared and its rituals would continue to be perpetrated even in our days, in more or less explicit …

Saturn, also called Seth in the ancient Egyptian religion, El in the Semitic one and Lord of the Rings in the Celtic myths, seems to be the reason why even today to seal a wedding you use to exchange wedding rings, or to represent a ring (or a disk , if we refer to the Sun) behind the images of saints and pious people (haloes) or behind the ancient Celtic crosses. It is also from the cult of Saturn that centuries-old social customs such as that of ‘celebrating’ on Saturday evening, that is, the sixth day of the week (dedicated to Saturn), descend and then rest on the seventh.

In ancient Sumeria, Saturn was called kayamanu, which means: the slow. In Akkadian, however, it was called Ninurta. However, it seems that Ninurta was more often assimilated to the principles and qualities of Nabu (Mercury), which the Mesopotamians nicknamed shihtu, that is “he who gets up”.

In Hellenic civilization it was depicted in the form of a satyr (half human and other goat creature); hence the subsequent approach of the lord of darkness, Satan, to the cult and image of the god Pan.

The Romans celebrated Cronus / Saturn during the feast of the Saturnalia, the divinity was celebrated together with the birth of the new Sun, during the Winter Solstice, i.e. in the period when Christians now celebrate the birth of Jesus, unaware of how this is a occult commemoration to the ancient dark god …

In the past in Rome there were various temples dedicated to Saturn, one of which is still present in the Roman Forum.

The enlightened and freemason Manly P. Hall in ” Secret Teachings of All Times ” states as the goat god Pan:

“It is a symbol of Saturn because this planet is the ruler of the sign of Capricorn, which emblem is a goat.”

The medieval and modern iconography of Satan is explained precisely by this correlation, but it is peculiar that in Palestine the dark figure of Saturn was not linked to Satan. The Jews with the term satàn referred to a political opponent, an adversary, without any reference to the God worshiped in the shabbat, the one who in the Bible requires human sacrifices just like his “counterpart” in other societies and cults, and that the Bible itself imputes the dark Baal-Moloch deity.
Christians have accused the pagans of being worshipers of evil and of carrying out animal and human sacrifices in rituals dedicated to Baal, Saturn, Moloch, etc., unaware that in the same Bible, which in the past could not be read by the people, there are many passages where it is evident that the biblical god himself claims blood sacrifices, as in Exodus 20, 24:

« Make me an altar of earth; and on this you offer your burnt offerings, your thanksgiving sacrifices, your sheep and your oxen; in any place where I will remember my name, I will come to you and bless you ».

The demands of the bloodthirsty god of Christians, Jews and Muslims continue, with an eye to the virgins, in Numbers 31, 17-18:

« Now therefore kill every male among the children, and kill every woman who has had carnal relations with a man; but all the girls who have not had carnal relations with men, keep them alive for you ».

In Greek mythology, Cronus / Saturn ate his children as soon as they were born because he knew that his destiny was to be ousted by one of them. This interest in their own and others’ children, and their sacrifice, will be taken up again in other cults with the figure of Saturn. The desire to obtain the sacrifice of children from human beings is present in the same Bible, where the biblical god asks for the sacrifice of his firstborn son, or does it himself if we want to believe what is written in the verses of chapter 13 of Exodus, in which he exterminates all the firstborn only to punish Pharaoh.

In ancient Egypt the duality Horus (seen as the rising sun) – Seth (the setting sun) was among the most widespread. The indications make us reasonably believe that Moses was a priest of Seth, dissident to the authority represented by the other priests: that in ancient times the lineage of Moses adored Seth can still be deduced from the black cassock that has remained intact to this day among the priests of monotheism . In fact, while solar fraternities like the Essenes and Nazarenes wore white, the priests of Set / Seth / Saturn / Sata wore black tunics:

hence the black suit of today’s Catholic, Jewish and Muslim clerics.

Saturn was celebrated on the day the new year’s sun was born, that is at Christmas: in this great festival called Saturnalia prosperous and abundant periods were propitiated in which it was not necessary to work the land. So during the anniversary, a slave was dressed as a king for a day (a situation similar to that narrated in the Christmas film par excellence: An Armchair for Two), and he was given fruits and food.

For completeness of information it must be said that the Roman Catholic Church – as well as the Jewish and Muslim Church – seems to retain in its tradition not only fragments of the cult of Saturn, but also that of the Sun, the Moon and other pre-Christian divinities.

Some sources claim that in ancient Semitic and Muslim civilizations Saturn corresponded to the divinity El and was depicted in the form of a giant black cube. In the mystery traditions of every age, the cube is the symbol of matter, opposite to the sphere, which represents the spirit.
It is possible to find representations of the black cube almost everywhere in the world. In Jewish and Muslim iconography there is a huge black cube called Kabba in Mecca. The term Kabbalah referring to Jewish and Masonic esotericism and mysticism would derive from the expression KabbaAllah or ‘Cube God.’

The meditation room set up inside the United Nations (UN) headquarters was also equipped with a cubic sculpture. It is also not surprising that in front of the Apple Store in New York there is a huge black cube statue …

By subtracting the three-dimensionality from the representation of a cube, in fact, a 6-sided geometric shape is obtained, ie a hexagon. Conversely, applying the third dimension to a hexagon results in the cube.

6 one-dimensional sides ‘projected’ into the third dimension.

Based on these and other more or less convincing kabbalistic speculations (6th day of the week, 6th planet in the solar system, 6-sided figure) someone has speculated that 666, the legendary number ‘of the beast’, which in the Apocalypse of John (13.16-18) corresponds to the name of the devastating beast and in two passages of the Old Testament to the sum of the gold proceeds received in taxes by King Solomon (Kings 10.13: 16 – Chronicles 9.13: 14), both in indeed the numerical symbol of the god of matter and time, Saturn.

The “Saturn hexagon” is very evident, a persistent cloudy hexagonal system located at the north pole of the planet. Each side of the hex is 13,800 kilometers long, more than the diameter of the Earth. The hexagon rotates on itself in just under 10 hours and 40 minutes.

Here’s what NASA insiders think:
“It’s a very strange feature and is in a precise geometric shape, with 6 sides almost perfectly equal,” said Kevin Baines, an expert on atmosphere and a member of the Cassini team, related to the spectometer he makes infrared mapping at NASA’s Propulsion Laboratory in Pasadena, California.
“We have never seen anything like this on this or any other planets. In fact, the dense atmosphere of Saturn, where circular shaped waves and convective cells dominate, is perhaps the last place where you would expect to see such a six-sided thing … but there is! “

Is it possible that already 5000 years ago the humanity was aware of this unmistakable morphological trait of the planet Saturn, to the point of representing it in the form of a hexagon, and of elaborating it up to the symbol of the cube god? Here there are 4 possibilities: either there is a mystification, or this coincidence is given by an incredible randomness, or humanity would have learned the notion from a non-terrestrial intelligence, or in the remote past on Earth technological means would have existed to capture images of Saturn, just as NASA appears to be doing today.

If one of the last two possibilities were founded, let’s try to imagine what other image of the planet Saturn could have remained etched in the mystical and esoteric imagination in the form of a symbol … Could it be an image like this?

Or a more distant image, like the following:

Doesn’t it remind you of a symbol that has been written and read excessively in recent years? The symbol of the Illuminati, the all-seeing eye from the top (disjointed) of the Egyptian-Masonic pyramid? We tend to make it coincide with the ancient Egyptian symbol of a positive divinity: the eye of Horus, or the eye of Ra. However, the eye depicted on top of the Masonic pyramid – and on the famous dollar bill – does not look much like traditional Egyptian depictions of the eye of Horus. The latter does not have an eyelid and is surrounded by a series of very typical effigies. There is no doubt that we are dealing with an eye, but are we really sure that it belongs to Horus, positive solar deity?

“ The ancient name of Saturn was, as mentioned, EL. It is the reason why EL’s chosen ones are called ELite. ”- Michael Tsarion, Astrotheology and Sidereal Mythology.

If what Tsarion and Maxwell asserted were founded, or if El was the Semitic name of the god Seth or of the ‘dark half’ of the god Horus, it would be deduced that the religion of which the Old Testament and the Gospels narrate, the populated tale by the ELhoim, the messengers of god, by ArcangELi within whose names the presence of the god is found: GabriELe, MichELe, RaffaELe, etc., is devoted to the worship of a divinity very different from that described in the catechism texts.

The doubts however persist if it is reflected on the name Israel, according to many sources resulting from the fusion of the names of the Egyptian supreme gods ISis (the Moon), RA (the Sun) and EL (Saturn). Assuming that this conjecture is founded, the fact that the name Ra and the name El were used simultaneously would prove that the two entities are considered to all intents and purposes as distinct forces, it does not matter if they are expressions of the same divinity. Which only feeds the suspicions raised by Tsarion and Maxwell, namely that the name El does not refer to the supreme divinity.

Stanley Kubrick to depict the ‘singularity’ that caused the evolution of hominids in prehistory, in the 2001 cult movie Odyssey in Space used the ‘fall’ from the sky of a black monolith.

The titanic immortal creatures described in Lovecraft’s works as opposed to the Big Ancients were the ELder Gods. The word elder in English means ancient, atavistic.

Sauron, an entity that manifests itself as an etheric all-seeing eye, and who with his subordinates opposes the destruction of the ring of power, in the story The Lord of the Rings by JRR Tolkien, is the umpteenth representation of Saturn and the story is a allegory on the inarident and self-destructive effects of power, governed by the black lord of matter. During the adventure the nemesis of Sauron – the ‘good’ magician Gandalf the Gray – dies and rises again in the form of Gandalf the White, avatar of the positive solar divinity who, as expected, returns to renew the victory of light over darkness.

According to some sources, including Jordan Maxwell, those who reach the highest level of indoctrination through the awarding of the degree, wearing the pileo (graduate’s cap) and wearing black, are actually paying homage to Saturn, the god Cube.

In the 70s Alan Parsons, London composer and rocker, collaborated with Pink Floyd in the drafting of the two albums Atom Heart Mother and The Dark Side of the Moon. Parsons’ production is imbued with occult and esoteric symbolism. In his songs he is inspired by the works of EA Poe, ancient Egypt and – in 1982 – he composes a piece entitled Eye in the Sky .
Here is the text of the refrain:


I am the eye in the sky
Looking at you
I can read your mind
I am the maker of rules
Dealing with fools
I can cheat you blind
And I don’t need to see any more
To know that
I can read your mind, I can read your mind.
I am the eye in the sky
Watching you
I can read in your mind
I am the creator of the rules
And I deal with fools
I can make you blind
And I don’t need to see anything else
To know that
I can read in your mind


Once again: is such a tone attributable to a positive solar deity?
Pink Floyd was also mentioned as references are made to Saturn in the text of the piece Learning to Fly. Is it possible that the ‘circles in the sky’ from which the ‘narrator’ cannot divert his eyes (first refrain) and mind (second refrain) are the rings of Saturn?
Pop songs openly dedicated to Saturn include John Coltrane’s Saturn, Stevie Wonder’s Saturn, Sun Ra’s Saturn Research and Jimi Hendrix’s South Saturn Delta.

In the music video of WILL.I.AM-That power FT. JUSTIN BIEBER we find the cult of the cube and the creation of the DIGITAL world for deception …
CLONING SYMBOLISM
DIGITAL WORLD PROJECTION THAT THEY TRY TO CREATE.
Illuminati symbolism and black and white masonry…

Or again … in the 2012 film THE AVENGERS, Loki arrives on Earth standing on a black hexagon:

In the 2007 Transformers movie instead:

In short … there is enough evidence … it is up to each of us to believe and think what we want and believe to be true and right.

Culto di saturno: la religione che tutti venerano inconsapevolmente

Assieme al culto del Sole e della Luna, quello di Saturno è il più antico dei culti, così radicato nelle tradizioni umane che secondo molte fonti in realtà non sarebbe mai scomparso e i suoi rituali continuerebbero ad essere perpetrati anche ai nostri giorni, in forme più o meno esplicite…

Saturno, detto anche Seth nell’ antica religione egizia, El in quella semitica e Signore degli Anelli nei miti celtici, sembra sia il motivo per cui ancora oggi per suggellare uno sposalizio si usi scambiarsi le fedi nuziali, oppure raffigurare un anello (o un disco, se ci si riferisce al Sole) dietro le immagini dei santi e delle persone pie (aureole) o dietro le antiche croci celtiche. È inoltre dal culto di Saturno che discendono secolari costumi sociali come quello di ‘festeggiare’ il sabato sera, ossia il sesto giorno della settimana (dedicato a Saturno), per poi riposare al settimo.


Nell’ antica Sumeria, Saturno veniva chiamato kayamanu, che significa: il lento. In accadico, invece, lo si chiamava Ninurta. Sembra tuttavia che Ninurta fosse più spesso assimilato ai principi e alle qualità di Nabu (Mercurio), che i Mesopotamici soprannominavano shihtu, cioè “colui che si alza”.

Nella civiltà ellenica era raffigurato sotto forma di SATiro (creatura per metà umana e per l’altra caprina); da cui il successivo accostamento del signore dell’oscurità, SATana, al culto e all’immagine del dio Pan.

I romani celebravano Crono/Saturno durante la festa dei Saturnalia, la divinità era festeggiata insieme alla nascita del nuovo Sole, durante il Solstizio d’Inverno, ossia nel periodo in cui ora i cristiani celebrano la nascita di Gesù, ignari di come questa sia un’occulta commemorazione all’antico dio oscuro…

In passato a Roma c’erano vari templi dedicati a Saturno, di cui uno ancora presente nei Fori Romani.


L’illuminato e massone Manly P. Hall ne “Insegnamenti segreti di tutti i tempi” afferma come il dio caprino Pan:

«È un simbolo di Saturno perché questo pianeta è il governatore del segno del Capricorno, il quale emblema è un capro».

L’iconografia medioevale e moderna di Satana si spiega proprio da questa correlazione, ma è peculiare che in Palestina l’oscura figura di Saturno non fosse legata a Satana. Gli Ebrei con il termine satàn si riferivano ad un oppositore politico, un avversario, senza alcun riferimento al Dio adorato nello shabbat, colui che nella Bibbia richiede sacrifici umani proprio come la sua “controparte” in altre società e culti, e che la stessa Bibbia imputa all’oscura divinità Baal-Moloch.
I cristiani hanno tacciato i pagani di essere adoratori del male e di effettuare nei riti dedicati a Baal, Saturno, Moloch, eccetera, sacrifici animali e umani, ignari che nella stessa Bibbia, che in passato non poteva essere letta dal popolo, sono presenti molti passi dove si evince che lo stesso dio biblico pretende sacrifici di sangue, come in Esodo 20, 24:

«Fammi un altare di terra; e su questo offri i tuoi olocausti, i tuoi sacrifici di ringraziamento, le tue pecore e i tuoi buoi; in qualunque luogo, nel quale farò ricordare il mio nome, io verrò da te e ti benedirò».

Le richieste del dio sanguinario dei cristiani, giudei e mussulmani proseguono, con un occhio di riguardo per le vergini, in Numeri 31, 17-18:

«Or dunque uccidete ogni maschio tra i fanciulli, e uccidete ogni donna che ha avuto relazioni carnali con un uomo; ma tutte le fanciulle che non hanno avuto relazioni carnali con uomini, serbatele in vita per voi».

Nella mitologia greca, Crono/Saturno mangiava i suoi figli appena nascevano perché sapeva che il suo destino era quello di essere spodestato da uno di essi. Questo interesse per i propri e altrui figli, e il loro sacrificio, sarà ripreso anche in altri culti con la figura di Saturno. Il desiderio di ottenere dagli esseri umani il sacrificio dei figli è presente nella stessa Bibbia, dove il dio biblico chiede il sacrificio del proprio primogenito, oppure lo compie egli stesso se vogliamo credere a quanto scritto nei versi del capitolo 13 di Esodo, in cui stermina tutti i primogeniti solamente per punire il faraone.

Nell’antico Egitto la dualità Horus (visto come il sole che sorge) – Seth (il sole che tramonta) era fra le più diffuse. Gli indizi ci fanno ragionevolmente ritenere che Mosè fosse un sacerdote di Seth, dissidente alla autorità rappresentata dagli altri sacerdoti: che anticamente la stirpe di Mosè adorasse Seth lo si può evincere tuttora dall’ abito talare nero giunto intatto sino ad oggi fra i preti del monoteismo. Infatti, mentre le fraternità solari come gli esseni ed i nazareni indossavano il bianco, i sacerdoti di Set/Seth/Saturno/Sata indossavano tuniche nere:

da qui, il vestito nero dei chierici cattolici, ebraici e mussulmani odierni.

Saturno era celebrato il giorno in cui nasceva il sole del nuovo anno, cioè a Natale: in questa grande festa chiamata Saturnalia si propiziavano periodi prosperi e abbondanti in cui non fosse necessario lavorare la terra. Perciò durante la ricorrenza uno schiavo veniva vestito da re per un giorno (situazione simile a quella narrata nel film natalizio per eccellenza: Una Poltrona per Due), e gli venivano dati frutti e cibo.

Per completezza d’informazione bisogna dire che la Chiesa romana cattolica – così come quella ebraica e mussulmana – sembra conservino nella propria tradizione non solo frammenti del culto di Saturno, ma anche di quello del Sole, della Luna e di altre divinità precristiane.

Alcune fonti asseriscono che nelle antiche civiltà semitiche e mussulmane Saturno corrispondesse alla divinità El e fosse raffigurato sotto forma di un gigantesco cubo nero. Nelle tradizioni misteriche di ogni epoca il cubo è il simbolo della materia, opposto alla sfera, che rappresenta lo spirito.
È possibile trovare rappresentazioni del cubo nero un po’ ovunque nel mondo. Nella iconografia ebraica e mussulmana vi è un enorme cubo nero denominato Kabba alla Mecca. Il termine Kabbalah riferito all’esoterismo e misticismo ebraico e massonico deriverebbe dalla espressione KabbaAllah o ‘Cubo Dio.’

Anche la meditation room allestita all’interno della Sede delle Nazioni Unite (ONU) è stata dotata di una scultura cubica. Non stupisce inoltre che davanti la sede dell’ Apple Store di New York campeggi una enorme statua del cubo nero…

Sottraendo la tridimensionalità alla rappresentazione di un cubo, infatti, si ottiene una forma geometrica a 6 lati, cioè un esagono. Di converso applicando la terza dimensione ad un esagono si ottiene come risultato il cubo.

6 lati monodimensionali ‘proiettati’ nella terza dimensione.

In base a queste ed altre speculazioni cabalistiche più o meno convincenti (6° giorno della settimana, 6° pianeta del sistema solare, figura a 6 lati) qualcuno ha ipotizzato che il 666, leggendario numero ‘della bestia’, che nella Apocalisse di Giovanni (13,16-18) corrisponde al nome della bestia devastatrice e in due passi del Vecchio Testamento alla somma dei proventi in oro percepiti in tasse dal re Salomone (Re 10,13:16 – Cronache 9,13:14), sia in effetti il simbolo numerico del dio della materia e del tempo, Saturno.

È molto evidente l’ “esagono di Saturno”, un sistema nuvoloso persistente di forma esagonale che si trova al polo nord del pianeta. Ogni lato dell’esagono è lungo 13.800 chilometri, più del diametro della Terra. L’esagono ruota su se stesso in poco meno di 10 ore e 40 minuti.

Ecco cosa ne pensano gli addetti della NASA:
“È una caratteristica molto strana ed è in una precisa foggia geometrica, con 6 lati quasi perfettamente uguali,” ha detto Kevin Baines, esperto di atmosfera e membro della squadra Cassini, relativa allo spectometro che fa la mappatura ad infrarossi al Propulsion Laboratory, della NASA in Pasadena, California.
“Non abbiamo mai visto nulla di simile nè su questo nè su altri pianeti. Infatti la densa atmosfera di Saturno, dove dominano onde a forma circolare e cellule convettive, è forse l’ultimo posto in cui ci si aspetterebbe di vedere una cosa simile a sei lati… ma c’è!”

È possibile che già 5000 anni fa l’umanitào fosse a conoscenza di tale inconfondibile tratto morfologico del pianeta Saturno, al punto di rappresentarlo sotto forma di esagono, e di elaborarlo fino a trarne il simbolo del dio cubo? Qui le possibilità sono 4: o c’è sotto una mistificazione, o questa coincidenza è data da una incredibile casualità, o l’umanità avrebbe appreso la nozione da una intelligenza non terrestre, oppure in un remoto passato sulla Terra sarebbero esistiti i mezzi tecnologici per catturare immagini di Saturno, proprio come oggi pare stia facendo la NASA.

Se una delle due ultime possibilità fosse fondata, proviamo ad immaginare quale altra immagine del pianeta Saturno sarebbe potuta rimanere impressa nell’immaginario mistico ed esoterico sotto forma di simbolo… Potrebbe trattarsi di un’ immagine come questa?

O di una immagine più distante, come la seguente:

Non vi ricorda un simbolo che negli ultimi anni si è scritto e letto a dismisura? Il simbolo degli Illuminati, l’occhio che tutto vede dalla cima (disgiunta) della piramide egizio-massonica? Si tende a farlo coincidere con l’antico simbolo egizio di una divinità positiva: l’occhio di Horus, oppure occhio di Ra. Tuttavia l’occhio raffigurato in cima alla piramide massonica – e sulla celebre banconota da un dollaro – non assomiglia molto alle tradizionali raffigurazioni egizie dell’occhio di Horus. Quest’ultimo non ha la palpebra ed è contornato da una serie di effigi molto tipiche. Non c’è dubbio che abbiamo a che fare con un occhio, ma siamo proprio sicuri che appartenga ad Horus, divinità solare positiva?

L’antico nome di Saturno era, come detto, EL. È la ragione per cui i prescelti da EL sono chiamati ELite.” – Michael Tsarion, Astroteologia e Mitologia Siderale.

Se quanto asserito da Tsarion e Maxwell fosse fondato, ovvero se El fosse il nome semitico del dio Seth o della ‘metà oscura’ del dio Horus, se ne dedurrebbe che la religione di cui narrano l’Antico Testamento ed i VangELi, il racconto popolato dagli ELhoim, i messaggeri di dio, da ArcangELi all’interno dei cui nomi si riscontra la presenza del dio: GabriELe, MichELe, RaffaELe, ecc, sia votato al culto di una divinità molto diversa da quella descritta nei testi di catechismo.

I dubbi tuttavia persistono se si riflette sul nome Israel, secondo molte fonti derivante dalla fusione dei nomi delle somme divinità egizie ISide (la Luna), RA (il Sole) ed EL (Saturno). Ipotizzando che questa congettura sia fondata, il fatto che si siano utilizzati contemporaneamente il nome Ra e il nome El proverebbe che le due entità sono considerate a tutti gli effetti come forze distinte, non importa se espressioni della medesima divinità. Il che non fa che alimentare i sospetti sollevati da Tsarion e Maxwell, cioè che il nome El non si riferisca alla divinità suprema.

Stanley Kubrick per raffigurare la ‘singolarità’ che nella preistoria suscitò l’evoluzione degli ominidi, nel cult movie 2001 Odissea nello Spazio si servì della ‘caduta’ dal cielo di un monolite nero.

Le titaniche creature immortali descritte nelle opere di Lovecraft contrapposte ai Grandi Antichi (Big Ancients) erano gli ELder Gods. La parola elder in lingua inglese significa antico, atavico.

Sauron, entità che si manifesta come un eterico occhio onniveggente, e che con i suoi sottoposti si oppone alla distruzione dell’anello del potere, nella storia Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, è l’ennesima rappresentazione di Saturno e la vicenda è un’allegoria sugli effetti inaridenti e autodistruttivi del potere, governato dal nero signore della materia. Durante l’avventura la nemesi di Sauron – il mago ‘buono’ Gandalf il Grigio – muore e risorge sotto forma di Gandalf il Bianco, avatar della divinità solare positiva che come da copione torna per rinnovare la vittoria della luce sulle tenebre.

Secondo alcune fonti, tra cui Jordan Maxwell, coloro che raggiungono il più elevato livello di indottrinamento attraverso il conferimento del diploma di laurea, indossando il pileo (berretto del laureato) e vestendo di nero, starebbero in realtà omaggiando Saturno, il dio Cubo.

Negli anni ’70 Alan Parsons, compositore e rocker londinese, collaborò con i Pink Floyd nella stesura dei due album Atom Heart Mother e The Dark Side of the Moon. La produzione di Parsons è intrisa di simbolismo occulto ed esoterico. Nelle sue canzoni si ispira alle opere di E. A. Poe, all’antico Egitto e – nel 1982 – compone un pezzo dal titolo Eye in the Sky.
Ecco il testo del ritornello:


I am the eye in the sky
Looking at you
I can read your mind
I am the maker of rules
Dealing with fools
I can cheat you blind
And I don’t need to see any more
To know that
I can read your mind, I can read your mind.
Io sono l’occhio nel cielo
Che ti guarda
Posso leggere nella tua mente
Sono il creatore delle regole
E tratto con gli stolti
Posso renderti cieco
E non ho bisogno di vedere altro
Per sapere che
Posso leggere nella tua mente


Ancora una volta: un simile tono è attribuibile ad una divinità solare positiva?
Si era accennato anche ai Pink Floyd in quanto si intuiscono dei riferimenti a Saturno nel testo del pezzo Learning to Fly. È possibile che i ‘cerchi nel cielo’ dai quali il ‘narratore’ non può distogliere gli occhi (primo ritornello) e la mente (secondo ritornello) siano gli anelli di Saturno?
Tra le canzoni pop apertamente dedicate a Saturno troviamo Saturn di John Coltrane, Saturn di Stevie Wonder, Saturn Research di Sun Ra e South Saturn Delta di Jimi Hendrix.

Nel video musicale di WILL.I.AM-That power FT. JUSTIN BIEBER troviamo il culto del cubo e la creazione del mondo DIGITALE per l’inganno…
SIMBOLISMO DI CLONAZIONE
PROIEZIONE DEL MONDO DIGITALE CHE LORO PROVANO A CREARE.
Simbolismo degli Illuminati e massoneria del bianco e nero…

O ancora… nel film THE AVENGERS del 2012, Loki arriva sulla Terra stando su di un esagono nero:

Nel film Transformers del 2007 invece:

Insomma… di evidenze ce ne sono abbastanza… sta ad ognuno di noi credere e pensare ciò che vogliamo e riteniamo vero e giusto.

Aeons: emanations of God

The aeons, in many Gnostic systems, represent the various emanations of the first God, also known as the One, the Monad, Aion Teleos (the Perfect Aeon), Bythos (Greek for Depth), Proarkhe (Greek for Before the Beginning) ), Arkhe (Greek for Top). 

This first being is also an aeon and contains within itself another being known as Ennoia (Greek for Thought), or Charis (Greek for Grace), or again, Sige (Greek for Silence).

The perfect being later conceives the second and third aeons: the male Caen (Power) and the female Akhana (Truth, Love).

Aeon, also known as eon, is the term used to denote “what is forever”, a long period of time or eternity.

This word originates from the Greek αἰών (aión), which can be translated as “life time”, “life force”, “generation” or “eternal”.

It is a term widely used in geology, cosmology and astrology to represent the period of a billion years, corresponding to the geological time scale that constitutes the history of planet Earth.

In Gnosticism
In Gnostic mythology, the eons are known to be divine entities, usually in pairs (male and female, called “ sizigie “) and which exist in the Pleroma, a “space of light”.

The concept of aeons was developed by Valentino, one of the main Gnostic theologians during early Christianity.

There are several Gnostic systems and hierarchies of the aeons, but all of them have very surprising characteristics regarding the Christian, mythological and Platonic definitions.

One of the great defenders and followers of Eoni’s concepts was the British occultist Aleister Crowley, founder of Thelema’s philosophical doctrine.

According to this doctrine, the aeons would be the different ages that humanity would have gone through at certain times. Every age, or better, every Aeon would be represented by a divinity.

The first Aeon was the goddess Nuit or Isis, who represented the dominion and power of motherhood. The second aeon would be Osiris, who marked the beginning of patriarchy in humanity.

According to Aleister, the third aeon belongs to the god Horus and would have started in 1904, with the creation of the doctrine of Thelema.

Each aeon should go through three phases: genesis, apogee and decadence.

The genesis is when it still presents itself in its embryonic form; the apogee is when it reaches the peak of its maturity and finally the decline is when it begins to obtain little cosmic influence among its followers.

The Aeons, at a superficial glance, could be equated with the Jewish-Christian angels, but as emanations ( and not “creations” ) of the first God, the One, the Principle, the Origin, and therefore, as divine beings to all the effects and not simply spiritual (which are the Jewish-Christian angels), are actually more correctly comparable to the hypercosmic Gods (ie “beyond the Cosmos”, therefore Gods residing in Hyperuranium , the whole of the higher Worlds, or “Paradise”) or Hyperuranics of Neoplatonism.

The same name Aion or Aeon was the name of an ancient microasian deity of Time and Eternity, it was also used as the name of the leontocephalous deity of Mithraism which had the same meaning. Plato used the term Aion to denote the Eternity of the World of Ideas, in his Myth of the cave.

Aeons were often represented in male / female pairs, the syzygies , the number of which frequently reached 20-30. Two of the most commonly mentioned aeons were Christ and Sophia. The aeons as a whole constituted the pleroma, the “region of light”. The lower regions of the pleroma were also those closest to darkness, that is, to the physical world.

When an aeon called Sophia emanated without his partner aeon, the result was the Demiurge , or half-creator (in Gnostic texts sometimes called Yalda Baoth ), a creature that should never have existed …

This creature did not belong to the pleroma, and the One emanated two aeons, Christ and the Holy Spirit, to save humanity from the Demiurge. Christ then took the form of the human creature Jesus so that he could teach humanity the way to achieve gnosis: the return to the pleroma .

The recently discovered, translated and then purchased Gospel of Judah also mentions the aeons and speaks of Jesus’ teachings about them [ see The Lost Gospel – online version from National Geographic, containing Coptic texts, English translations and photographs ].

Valentino, (Floruit 135-165; Phrebonis, … – …), was an Egyptian theologian, philosopher and preacher of Greek language and Christian-Gnostic school. The followers of his school are called Valentiniani. He is perhaps the finest Gnostic thinker of the Alexandrian school, in his system he had postulated the existence of 30 different aeons.

The first Aeon is Bythos (Abyss), direct emanation of the supreme spiritual root, it has within itself, or emanates, another aeon named Sige (Silence), to follow each pair of aeons emanates another pair and thus to build the Valentinian spiritual hierarchy: 
Kaen (Power) and Akhana (Love) 
Nous (Mind) and Aletheia (Truth) 
Sermo (Word) and Vita 
Anthropos (Primogenio Man) and Ecclesia (Church) 
Bythios (Deep) and Mixis (Mixture) 
Ageratos (Mai old) and Henosis (Union) 
Autophyes (Essential nature) and Hedone (Pleasure) 
Acinetos (Unmovable) and Syncrasis (Union) 
Monogenes (Unique-generated) and Macaria (Happiness) 
Paracletus (Comforter) and Pistis (Faith) 
Patricas (Paternal) and Elpis (Hope)
Metricos (Maternal) and Agape (Brotherly Love) 
Ainos (Prayer) and Synesis (Intelligence) 
Ecclesiasticus (Son ella Ecclesia) and Macariotes (Bliss) 
Theletus (Perfect) and Sophia (Wisdom)

Gnostic cosmogony distinguishes a pneumatic / spiritual world, often called a world of light , and a world of darkness. The first is an immediate expression of the First Root, the second consequence of the fall. The angels, as well as the demons, as well as the archons of which they are both creation, belong to this second world. In reading Barbelotian texts one encounters the creation of Adam by the Archons; which leave 365 angels the task of forming the body of man, made up of the mixture of water, earth, fire, and wind, and subjugated by passions and desires. Adam is later placed inside Eden, which takes on the meaning of prison for Pneuma.
For the same reason we certainly cannot link the Aeons to the Jewish Sephiroth, since traditionally they are agents of the polar deployment phase of the manifestation, and in Gnosticism it is deceptive, as it contains in itself powers and forces capable of diverting man from return to the world of light: creation is arch-arctic or demiurgic. 
Remaining in the field of cabal, and wanting to create a somewhat arduous parallelism, we can suggest how Pleroma represents Atzilut, that is, the world close to the divine, populated by realities called Partzufim. 
We can share the fall of Sophia with Briah, “Creation”.

This is the first world to be “outside”, as Briah’s etymology says, which comes from BAR = “outside”. It is the creation “yesh mi Ain”, “something from nothing”, or “ex-nihilo”. The Creation of the Demiurge and Archons at Yetzirah, or Formation. 
While the world of Adam in Assiah, the world of Doing. The lowest part of this universe is physical and material. 
Finally we conclude this short work some passages by Irenaeus and Tertullian on the Aeons:

“ Therefore all (the Aeons) are placed on the same level as regards their form and their knowledge, all reduced to being what each is. Nobody is other because all are the others “(Tertullian, Against the Valentinians, 12, 1).


” All of them (the Aeons) are now equal also in form, all the more for thought […] and they share in common all the best and most beautiful in which each excelled ” (Tertullian, Against the Valentinians, 12, 3).


” All of them (the Aeons) put together a single good, that is what they were all of ” (Tertullian, Against the Valentinians, 12, 4).


” The Aeons are all of the same nature as the Father, only as regards their size and not as regards their nature, differing from each other since they complete the Father’s greatness as the fingers complete the hand ” (Irenaeus of Lyons, Against the Heresies, II, 17 , 6).

Among the ancient Greeks, the term Aeonit indicated time, in an absolute sense, as opposed to Chrònos, that is, to time commensurate with human experience. In the great mystery religions of the Hellenistic-Roman age (Mithraism, orphism, etc.) it became a divinity in its own right and was syncretistically represented as a human figure with a lion’s head, wrapped in a snake and with attributes of clear meaning (lightning, keys , scepter; but there is also an anthropomorphic representation: an old man with a beard and with the zodiac wheel on the right). The term, as we have seen, has had wide and varied use in the Gnostic doctrine, of which it expresses one of the fundamental concepts. The origin of the properly Gnostic meaning is perhaps to be found in the diffusion of the astrological doctrines of the Chaldeans, who imagined chronologically and spatially successive worlds in which the soul would have migrated before the final rest. Judaic gnosis took up the term and the concept to represent the contrast between ‘good inclination’ and ‘bad inclination’ of the soul, hypostasizing them in two: respectively of light and darkness; and this remained the dominant meaning, which from the Jewish apocalyptic then passed also into the New Testament eschatology, where the “present century (e.)” (ὁ αἰὼν οὗτος) waits to be overwhelmed by the “future century” (ὁ αἰὼν μέλλων). In the New Testament, however, there is also a trace of the spatial sense of the term, which occurs here and there (I Cor. III 18; Hebrews I 2; XI 3; Ephes. II 7, etc.) with the meaning of world or part of the world, sometimes also as personification (Col. I 26; Ephes. III 9, etc .; but above all Ephes.the prince of this world “).

During the 1st and 2nd centuries, when gnosis reached its maximum development, the term aeon was charged with ever more meaningful meanings. The joint influence of Hellenistic Platonism and Eastern religions (especially the Mithraic cult) imposed a complex development on Gnosticism:

the hierarchical solution was the preferred solution, in all Gnostic systems it is now possible to meet a scale of aeons that proceeds from the Supreme Father (called variously) for male-female couples (syzygies) that reproduce by emanation in less and less bright couples as much as possible they move away from the source. 

“ But the heretics how many supernities of sublime places have suspended, opened, dilated to form the corner where each of their gods lives, is a truly extraordinary thing. Even for our creator, Ennio’s rooms have been arranged in the form of apartments. Constructive on one floor after another, floors distributed to each of their gods by means of as many scales as heresies, the world has become a pension“(Tertullian, Against the Valentinians, 7, 1-2).

In this passage of Tertullian, as in all contemporary heretical literature, there is an attempt to present the Gnostic communities as communities with a substantially pagan character. 
The nascent priestly bureaucracy of the Great Church thus intended to reduce Gnostic thought to an absolutely marginal product of the culture of the time in order to marginalize the Christian communities that had developed the Gnostic metaphysics of the Aeons.
In reality, for Valentino and his followers, the Aeons are not anthropomorphic gods similar to pagan gods, who mate in a pneumatic marriage to generate children who are also markedly anthropomorphic in character … Tertullian himself, committed to his to say to fight the Valentinians more than Valentine himself, has left us an important trace of what the Aeons really meant in the metaphysics of the great Gnostic master:

“ Turning to fight the truth, Valentino took possession of the seed of a certain ancient doctrine and traced the road with his snake. Ptolemy later entered that road, having distinguished the names and numbers of the aeons by making them personal substances, however determined outside the divinity, while Valentino had locked them in the complex of the divinity itself, as if they were feelings and affections and motions of it “( Tertullian, Against the Valentinians, 4, 2).

Valentino’s Aeons represent that element of metaphysical “synthesis” that allows us to bring the “dialectic” between the primordial Abyss and the multiplicity of entities of the sensitive world to unity. The Kingdom of God, that is, the Pleroma, is none other than this synthesis of Unity and Multiplicity, of sensible and super-sensitive. For this reason we find written in the Apocryphon of John that the Father of Truth ” is neither corporeal nor incorporeal “. 
Hypostases (compound term of Greek origin: hypostasis, from hypo, “below”, and stasis, “to be”) is the generation of divine images or expressions, which are subordinate to the One and which give substance to the various ontological planes .

Eoni: emanazioni di Dio

Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno, la Monade, Aion Teleos (l’Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell’Inizio), Arkhe (greco per Inizio).

Questo primo essere è anch’esso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o ancora, Sige (greco per Silenzio).

L’essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo e il terzo eone: il maschio Caen (Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).

Eone, noto anche come eon o aeon, è il termine usato per denotare “ciò che è per sempre”, un lungo periodo di tempo o l’eternità .

Questa parola ha origine dal greco αἰών ( aión ), che può essere tradotto come “tempo di vita”, “forza vitale”, “generazione” o “eterno”.

È un termine ampiamente usato in geologia, cosmologia e astrologia per rappresentare il periodo di un miliardo di anni, corrispondente alla scala temporale geologica che costituisce la storia del pianeta Terra.

Nello gnosticismo
Nella mitologia gnostica, gli eoni sono noti per essere entità divine, di solito in coppie (maschili e femminili, chiamate “sizigie“) e che esistono nel Pleroma, uno “spazio di luce”.

Il concetto degli eoni fu sviluppato da Valentino, uno dei principali teologi gnostici durante il primo cristianesimo.

Esistono diversi sistemi e gerarchie gnostiche degli eoni, ma tutti hanno caratteristiche molto sorprendenti riguardo alle definizioni cristiane, mitologiche e platoniche.

Uno dei grandi difensori e seguaci dei concetti di Eoni, fu l’occultista britannico Aleister Crowley, fondatore della dottrina filosofica di Thelema.

Secondo tale dottrina, gli eoni sarebbero le diverse età che l’umanità avrebbe passato in determinati momenti. Ogni età, o meglio, ogni Eone sarebbe rappresentato da una divinità.

Il primo Eone era la dea Nuit o Iside, che rappresentava il dominio e il potere della maternità. Il secondo eone sarebbe Osiride, che segnò l’inizio del patriarcato nell’umanità.

Secondo Aleister, il terzo eone appartiene al dio Horus e avrebbe avuto inizio nel 1904, con la creazione della dottrina di Thelema.

Ogni eone dovrebbe attraversare tre fasi: genesi, apogeo e decadenza.

La genesi è quando si presenta ancora nella sua forma embrionale; l’apogeo è quando raggiunge l’apice della sua maturità ed infine la decadenza è quando inizia a ottenere poca influenza cosmica tra i suoi seguaci.

Gli Eoni, ad uno sguardo superficiale potrebbero essere equiparati agli angeli ebraico-cristiani, ma in quanto emanazioni (e non “creazioni”) del Dio primo, l’Uno, il Principio, l’Origine, e quindi, in quanto esseri divini a tutti gli effetti e non semplicemente spirituali (quali sono gli angeli ebraico-cristiani), sono in realtà equiparabili più correttamente agli Dèi Ipercosmici (cioè “al di là del Cosmo”, quindi Dèi risiedenti nell’Iperuranio, l’insieme dei Mondi superiori, o “Paradiso”) o Iperuranici del Neoplatonismo.

Lo stesso nome Aion o Aeon era il nome di un’antica divinità microasiatica del Tempo e dell’Eternità, fu usato anche come nome della divinità leontocefala del Mithraismo che aveva lo stesso significato. Platone usò il termine Aion per denotare l’Eternità del Mondo delle Idee, nel suo Mito della caverna.

Gli eoni erano spesso rappresentati in coppie maschio/femmina, le sizigie, il cui numero frequentemente raggiungeva le 20-30. Due degli eoni più comunemente citati erano Cristo e Sophia. Gli eoni, nel loro insieme, costituivano il pleroma, la “regione della luce”. Le regioni più basse del pleroma erano anche quelle più vicine all’oscurità, ovvero al mondo fisico.

Quando un eone chiamato Sophia emanò senza il suo eone partner, il risultato fu il Demiurgo, o mezzo-creatore (nei testi gnostici a volte chiamato Yalda Baoth), una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere…

Questa creatura non apparteneva al pleroma, e l’Uno emanò due eoni, Cristo e lo Spirito Santo, per salvare l’umanità dal Demiurgo. Cristo prese poi la forma della creatura umana Gesù in modo da poter insegnare all’umanità la via per raggiungere la gnosi: il ritorno al pleroma.

Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, tradotto e poi acquistato dalla National Geographic Society, menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo [vedi The Lost Gospel – versione online dal National Geographic, contenente testi copti, traduzioni inglesi e fotografie].

Valentino, (Floruit 135-165; Phrebonis, … – …) , è stato un teologo, filosofo e predicatore egiziano di lingua greca e di scuola cristiano-gnostica. I seguaci della sua scuola vengono detti Valentiniani. È forse il più fine pensatore gnostico di scuola alessandrina, nel suo sistema aveva postulato l’esistenza di 30 eoni diversi.

Il primo Eone è Bythos (Abisso), diretta emanazione della radice spirituale suprema, esso ha in sè, o emana, un altro eone di nome Sige (Silenzio), a seguire ogni coppia di eoni emana un’altra coppia e così a costruire la gerarchia spirituale valentinana:
Kaen (Potere) e Akhana (Amore)
Nous (Mente) e Aletheia (Verità)
Sermo (Parola) e Vita
Anthropos (Uomo Primogenio) ed Ecclesia (Chiesa)
Bythios (Profondo) e Mixis (Miscuglio)
Ageratos (Mai vecchio) ed Henosis (Unione)
Autophyes (Natura essenziale) ed Hedone (Piacere)
Acinetos (Inamovibile) e Syncrasis (Unione)
Monogenes (Unico-generato) e Macaria (Felicità)
Paracletus (Consolatore) e Pistis (Fede)
Patricas (Paterno) ed Elpis (Speranza)
Metricos (Materno) ed Agape (Amore Fraterno)
Ainos (Preghiera) e Synesis (Intelligenza)
Ecclesiasticus (Figlio ella Ecclesia) e Macariotes (Beatitudine)
Theletus (Perfetto) e Sophia (Saggezza)

La cosmogonia gnostica distingue un mondo pneumatico/spirituale, spesso chiamato mondo di luce, e un mondo di tenebra. Il primo è espressione immediata della Radice Prima, il secondo conseguenza della caduta. Gli angeli, così come i demoni, così come gli arconti di cui sono entrambi creazione, afferiscono a questo secondo mondo. Nella lettura di testi barbelotiani si incontra la creazione di Adam da parte degli Arconti; che lasciano a 365 angeli il compito di formare il corpo dell’uomo, composto dall’impasto di acqua, terra, fuoco, e vento, e soggiogato da passioni e desideri. Successivamente Adam viene posto all’interno dell’Eden, che assume significato di prigione per il Pneuma.
Per la stessa ragione non possiamo certamente accomunare gli Eoni alle Sephiroth ebraiche, in quanto tradizionalmente esse sono agenti della fase del dispiegamento polare della manifestazione, e nello gnosticismo essa è ingannevole, in quanto contiene in sè potenze e forze atte a sviare l’uomo dal ritorno al Mondo di Luce: la creazione è arcontica o demiurgica.
Rimanendo in ambito di cabala, e volendo creare un parallelismo alquanto arduo, possiamo suggerire come il Pleroma rappresenti Atzilut, e cioè il mondo prossimo al divino, popolato da realtà chiamate Partzufim.
La caduta della Sophia la possiamo accomunare a Briah, “Creazione”.

Questo è il primo mondo a trovarsi “al di fuori”, come dice l’etimologia di Briah, che viene da BAR = “esterno”. Si tratta della creazione “yesh mi Ain”, “un qualcosa dal nulla”, o “ex-nihilo”. La Creazione del Demiurgo e degli Arconti a Yetzirah, o Formazione.
Mentre il mondo di Adamo ad Assiah, il mondo del Fare. La parte più bassa di tale universo è quella fisica e materiale.
Infine concludiamo questo breve lavoro alcuni passi di Ireneo e Tertulliano sugli Eoni:

Pertanto tutti (gli Eoni) sono posti sullo stesso piano per quel che riguarda la loro forma e la loro conoscenza, ridotti tutti ad essere quello che è ciascuno. Nessuno è altro poiché tutti sono gli altri” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 1).


Tutti quanti (gli Eoni) sono oramai uguali anche per la forma, a maggior ragione per il pensiero […] e pongono in comune tutto quello di più buono e più bello in cui ciascuno eccelleva” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 3).


Tutti quanti (gli Eoni) mettevano insieme un unico bene, cioè quello che erano tutti quanti” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 4).


Gli Eoni risultano tutti della stessa natura del Padre, solo quanto alla grandezza e non quanto alla natura differendo gli uni dagli altri poiché completano la grandezza del Padre come le dita completano la mano” (Ireneo di Lione, Contro le Eresie, II, 17, 6).

Presso gli antichi Greci, il termine Eone indicava il tempo, in senso assoluto, in contrapposizione a Chrònos, ossia al tempo commisurato alla esperienza umana. Nelle grandi religioni misteriche dell’età ellenistico-romana (mitraismo, orfismo, ecc.) divenne una divinità a sé stante e fu sincretisticamente rappresentato come una figura umana con testa leonina, avvolta da un serpente e con attributi di chiaro significato (fulmine, chiavi, scettro; ma ne esiste anche una raffigurazione antropomorfica: un vecchio con la barba e con la ruota zodiacale nella destra). Il termine, come abbiamo visto, ha avuto largo e vario impiego nella dottrina gnostica, della quale esprime uno dei concetti fondamentali. L’origine del significato propriamente gnostico è forse da ricercare nella diffusione delle dottrine astrologiche dei Caldei, che immaginavano dei mondi cronologicamente e spazialmente successivi in cui l’anima avrebbe migrato prima del riposo finale. La gnosi giudaica riprese il termine e il concetto per rappresentare il contrasto tra ‘inclinazione buona’ ed ‘inclinazione cattiva’ dell’anima, ipostatizzandole in due: rispettivamente della luce e delle tenebre; e questo rimase il significato dominante, che dall’apocalittica giudaica trapassò poi anche nell’escatologia neotestamentaria, dove il «secolo (e.) presente» (ὁ αἰὼν οὗτος) aspetta di essere travolto dal «secolo futuro» (ὁ αἰὼν μέλλων). Nel Nuovo Testamento però vi è anche traccia del senso spaziale del termine, che ricorre qua e là (I Cor. III 18; Ebrei I 2; XI 3; Efes. II 7, ecc.) col significato di mondo o parte del mondo, a volte anche come personificazione (Col. I 26; Efes. III 9, ecc.; ma soprattutto Efes. II 2: «il principe di questo mondo»).

Nel corso del 1° e del 2° secolo, quando la gnosi conobbe il suo sviluppo massimo, il termine eone si caricò di significati sempre più pregnanti. L’influsso congiunto del platonismo ellenistico e delle religioni orientali (soprattutto il culto mitraico) imposero allo gnosticismo uno svolgimento complesso:

la soluzione gerarchica fu la soluzione preferita, in tutti i sistemi gnostici è dato incontrare ora una scala di eoni che procede dal Padre Supremo (chiamato variamente) per coppie maschio-femmina (sizigie) che si riproducono per emanazione a coppie sempre meno luminose quanto più si allontanano dalla fonte.

Ma gli eretici quante supernità di luoghi sublimi abbiano sospeso, aperto, dilatato per formare il cantuccio in cui abita ciascuno dei loro dèi, è una cosa veramente straordinaria. Anche per il nostro creatore le stanze di Ennio sono state disposte in forma di appartamenti. Costruitivi sopra un piano dopo l’altro, piani distribuiti a ciascun loro dio per mezzo di tante scale quante sono le eresie, il mondo è diventata una pensione” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 7, 1-2).

In questo passo di Tertulliano, come in tutta la letteratura eresiologica coeva, c’è il tentativo di presentare le comunità gnostiche come delle comunità dal carattere sostanzialmente pagano.
La nascente burocrazia sacerdotale della Grande Chiesa intendeva così ridurre il pensiero gnostico ad un prodotto assolutamente marginale della cultura del tempo per poter emarginare le comunità cristiane che avevano sviluppato la metafisica gnostica degli Eoni.
In realtà, per Valentino ed i suoi seguaci, gli Eoni non sono degli dèi dal carattere antropomorfo simili agli dèi pagani, che si accoppiano in un matrimonio pneumatico per generare dei figli anch’essi dal carattere marcatamente antropomorfo… Lo stesso Tertulliano, impegnato a suo dire a combattere più i Valentiniani che lo stesso Valentino, ci ha lasciato una traccia importante di cosa significassero realmente gli Eoni nella metafisica del grande maestro gnostico:

Voltosi a combattere la verità, Valentino si impossessò del seme di una certa antica dottrina e tracciò la strada con il suo serpente. In quella strada entrò successivamente Tolomeo, avendo distinto i nomi e i numeri degli eoni col farne delle sostanze personali, determinate però fuori della divinità, mentre Valentino le aveva rinchiuse nel complesso della divinità stessa, come se fossero sentimenti e affetti e moti di essa” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 4, 2).

Gli Eoni di Valentino rappresentano quell’elemento di “sintesi” metafisica che ci permette di ricondurre ad unità la “dialettica” tra l’Abisso primordiale e la molteplicità degli Enti del mondo sensibile. Il Regno di Dio, cioè il Pleroma, altro non è se non questa sintesi di Unità e Molteplicità, di sensibile e di soprasensibile. Per questo motivo troviamo scritto nell’Apocrifo di Giovanni che il Padre di Verità “non é corporeo né incorporeo”.
Le ipostasi (termine composto di origine greca: hypostasis, da hypo, «sotto», e stasis, «stare») è la generazione di immagini o espressioni divine, che sono sott’ordinate all’Uno e che danno sostanza ai vari piani ontologici.

The legend of Azzurrina: the ghost of the famous little girl from Montebello

Perched on an imposing cliff overlooking the picturesque rural village of Borgo Montebello, in Poggio Torriana, Italy, and surrounded by breathtaking panoramas of natural beauty: the majestic and historic Castle of Montebello stands.

Once a fortress of the eminent noble Guidi di Bagno family, as well as of the Malatesta and Montefeltro families, the castle dates back to 1300 and was once a fearsome site, with sharp spikes on the walls and considered almost unassailable by enemies. This castle is however famous for a paranormal case involving alleged apparitions of the ghost of Azzurrina.
This legend has its roots in the tragic story of Guendalina Malatesta, more commonly known as Azzurrina, born in 1370.

Daughter of Ugolinuccio Malatesta, at the time of the feudal lord of Montebello. Gwendolyn had the misfortune of being born albino, and her pale blue eyes, light hair and alabaster skin were cause of fear among the other villagers, to the point that there were those who thought that in reality she was a witch. Her mother started to dye his hair so that it was more confusing, but the vegetable dyes ended up dyeing her hair blue, which eventually brought her the nickname “Azzurrina”.

According to the story, during the summer solstice, on June 21, 1375, Azzurrina was playing outside with a cloth ball, but the weather had become threatening and stormy and so she had decided to play inside. As always, she was escorted by her two huge bodyguards. It seems that the guards were not paying enough attention when Azzurrina’s ball bounced down a corridor and she followed her to see her roll in a secret passage in the tunnel beyond a slightly ajar trap door that led into the darkness under the stone floor.
The story goes that the two guards jumped hearing a sharp scream, after which they ran without finding any sign of Azzurrina or her ball. They carried out a great search, scrutinizing every inch of the castle and its land, but no trace of the girl was ever found, as if the castle had swallowed her up …

he following years there was a lot of rumors about what had happened to the girl, for example that her father had killed her because of her appearance to maintain her respect in the community … However, according to many reports, the girl never went away for real. .. and this is where the legend was born …

Five years later, during the summer solstice, a series of screams were heard through the halls of the castle, the source of which could not be identified, but which sounded like those of a little girl and the residents feared it might have been Azzurrina long since disappeared . Five years later it happened again and then again five years later, until the mysterious and disturbing cry of the ghost of Azzurrina became part of the castle itself, always happening on the same day every five years in the summer solstice, sometimes a scream , sometimes crying or laughing, but always very dismal. This apparently would have happened for centuries, but the outside world had little knowledge of the phenomenon until the castle, which today is known as Rocca dei Guidi di Bagno.

It wasn’t long before the word spread and the curious began to come to the castle not only to admire its architectural beauty and the splendor of the enchanting countryside that surrounds this small town, but also to hear, or perhaps see, the enigmatic ghost. of Azzurrina. There have also been paranormal researchers, who have often managed to record abnormal sounds. The story of Azzurrina has even been transformed into an Italian horror film by Giacomo Franciosa. The history of Azzurrina has now entered the local tradition of this place and has attracted the attention of a fair number of visitors and onlookers who want to see this ghostly girl who is said to have dressed those cold stone walls for centuries now …

But why was there so much talk? We learn the reason from a miscellany of stories from the lower Val Marecchia, the result of a seventeenth-century taste for popular fabulae. The pen of a 17th century story collector wrote:

“… he had sky-colored eyes and light hair with blue reflections …”

The diversity of the other is something that is not uncommon for man, today as in the past. The suspicion then, taken to the extreme, sometimes leads to believe in extreme remedies. Eliminating the different and with it what it represents can sometimes be seen as a solution.
It was then, to defend (or hide) the daughter that the parents dyed her hair, but the white of albinism does not retain the color, it reacts to the pigment becoming blue.
Taking up our seventeenth-century manuscript, we continue to read:

“… and it is said that, at the end of each luster’s summer solstice, a sound coming from that underground passage is still heard.”

In 1990, the Castle, open to the Museum for just one year. Then, on June 21 of that year, sound technicians interested in these episodes make the first recordings. The equipment is sophisticated. All frequencies are recorded. During the study, we listen: thunder, a violent roar of rain, then … a sound.
Year 1995. Also June 21st. New registrations. Same sound.
Luster year 2000. Still June 21st. Still the summer solstice and, again, that sound that repeats itself.
2005 … and the legend continues to amaze scholars and researchers, images are added in the following years and research continues …

According to the most widespread version, the legend of Azzurrina would have been handed down orally for three centuries, presumably being distorted, enlarged and embellished from time to time. Only around 1620 a parish priest of the area would put it in writing together with other legends and popular stories in a miscellany of stories from the lower Valmarecchia, and the first and only document written on Azzurrina would be called Mons belli et Deline (Montebello and Adelina).

According to the vulgar version of the legend, that is the version currently spread by the castle managers and the tour guides who work there, the real name of Azzurrina would have been Guendalina. According to the title of the document of the parish priest who would tell the legend, it is presumable that Azzurrina could be called Adelina (Deline), diminutive of the name Adele or Delia, widespread in the Middle Ages.

There are also other documents that generally refer to legends about the castle, such as the Memoirs on the Castle of Montebello di Romagna, written by Tommaso Molari (1875-1935) and published at the beginning of the 1900s. In them the Molari, referring to ancient tales folk of the village of Montebello, writes:

“Popular legend weaves around its world of spirits and goblins, so much so that, in the night, those who linger there, hear strange noises, thuds and frightful shrieks of souls asking for peace rising from the pitfalls.”

La leggenda di Azzurrina: il fantasma della famosa bambina di Montebello

Arroccato su un’imponente scogliera a picco sul pittoresco villaggio rurale di Borgo Montebello, a Poggio Torriana, in Italia, e circondato da panorami di bellezza naturale mozzafiato: si erge il maestoso e storico Castello di Montebello.

Un tempo fortezza dell’eminente nobile famiglia Guidi di Bagno, nonché delle famiglie Malatesta e Montefeltro, il castello risale al 1300 ed era un tempo un sito temibile, dotato di punte affilate sulle pareti e considerato quasi inattaccabile dai nemici. Questo castello è però famoso per un caso paranormale che riguarda presunte apparizioni del fantasma di Azzurrina.
Questa leggenda ha le sue radici nella tragica storia di Guendalina Malatesta, più comunemente conosciuta come Azzurrina, nata nel 1370.

Figlia di Ugolinuccio Malatesta, all’epoca feudatario di Montebello. Guendalina ebbe la sfortuna di essere nata albina, e i suoi occhi azzurro pallido, i capelli chiari e la pelle alabastro erano causa di timore tra gli altri abitanti del villaggio, al punto che c’era chi pensava che in realtà si trattasse di una strega. Sua madre iniziò a tingergli i capelli in modo che si confondesse più facilmente, ma le tinture vegetali hanno finito per tingerle i capelli di blu, cosa che alla fine le ha portato il soprannome di “Azzurrina”.

Secondo il racconto, durante il solstizio d’estate, il 21 giugno 1375, Azzurrina stava giocando fuori con una palla di stoffa, ma il tempo era diventato minaccioso e burrascoso e così aveva deciso di giocare all’ interno. Come sempre, fu scortata dalle sue due enormi guardie del corpo. Sembra che le guardie non stessero prestando abbastanza attenzione quando la palla di Azzurrina rimbalzò lungo un corridoio e lei la seguì per vederla rotolare in un passaggio segreto del tunnel oltre una botola leggermente socchiusa che portava nell’oscurità sotto il pavimento di pietra.
La storia narra che le due guardie sobbalzarono sentendo un urlo acuto, dopo di che corsero senza trovare alcun segno di Azzurrina o della sua palla. Effettuarono una grande ricerca, scrutando ogni centimetro del castello e dei suoi terreni, ma non fu mai trovata traccia della bambina, come se il castello l’avesse inghiottita…

Negli anni successivi si vociferò molto su ciò che era accaduto alla bambina, ad esempio che suo padre l’avesse fatta uccidere a causa del suo aspetto per mantenere il suo rispetto nella comunità… Tuttavia, secondo molti resoconti, la bambina non è mai andata via per davvero... ed è qui che la leggenda nacque…

Cinque anni dopo, durante il solstizio d’estate, attraverso le sale del castello, si udirono una serie di urla, la cui fonte non potè essere identificata, ma che suonavano come quelle di una bambina e i residenti temevano potesse essere Azzurrina ormai scomparsa da tempo. Cinque anni dopo accadde di nuovo e poi di nuovo cinque anni dopo, fino a quando il misterioso ed inquietante grido del fantasma di Azzurrina divenne parte del castello stesso, accadendo sempre lo stesso giorno ogni cinque anni nel solstizio d’estate, a volte un urlo, a volte pianto o risate, ma sempre molto lugubre. Ciò apparentemente sarebbe accaduto per secoli, ma il mondo esterno aveva scarsa conoscenza del fenomeno fino a quando il castello, che oggi è noto come Rocca dei Guidi di Bagno, fu restaurato e trasformato in museo nel 1990 e gli ospiti iniziarono a sentire la stessa cosa.

Non passò molto tempo prima che la parola si diffondesse e i curiosi iniziarono a venire al castello non solo per ammirarne la bellezza architettonica e lo splendore dell’incantevole campagna che circonda questo piccolo paese, ma anche per ascoltare, o forse vedere, l’enigmatico fantasma di Azzurrina. Ci sono stati anche ricercatori paranormali, che sono spesso riusciti a registrare suoni anomali. La storia di Azzurrina è stata persino trasformata in un film horror italiano di Giacomo Franciosa. La storia di Azzurrina è ormai entrata nella tradizione locale di questo luogo e ha attirato l’attenzione di un discreto numero di visitatori e curiosi che vogliono vedere questa bambina spettrale che si dice abiti quei freddi muri di pietra ormai da secoli…

Ma perché se ne parlò tanto? Il motivo lo apprendiamo da una Miscellanea di racconti della bassa Val Marecchia, frutto di un gusto seicentesco per le fabulae popolari. La penna di un raccoglitore di storie del XVII secolo scrisse così:

“… aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini …”

La diversità dell’altro è una cosa che non di raro spaventa l’uomo, oggi come un tempo. Il sospetto poi, portato all’estremo, conduce a volte, a credere in estremi rimedi. Eliminare il diverso e con esso ciò che rappresenta, può essere visto a volte come una soluzione.
Fu allora, per difendere (o nascondere) la figlia che i genitori le tinsero i capelli, ma il bianco dell’albinismo non trattiene il colore, reagisce al pigmento diventando azzurro.
Reprendendo il nostro manoscritto seicentesco, continuiamo a leggere:

“… e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire.”

Nel 1990, il Castello, aperto a Museo da appena un anno. Allora, il 21 giugno di quell’anno, tecnici del suono interessati a tali episodi effettuano le prime registrazioni. Le apparecchiature sono sofisticate. Tutte le frequenze vengono incise. In sede di studio si procede all’ascolto: tuoni, uno scrosciare violento di pioggia, poi… un suono.
Anno 1995. Sempre 21 giugno. Nuove registrazioni. Stesso suono.
Anno lustro 2000. Ancora 21 giugno. Ancora il solstizio estivo e, ancora, quel suono che si ripete.
Anno 2005… e la leggenda continua a stupire studiosi e ricercatori, si aggiungono immagini negli anni successivi e le ricerche continuano…

Secondo la versione più diffusa, la leggenda di Azzurrina sarebbe stata tramandata oralmente per tre secoli, presumibilmente venendo di volta in volta distorta, ampliata e abbellita. Solo intorno al 1620 un parroco della zona l’avrebbe messa per iscritto assieme ad altre leggende e storie popolari in una miscellanea di racconti della bassa Valmarecchia, e il primo e unico documento scritto su Azzurrina si chiamerebbe Mons belli et Deline (Montebello e Adelina).

Secondo la versione vulgata della leggenda, ossia la versione attualmente diffusa dai responsabili del castello e dalle guide turistiche che vi lavorano, il vero nome di Azzurrina sarebbe stato Guendalina. Stando invece al titolo del documento del parroco che racconterebbe la leggenda, è presumibile che Azzurrina potesse chiamarsi Adelina (Deline), diminutivo del nome Adele o Delia, molto diffuso in età medievale.

Esistono inoltre anche altri documenti che rimandano in generale a leggende riguardanti il castello, come le Memorie sul Castello di Montebello di Romagna, scritte da Tommaso Molari (1875-1935) ed edite agli inizi del 1900. In esse il Molari, rifacendosi ad antichi racconti popolari del borgo di Montebello, scrive:

“La leggenda popolare vi intesse intorno il suo mondo di spiriti e di folletti, tanto che, nella notte, chi vi si attarda, sente salire dai trabocchetti rumori strani, tonfi e vagiti paurosi di anime chiedenti pace”.

Gesture of the horns: all the meanings from antiquity to today

The gesture of the horns is one of the most famous and used hand gestures in the world.

Gesture with various meanings: it can be of approval, good luck and complicity with diffusion in central and northern Europe, or vulgar and offensive with diffusion in Mediterranean Europe, whose origins date back to ancient Greece.

Mythology tells that the Minotaur, conceived by the betrayal of Pasifae queen of Crete with the Bull of Crete, was horned and the people reminded his king, Minos, of the betrayal, showing him the typical hand gesture. Hence the link between the gesture and the idea of ​​infidelity. Andrea de Jorio, an archaeologist and ethnologist from Procida who first studied the similarities of gestures between the ancient classics and the Neapolitans, also identified the different ways of making horns.

Like most gestures, this sign is also as old as man himself. Traces are found almost everywhere, even in the religious sphere , as the horns are an ancient symbol of power. For centuries, both Buddhism and Hinduism have used this sign (see images below) to drive out demons (Karana Mudra).

With the exception of a few rare exceptions, much of today’s occultism is of relatively recent origin, and dates back mostly to the 1960s. One of the sources from which many occultists drew and were inspired is certainly The Satanic Bible (the satanic bible), the manual of the rationalist satanist written in 1969 by Anton Szandor LaVey (1930-1997), which he founded in ’66 in San Francisco, California, the Church of Satan (“Church of Satan”). Well, on the back cover, LaVey makes the famous sign with his left hand.

About this gesture, LaVey writes in the aforementioned work The Satanic Bible:

« In the secret thoughts of every man or woman, still motivated by the sound and openness of the mind, lies the potential of the Satanist, as he always has been. The sign of the horns will appear to many now rather than to a few; and the magician will stand before him who can recognize him. “

Therefore, the horned hand is also one of the signs of recognition of Satanism.

However, occultists were not the only ones who drew inspiration from the Church of Satan and its creator Anton LaVey. The second half of the sixties – the decade of counterculture and youth contestation – saw not only an impetuous reawakening of interest in the occult, but also the definitive consecration of rock music.

In those years, popular groups such as the Beatles and the Rolling Stones began to speak in their texts of the devil and to transform album covers enriching them with images and symbols. Towards the end of that decade the gesture of the horned hand made its entrance into the musical universe too …

  • John Lennon 
    In all likelihood, the first rocker to use this gesture – albeit in the role of a cartoon character – was John Lennon (1940-1980) on the cover of the 33 rpm Yellow Submarine (Apple Records 1969).

In 1966, the year the Church of Satan was founded, Lennon unleashed an uproar by declaring: ” Christianity will disappear, completely disappear. There is no need to discuss it. A spaniard in the works – john lennon I am right and it will be demonstrated […]. We are currently more popular than Jesus Christ . “


In his book A Spaniard in the Works , Lennon defined Jesus Christ as ” Jesus El Pifico, a garlic eating, stinking, little, yellow, greasy, fascist, bastard, catholic spaniard ” (“Jesus El Pifico, garlic eater, small , yellow, smelly, fascist, bastard, catholic and spanish “).

In the same work, Lennon cursed the Father, the Son and the Holy Spirit, renaming them “Fahter, Sock, and Mickey Most” (“Father, Sock, and Mickey Maximus”). 
In an interview with Playboy magazine John Lennon said, ” The whole Beatles thought was summed up in” do what thou wilt “, as long as you don’t hurt someone,” which was exactly – word for word – the magical motto of the black magician Aleister Crowley (1875-1947). The fact that Lennon directly cited Crowley, father of modern Satanism, explains the presence of his face on the cover of Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Parlophone 1967). 
In 1962, in Hamburg, Lennon confessed to his friend Tony Sheridan: «I know the Beatles will succeed like no other group. I know exactly about this success because I sold my soul to the devil » 
Lennon and his wife Yoko Ono were dedicated to different forms of occult practices such as fortune telling, astrology, numerology, spiritualism and New Age. In addition, the former beatle purchased entire shelves of hidden literature in specialized bookstores. 
Based on these data we can say with certainty that Lennon knew well the satanic meaning of this gesture.

It is also very interesting to note how this gesture is also linked to politics and government … 

According to some theories in fact ( for the most part verified and ascertained TRUE ), most politicians, nobles and gifts, have “divine” descent ( we also remember the pharaohs who even made themselves worshiped as real gods for this very reason ) and for this reason “in law” to govern our planet.

The presidents of the United States, in fact, belong to a sort of royal dynasty, identical to those of Europe. Of these 43 presidents, 34 descend generically from Charlemagne (742-814), a member of the Illuminati lineage, as well as the most famous ruler of present-day France. He was the leader of the Franks, as well as Emperor of the Holy Roman Empire, an organization headed by the Illuminati who controlled Europe for centuries. Burke’s Peerage, the “bible” of royal and noble genealogy, is one of the many sources that highlighted the membership of noble presidents of American presidents. During the 1996 election campaign featuring Bill Clinton and Bob Dole, Burke’s Peerage revealed that he had always been the candidate with “bluer” blood to win the presidential election in the United States. Clinton’s victory over Dole and George W. Bush’s illegal victory over Al Gore in 2000 only confirmed this trend. In a Reuters report dated October 17, 2000, Burke’s Peerage confirmed that both Bush and Gore had an “unusual” number of real kinships, and that Bush was the one who had the most. That note also revealed that Bush is related to all European rulers, including the ousted ones, and to every member of the British royal family. He is also the thirteenth cousin of the English mother queen, who died in 2002 at the age of 101, and his daughter, Queen Elizabeth. He is also a cousin to the heir to the throne, Prince Charles, and has a direct descent from Henry III and Henry Vili’s sister, Maria Tudor, who was the wife of Louis XI of France.

In his book Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance , Barack Obama claims that one of his mother’s ancestors was a second cousin of Jefferson Davis, the first and only president of the Confederate States of America.

Other genealogical studies have shown that he is Dick Cheney’s eighth grade cousin, via Mareen Duvall. The discovery of his wife Lynn Cheney, announced on September 17, 2007, was confirmed by Cheney’s and Obama’s spokesman, Bill Burton.

But what does the gesture of the horns have to do with it, with the bloodlines of those at the top? 

Well, the term “horn” from which horns, derives from the Latin “cornu”, derives from the same root KRN as the term “crown” …

So this gesture could mean their belonging to the royal bloodlines and their “right” to govern.

The book of the evangelist Texe Marrs, Codex Magica , contains dozens of images of elite members showing similar hand gestures on the cover of magazines and newspapers. According to Marrs, “ the use by the elite of the sign of the horns can actually be traced back to Babylon. On the great wall of Babylon, adjacent to the Ishtar Gate, there was a mosaic image of a horned bull, which represented the sun god. The horns symbolized the power of the Babylonian god over men’s hearts. “

Marrs reveals that in Rome the military legions of Julius Caesar and millions of ordinary people worshiped the sun god, Mithras. Mithraic initiates were baptized in the blood of a horned bull, killed and sacrificed by the priests of the temple.

The Knights Templar, predecessors of the Scottish rite masons, worshiped the grotesque god of the horned goat, Baphomet. Reportedly, the so-called Illuminati revel in seeing the masses adopt their ancient symbol of satanic worship on such a large scale. Many Illuminists are believed to continue to sacrifice lives to this deity still today.

In conclusion…

this gesture can mean more things because, in its most common meaning, it has the purpose of exorcising, averting or warding off the evil eye and bad luck or it means betrayals.

Among the occult meanings, used mainly by the elites , we have seen how it can symbolize satan or belonging to real dynasties and therefore the “right” to govern us.

The Neapolitans also use the gesture to define the character of particularly lively, early and clever children.

Such an ancient gesture is at the same time very modern, so much so as to be inherent in the iconography of rock.

Gesto delle corna: tutti i significati dall’antichità a oggi

Il gesto delle corna è uno dei gesti di mano più famosi e utilizzati al mondo.

Gesto dai vari significati: può essere di approvazione, buona fortuna e complicità con diffusione in centro e nord Europa, o volgare ed offensivo con diffusione nell’Europa mediterranea, le cui origini risalgono all’antica Grecia.

La mitologia racconta che il Minotauro, concepito dal tradimento di Pasifae regina di Creta con il Toro di Creta, fosse cornuto e il popolo ricordava al suo re, Minosse, il tradimento, mostrandogli il tipico gesto con la mano. Da qui il legame del gesto con l’idea dell’infedeltà. Di ciò ha trattato per primo Andrea de Jorio, un archeologo ed etnologo originario di Procida che nel 1832 ha studiato le similitudini della gestualità tra gli antichi classici e i napoletani, individuando anche i diversi modi di fare le corna.

Come la maggior parte dei gesti, anche questo segno è vecchio quanto l’uomo stesso. Se ne trovano tracce un po’ ovunque, anche in ambito religioso, in quanto le corna sono un antico simbolo di potere. Da secoli infatti, sia il buddismo che l’induismo usano tale segno (vedi immagini sotto) per cacciare i demoni (Karana Mudra).

Escludendo qualche rara eccezione, buona parte dell’occultismo attuale è di origine relativamente recente, e risale per lo più agli anni Sessanta. Una delle fonti a cui molti occultisti hanno attinto e si sono ispirati è sicuramente The Satanic Bible («La bibbia satanica»), il manuale del satanista razionalista redatto nel 1969 da Anton Szandor LaVey (1930-1997), che nel ’66 ha fondato a San Francisco, in California, la Church of Satan («Chiesa di Satana»). Ebbene, sulla quarta di copertina, LaVey fà con la mano sinistra il famoso segno.

A proposito di questo gesto, scrive LaVey nella succitata opera The Satanic Bible:

«Nei pensieri segreti di ogni uomo o donna, ancora motivati dal suono e dall’apertura della mente, risiede la potenzialità del satanista, come è sempre stato. Il segno delle corna apparirà a molti, ora, anziché a pochi; e il mago starà innanzi a colui che può riconoscerlo».

Dunque, la mano cornuta è anche uno dei segni di riconoscimento del satanismo.

Tuttavia, gli occultisti non sono stati gli unici ad ispirarsi alla Church of Satan e al suo creatore Anton LaVey. La seconda metà degli anni Sessanta – il decennio della controcultura e della contestazione giovanile – ha visto non solo un impetuoso risveglio dell’interesse per l’occulto, ma anche la consacrazione definitiva della musica rock.

In quegli anni, gruppi popolari come i Beatles e i Rolling Stones hanno iniziato a parlare nei loro testi del diavolo e a trasformare le copertine degli album arricchendole di immagini e di simboli. Verso la fine di quel decennio il gesto della mano cornuta ha fatto il suo ingresso anche nell’universo musicale…

  • John Lennon
    Con ogni probabilità, il primo rocker ad usare questo gesto – anche se nei panni di un personaggio da cartone animato – è stato John Lennon (1940-1980) sulla copertina del 33 giri Yellow Submarine (Apple Records 1969).

Nel 1966, l’anno in cui venne fondata la Church of Satan, Lennon scatenò un putiferio dichiarando: «Il cristianesimo sparirà, scomparirà del tutto. Non c’è bisogno di discuterne.a spaniard in the works – john lennon Ho ragione e sarà dimostrato […]. Attualmente siamo più popolari di Gesù Cristo».


Nel suo libro A Spaniard in the Works, Lennon definì Gesù Cristo come «Jesus El Pifico, a garlic eating, stinking, little, yellow, greasy, fascist, bastard, catholic spaniard» («Gesù El Pifico, mangiatore d’aglio, piccolo, giallo, puzzolente, fascista, bastardo, cattolico e spagnolo»).

Nella stessa opera, Lennon bestemmia il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ribattezzandoli «Fahter, Sock, and Mickey Most» («Padre, Calzino, e Mickey massimo»).
Nel corso di un’intervista alla rivista Playboy John Lennon disse: «L’intero pensiero dei Beatles era riassunto in “do what thou wilt” (“fà ciò che vuoi”), purché non fai del male a qualcuno», che era esattamente – parola per parola – il motto magico del mago nero Aleister Crowley (1875-1947). Il fatto che Lennon abbia citato direttamente Crowley, padre del satanismo moderno, spiega la presenza del suo volto sulla cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Parlophone 1967).
Nel 1962, ad Amburgo, Lennon confessò all’amico Tony Sheridan: «So che i Beatles avranno successo come nessun altro gruppo. So precisamente di questo successo perché ho venduto la mia anima al diavolo»
Lennon e la moglie Yoko Ono erano dediti a diverse forme di pratiche occulte come la cartomanzia, l’astrologia, la numerologia, lo spiritismo e la New Age. Inoltre l’ex beatle acquistò interi scaffali di letteratura occulta in librerie specializzate.
In base a questi dati possiamo affermare con certezza che Lennon conoscesse bene il significato satanico di questo gesto.

Interessantissimo notare anche come tale gesto si riconduca anche alla politica e al governo…

Secondo alcune teorie infatti (per la maggior parte verificate e accertate VERE), la maggior parte dei politici, nobili e regali, hanno discendenze “divine” (ricordiamo anche i faraoni che addirittura si facevano adorare come veri e propri dèi proprio per tale ragione) e per questo motivo “in diritto” di governare il nostro pianeta.

I presidenti degli Stati Uniti, infatti, appartengono a una sorta di dinastia reale, identica a quelle d’Europa. Di questi 43 presidenti, ben 34 discendono genericamente da Carlo Magno (742-814), membro della stirpe degli Illuminati, oltre che il sovrano più famoso dell’attuale Francia. Egli fu a capo dei Franchi, nonché Imperatore del Sacro Romano Impero, un’organizzazione facente capo agli Illuminati che controllò l’Europa per secoli. Il Burke’s Peerage, la “bibbia” della genealogia reale e nobiliare, è una delle molte fonti che ha messo in luce l’appartenenza a stirpi nobiliari dei presidenti americani. Durante la campagna elettorale del 1996 che vide protagonisti Bill Clinton e Bob Dole, il Burke’s Peerage rivelò che era sempre stato il candidato con sangue “più blu” a vincere le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. La vittoria di Clinton su Dole e quella illegale di George W. Bush su Al Gore nel 2000 non hanno fatto che confermare questa tendenza. In una nota dell’agenzia Reuters del 17 ottobre 2000, il Burke’s Peerage ha confermato che sia Bush che Gore avevano un numero “inusuale” di parentele reali, e che Bush era quello che in assoluto ne aveva di più. Quella nota rivelava anche che Bush è imparentato con tutti i sovrani europei, compresi quelli spodestati, e con ogni membro della famiglia reale britannica. Egli è inoltre cugino di tredicesimo grado della regina madre inglese, morta nel 2002 all’età di 101 anni, e di sua figlia, la regina Elisabetta. È cugino anche dell’erede al trono, il principe Carlo, e vanta una discendenza diretta da Enrico III e dalla sorella di Enrico Vili, Maria Tudor, che fu moglie di Luigi XI di Francia. Egli discende inoltre da Carlo II d’Inghilterra.

Nel suo libro “Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance“, Barack Obama sostiene che uno degli antenati della madre era cugino di secondo grado di Jefferson Davis, il primo e unico presidente degli Stati Confederati d’America.

Altri studi genealogici hanno evidenziato che è cugino di ottavo grado di Dick Cheney, tramite Mareen Duvall. La scoperta della moglie Lynn Cheney, annunciata il 17 settembre 2007, è stata confermata dal portavoce di Cheney e da quello di Obama, Bill Burton.

Ma cosa c’entra il gesto delle corna vi sarete chiedendo, con le linee di sangue di chi sta ai vertici?

Ebbene, il termine “corno” da cui corna, deriva dal latino “cornu”, deriva dalla stessa radice KRN del termine “corona”…

Dunque tale gesto potrebbe significare la loro appartenenza alle stirpi reali e il loro “diritto” a governare.

Il libro dell’evangelista Texe Marrs, Codex Magica, contiene dozzine di immagini di membri dell’élite che mostrano simili gesti di mano sulla copertina di riviste e giornali. Secondo Marrs, “l’impiego da parte dell’élite del segno delle corna può effettivamente essere rintracciato fino a Babilonia. Sulla grande muraglia di Babilonia, adiacente alla Porta di Ishtar, c’era un’immagine a mosaico di un toro cornuto, che rappresentava il dio del sole. Le corna simboleggiavano il potere del dio babilonese sul cuore degli uomini “.

Marrs rivela che a Roma le legioni militari di Giulio Cesare e milioni di persone comuni adoravano il dio del sole, Mitra. Gli iniziati mitraici furono battezzati nel sangue di un toro cornuto, uccisi e sacrificati dai sacerdoti del tempio.

I Cavalieri Templari, predecessori dei massoni di rito scozzese, adoravano il grottesco dio della capra cornuta, Baphomet. Secondo quanto riferito, i cosiddetti Illuminati si dilettano nel vedere le masse adottare il loro antico simbolo del culto satanico su così vasta scala. Si ritiene che molti illuministi continuino a sacrificare vite a questa divinità ancora ai giorni nostri.

In conclusione…

questo gesto può significare più cose poiché, nel suo significato più comune, ha come scopo quello di esorcizzare, scongiurare o allontanare il malocchio e la malasorte o sta a significare tradimenti.

Tra i significati occulti, usati principalmente dalle élites, abbiamo visto invece come possa simboleggiare satana o l’appartenenza a dinastie reali e dunque il “diritto” a governarci.

I napoletani usano il gesto anche per definire il carattere di bambini particolarmente vivaci, precoci e furbi.

Un gesto così antico è al tempo stesso modernissimo, tanto da essere connaturato all’iconografia del rock.

Soul Mates: spiritual ties that go beyond myths and legends

In love it is always good not to have expectations impossible to reach and keep your feet on the ground, but then let yourself be truly amazed!
Instinct is very important. Pay close attention to this alarm bell: when you meet your soul mate it is very likely to feel familiar from the first moments: if this is what you feel, then there is a good chance that the relationship will continue …

The clash in a relationship is essential because it ignites love and teaches us not to take anything for granted. We are not talking here of endless quarrels, long faces and loud discussions … but more simply of a clash that arises from interest and which generates opportunities for confrontation. The soul mate is never who always gives you reason, but who, rather, spurs you on to be better ( and in turn tries to be better ); it makes you see the world from a new perspective, takes you by the hand and leads you out of your comfort zone, giving you support and support in any situation. You also recognize your soul mate by this: it fights alongside you and generates a deep sense of gratitude in you. You know that he is next to you and is on your side, always, even if you are physically far away or if he does not fully share some of your ideas.

When you feel perfectly at ease and you can show yourself just for who you are, it means that you have a man or woman in front of you that you can trust blindly.

If you notice that she accepts and loves your flaws, not just your strengths, then open your eyes well and don’t take the risk of letting her run away! Very often the soul mate is the one you feel deeply “friend”.

We must remember, however, that only by loving and taking care of ourselves to the best IN PRIMIS, will we really be able to give love to the other. If there is trust and respect between two people, there will be no need to live in symbiosis 24 hours a day: you feel close even when you are not close …

A detail that will really allow you to understand if you are facing your soul mate: you have the same vision of the future, your plans and objectives for the following years are mostly compatible and complementary. This is an excellent starting point for a happy future together! If you share important values ​​and if you want the same things from life, neither of them will have to change their vision for the other and this will give stability and strength to the relationship. Share basic ideas and values. These values ​​can be attachment to the family, the need for justice, loyalty (in love and friendship) or the desire for independence.

When we speak of Twin Souls , we refer to that particular interconnection that binds two or more souls with a single destiny: that of meeting, life after life, and evolving together along the path of spiritual evolution. The Soul Mates stimulate and help each other along the path of spiritual growth, often one comes to the rescue of the other, precisely because in the first place, they have a destiny to achieve, based on past lives already lived. We live in the Age of cosmic awareness and everything that happens has its reason for being, nothing belongs to chance; therefore, even our reunions, our encounters, belong to a well-defined cosmic program.

The question many people ask is, “Why do soulmates exist?”

Surely the Twin Souls are not an invention of who knows who, but they are actually a reality that regards the Being, understood as a spiritual being naturally. We can define our soul as “incomplete”, “not evolved”, and therefore we find ourselves on this planet, life after life, with certain characteristics that must be completed by the Twin Soul, so that we can manifest ourselves in our integrity.

A meeting between Twin Souls is that moment in which an individual becomes aware that something is missing, and that that something is an important, fundamental element in one’s existence, because it reminds him of something that is hidden in the eyes of the mind and that resides in the heart.

Unlike commonplaces, it is not so obvious that you will get married, or at least live your whole life together with your soul mate more closely connected to us. Probably there can be more than one reserved, because the families of souls proceed together. Therefore, it may be quite natural to marry or live with a person who is not our soul mate, but it is still a soul that specifically has something to teach us, or it is we who have something to teach that soul. Translated, it means that we can meet one of our Soul Mates when both we and her have already married and created a family in your current life.

This happens because the relationship between Twin Souls lasts for many lives, but only on a spiritual level, while we can physically live with another soul in karmic agreement. Just as it is not excluded that our strongest soul bond is with the soul of our parent, our son or brother. But it may also be that our soul mate did not incarnate during our existence and instead protects us from the afterlife, like a Guardian Angel. Or, as in the wishes of many people, our soulmate identifies with our partner, with that person who gives us a need to be together that escapes the ordinary reasons of attractiveness and exceeds all human consideration, transforming into a feeling of completeness and fulfillment without reason.

Each of these “options” is not a case or a cause, but rather the fate of the Twin Souls who are always destined, in one way or another, to meet. Sometimes a meeting of a few minutes is enough to change our life forever. And who can have this disruptive force on us, if not a soul mate?

Being with your soul mate is like feeling at home, it is a special relationship, in which you don’t have to act, pretend or appear, because the affinity that binds us is immediate, profound and “ancient”, as if you have always known each other . He is probably not a person with our same interests or opinions, for the simple fact that the attraction that is created is much deeper and more mysterious and does not concern the superficial layers of the personality, as it comes from our own family of souls. The families of souls are born from what is esoterically called a soul-root, or super-soul. A soul-root emanated by the Creator (or God, or as you prefer to call him!) In remote times and generator, over time, of many soul-companions, and precisely, Twins. Therefore, they are souls that were created at the same time and share the same essence.

And this explains why the mutual feelings between Twin Souls are by far the most intense that a soul can feel for another soul. The families of souls are nothing but the macrocosm, in a spiritual plane, of our traditional family seen from a material plane, microcosm. For this reason it is difficult to explain what two or more Twin Souls “feel”, it is an immediate, spontaneous and inexpressible soul intimacy with the usual relational parameters.

Many often ask themselves: “Why don’t I meet my soulmate?”,

the answer is quite simple: the soul mate should not be sought, it is not in our faculties. These meetings are a matter of destiny, you simply have to have faith and be ready, because they will certainly occur. Subsequently, after the meeting, it will be free will to decide, fate puts a gift like the Soul Mate before us, but we will have to be able to listen to our Heart. The more we are Awakened, the more likely (whatever it is) the decision is based on Love. And when both partners are Awakened, then, for them, ecstasy will be at hand.

Loving yourself is the most beautiful thing you can learn in life. Nobody teaches us, because often the family, like society, teaches us an erroneous knowledge of ourselves …
As children, we absorb the values ​​and stereotypes of our parents, to the point of losing sight of who we really are.
Therefore we will spend our whole life making choices both related to the job and to the various partners on the basis of those teachings. Without realizing it.

Blessed are those who have parents who are unable to shape their children in their own image and likeness and above all able to raise them according to their innate vital instinct!

Therefore whoever wants to learn to truly love each other, decides at some point in his life to break down all the barriers that have prevented him from meeting the true Self. To love oneself is therefore, to succeed in loving the journey home, in which the latter is symbolic of the ego that meets the soul with its project.
Loving yourself is often an act of rebellion against everything that has bound the person and made him powerless towards realization.
It means understanding each other in the deepest part, accepting even the darkest parts. This is Love.
It means to forgive ourselves every time we are wrong against ourselves.

It is not said that if you have a good job or a satisfactory relationship, you love yourself … just as if your life goes to a certain point, it is said that you do not love yourself!

Our soul wants to strive for unity in order to understand the Divine present in each of us.
In fact, in each one, we find a male and female principle. These two principles work within us to meet and reach the One.

For a woman, her soul mate is the masculine principle within herself, through which she will reach unity and therefore her own divine Self. For a man, therefore, it is the opposite principle, that is, the female one.
To strive for unity is therefore the possibility we give ourselves to meet the other twin of us who is inexorably part of us.

In romantic love, by soul mates we mean two people among whom there is a spiritual and sentimental affinity so deep that it can be interpreted as a sign that these people were predestined to love each other. In common language, the same concept is commonly expressed by referring to the metaphor of the “half apple” whereby the two soul mates are complementary as the two parts obtained by cutting an apple in half.

One of the classic images associated with this idea is that shown in Plato’s Symposium, in which the Greek myth of androgynes is reported and elaborated. According to this myth, humans were not divided by gender at the origin of time, and each had four arms, four legs and two heads. Over time the hermaphrodites began to be insolent towards the gods and these, as a punishment, separated them into two parts with lightning, thus generating from each primordial human being a man and a woman. As a consequence, every human being tries to find his initial completeness by looking for his lost half. According to the myth, however, humans were a couple that could be made up of two women, two men or a man and a woman, so there was no form of homophobia present.

«Finally Zeus had an idea and said:“ I think I have found a way for men to continue to exist, however, once they have weakened, they give up their insolence. Now I will cut them in two one by one, and so they will weaken and at the same time, doubling their number, they will become more useful to us “
(Plato, Symposium, 190c-d, trad. It. Franco Ferrari)