The Matrix: e se vivessimo in una realtà simulata?

Matrix (The Matrix) è un film di fantascienza del 1999 che ha avuto un fortissimo impatto culturale e sono numerose le opere che vi fanno riferimento.
Il titolo deriva dal termine latino matrix (“matrice”, “generatrice”), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese “matrix”, ossia “matrice di numeri”, un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro. In questo caso, la matrice rappresenta una sorta di cyberspazio o realtà simulata creata dalle macchine…

«Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.»
(Morpheus a Neo)

Il film racconta la storia di un programmatore di computer che ha una vita segreta come hacker e che utilizza lo pseudonimo di Neo. Un giorno, sullo schermo del suo computer compaiono alcune frasi piuttosto misteriose relative ad un “Matrix”. Incuriosito Neo incontra alcuni agenti e viene quindi condotto da Morpheus, un misterioso individuo che gli permette di conoscere tutto ciò che riguarda Matrix.

Neo accetta e dopo aver inghiottito una pillola rossa, si ritrova in una sorta di cabina piena di liquido: il suo corpo è riempito di cavi elettrici e piccoli tubi che conducono ad una torre dove si trovano altri baccelli uguali a quello in cui è posizionato lui. Dopo essere stato scollegato dai cavi, Neo incontra Morpheus, che lo porta in giro a bordo nel Nabucodonosor, un hovercarft volante. Neo nel mentre si rende conto di avere muscoli atrofizzati,visto che non li ha mai usati.

Morpheus non sa dire in quale anno si trovino: potrebbe trattarsi del 2099 o del 2199, ma anche di migliaia di anni più in là nel futuro. A prescindere dalla collocazione temporale l’umanità si ritrova impegnata a combattere contro tutte quelle macchine intelligenti che essa stessa ha costruito nel XX secolo…
Il cielo è oscurato da nuvole nere create dagli uomini, intenzionati ad eliminare la quantità di energia solare necessaria al rifornimento delle macchine, le quali, tuttavia, si sono ribellate e hanno deciso di utilizzare come fonte di energia gli esseri umani stessi. Tutte le persone che si trovano dentro i baccelli che Neo ha visto prima dunque non sono altro che esseri umani incubati dalle macchine, le quali impiegano il calore prodotto dai corpi e lo tramutano in energia. In sostanza, il mondo nel quale Neo è vissuto fin da quando è nato non è altro che una realtà illusoria, chiamata Matrix, completamente simulata e costruita sulla base di un modello del mondo come era nel 1999.

Tale realtà viene impiegata dalle macchine con lo scopo di tenere costantemente sotto controllo l’intera umanità. Morpheus, insieme con i suoi uomini, ha il compito di liberare i prigionieri di Matrix: egli è un essere umano libero impegnato a reclutare il maggior numero possibile di uomini per attuare la resistenza contro le macchine.

Consapevoli che Matrix è semplicemente una simulazione, lui e il gruppo che lo accompagna sono in grado di dotarsi di qualità straordinarie per un uomo (per esempio, possono rendere veloce il proprio corpo in maniera inverosimile, compiere salti lunghissimi o camminare sui muri): questo è possibile perché, trattandosi di una realtà falsa, tutte le leggi della fisica possono essere modificate. Secondo Morpheus, Neo è l’Eletto, cioè colui che porterà a termine la guerra dell’uomo contro le macchine modificando a proprio piacimento il Matrix.

Il cranio di Neo nella parte posteriore presenta un collegamento che in precedenza era usato da Matrix per connettere la realtà virtuale con il suo cervello, e che ancora consente di caricare direttamente nella sua mente qualsiasi tipo di nozione. Neo dunque apprende velocemente diversi tipi di arti marziali e, combattendo in una realtà virtuale non dissimile da Matrix, mostra contro Morpheus tutte le abilità che ha imparato e con un altro addestramento, viene a conoscenza dei pericoli di Matrix.

È necessario sapere, infatti, che anche se si tratta di una realtà virtuale le lesioni subite lì si riflettono anche nel mondo reale: in altri termini, se si muore in Matrix, si muore anche nella realtà. Neo, inoltre, viene avvertito dell’esistenza degli Agenti: si tratta di sentinelle rapide e potenti in grado di comparire all’improvviso in qualsiasi posto, impossessandosi dell’organismo di una persona connessa a Matrix al fine di eliminare, con qualunque mezzo, ogni potenziale minaccia per la simulazione.

Successivamente, il gruppo entra all’interno di Matrix e conduce Neo dall’Oracolo: è la donna che ha predetto la venuta di un Eletto. L’Oracolo rivela a Neo che egli è dotato del dono, ma pare attendere qualcosa, probabilmente una nuova esistenza. La donna, inoltre, gli spiega che Morpheus si fida ciecamente di lui, al punto di arrivare a sacrificare la propria vita pur di metterlo in salvo.

Apprestandosi ad uscire da Matrix, il gruppo, mentre ritorna verso la linea telefonica utilizzata come uscita di sicurezza dalla realtà virtuale, viene bloccato da ufficiali di polizia e Agenti: Morpheus, pur di salvare Neo con l’aiuto della squadra, si fa catturare. È stato un membro del gruppo a tradire la fiducia dei suoi compagni: egli ha preferito tornare nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza, piuttosto che affrontare le difficoltà proposte dalla vita reale (libera da matrix) e ha deciso di tornare a Matrix in maniera permanente, non prima di aver consegnato Morpheus agli Agenti.

Neo ormai ha preso confidenza con gli inganni di Matrix e riesce a schivare le pallottole che un Agente gli spara addosso. Mentre Trinity e Morpheus escono da Matrix utilizzando il telefono di una cabina, Neo viene braccato da Smith, uno degli Agenti. I due si affrontano a colpi di arti marziali: Neo pare sul punto di prevalere, ma l’avversario si salva impossessandosi di un altro corpo. Mentre diverse navi-sentinella si trovano in corrispondenza del Nabucodonosor, Neo, seppure braccato dalle guardie, riesce a raggiungere finalmente il telefono che gli permetterà di uscire da Matrix: non fa in tempo, però, a fuggire, perché viene ucciso da Smith.

Neo si risveglia in Matrix, e il suo cuore ricomincia a battere. Gli Agenti gli scaricano addosso altri spari, ma lui blocca le pallottole semplicemente con il palmo della mano. Questa è la prova definitiva che l’Eletto è lui. Neo, a questo punto, riesce a vedere Matrix nella sua consistenza effettiva: un insieme di codici di programmazione formato da linee verdi. L’ultimo tentativo di assalirlo fisicamente va a vuoto. Neo distrugge l’avversario e torna nel mondo reale. L’arma del Nabucodonosor distrugge le navi-sentinella, e Neo, tornato all’interno di Matrix, telefona alle persone prigioniere, rivelando loro che tutto è possibile.

Quello che stiamo vivendo oggi, è la dimostrazione evidente di come si può rappresentare il mondo alle masse. Di quanto la tecnologia, i media e la velocità della vita moderna, non lasci più spazio all’essere umano per “vedere” e distinguere, ciò che è reale, da ciò che è illusione.
Stiamo assistendo ad una manipolazione totale delle informazioni, e ad un tentativo di schiavizzare le menti delle persone per poterle controllare.

Bloccare la capacità critica della gente, è un tema frequente: appena si cerca di portare fuori dagli schemi un ragionamento o di far emergere una notizia che non è stata trattata dal “mainstream”, si viene etichettati subito come “complottisti”…

C’è una possibilità su un miliardo che questa sia una realtà di base“, ha detto Elon Musk quando gli è stato chiesto della possibilità che viviamo in Matrix alla Recode’s Code Conference del 2016. Ciò significa che Musk pensa che sia probabile, anche se non da molto, che in questo momento stiamo vivendo all’interno di una simulazione invece che nella vita reale. E non è solo. Il noto astrofisico e distruttore di divertimenti Neil deGrasse Tyson mette le probabilità a un lancio di moneta che viviamo in Matrix.

L’argomento più forte per noi che siamo in una simulazione è il seguente: quarant’anni fa, avevamo Pong. Ad esempio, due rettangoli e un punto. Ecco cosa erano i giochi “, ha spiegato Musk alla conferenza… “Quarant’anni dopo abbiamo simulazioni 3-D fotorealistiche, con milioni di persone che giocano simultaneamente e le cose migliorano ogni anno. Se si assume un qualsiasi tasso di miglioramento, il gioco diventerà indistinguibile dalla realtà “.

Nel 2001, Nick Bostrom, un filosofo dell’Università di Oxford, fece circolare una bozza di un documento che suggeriva che un supercomputer altamente avanzato con una massa della portata di un pianeta, sarebbe stato in grado di eseguire una simulazione su scala delle dimensioni dell’umanità. ( Bostrum disse che non aveva visto “The Matrix” prima di pubblicare il giornale.)

Bostrom ha detto che questo computer sarebbe in grado di eseguire 1042 calcoli al secondo e potrebbe simulare l’intera storia dell’umanità (inclusi tutti i nostri pensieri, sentimenti e ricordi) utilizzando meno di un milionesimo della sua potenza di elaborazione per un solo secondo.

Secondo questa logica, tutta l’umanità e il nostro intero universo fisico sono solo frammenti di dati memorizzati nel disco rigido di un enorme supercomputer.

Ha concluso: ” Siamo quasi certamente personaggi che vivono in una simulazione al computer“.

Circa 15 anni dopo, Elon Musk fece eco alle idee di Bostrum presso la conferenza sopracitata…

Matrix si basa su una domanda filosofica posta dal filosofo e matematico francese del XVII secolo René Descartes. Una delle tesi più importanti di Descartes era l’autonomia intellettuale, o la capacità di pensare per se stessi. Per Descartes, ciò significa non solo avere una “buona mente”, ma anche “applicarla bene”.
Descartes sapeva che le sue esperienze sensoriali non sempre corrispondevano alla realtà e usò l’Argomento della cera per dimostrare quanto siano inaffidabili i sensi: i sensi ci informano che un pezzo di cera ha una forma, una consistenza, un odore specifici, ma queste caratteristiche cambiano presto quando la cera si avvicina a una fiamma.
Tutto ciò che ho accettato fino ad ora come assolutamente vero e sicuro, l’ho imparato attraverso i sensi. Ma a volte ho scoperto che questi sensi mi hanno giocato degli scherzi, è prudente quindi non fidarsi mai del tutto di coloro che una volta ci hanno ingannato… Così ciò che pensavo di aver visto con i miei occhi, in realtà l’ho afferrato solo con la facoltà di giudizio che è nella mia mente.
Descartes era quindi sospettoso delle sue percezioni, della conoscenza che aveva ottenuto attraverso i suoi sensi e di tutte le sue convinzioni. Si convinse che bisogna usare la propria mente, piuttosto che i propri sensi, per ottenere informazioni sul mondo. Nel sistema di conoscenza costruito da Cartesio, la percezione è inaffidabile come mezzo per raccogliere informazioni e il processo mentale di deduzione è l’unico modo per acquisire una vera conoscenza del mondo.

In Meditations on First Philosophy, pubblicato nel 1641, porta questa idea ai suoi limiti e giunge alla conclusione che forse tutte le sue esperienze sono state evocate da tale demone malvagio:
“… saldamente impiantata nella mia mente è l’opinione di lunga data che ci sia un Dio onnipotente che mi ha reso il tipo di creatura che sono. Come faccio a sapere che non ha fatto sì che non ci sia terra, cielo, nessuna cosa estesa, nessuna forma, nessuna dimensione, nessun luogo, assicurando allo stesso tempo che tutte queste cose mi sembrino esistere proprio come lo fanno adesso? Inoltre, proprio come considero che gli altri a volte si smarriscono nei casi in cui pensano di avere la conoscenza più perfetta, come faccio a sapere che Dio non l’ha provocata che anch’io sbaglio ogni volta che aggiungo due più tre o conto i lati di un quadrato, o in qualche materia ancora più semplice, se è immaginabile? [ma] poiché si dice che sia estremamente buono … suppongo … [che] qualche demone malizioso della massima potenza e astuzia abbia impiegato tutte le sue energie per ingannarmi. Penserò che il cielo, l’aria, la terra, i colori, le forme, i suoni e tutte le cose esterne sono solo le delusioni dei sogni che ha escogitato per intrappolare il mio giudizio.”
Descartes quindi si avvicinò a tutta la conoscenza, compresa la sua, da una prospettiva molto scettica. Nonostante il suo scetticismo, lui era certo che non si potesse lasciar ingannare dalla propria esistenza, da qui il suo famoso dictum cogito ergo sum ( penso, quindi sono ). Con ciò, Descartes intendeva che l’unica cosa di cui non dubitava era la sua stessa esistenza, perché l’atto di pensare e dubitare della realtà delle sue percezioni era affermazione della sua esistenza: dicendo “penso quindi sono”, definisce la “verità” in termini di dubbio.

Una versione moderna dell’enigma di Cartesio è un esperimento mentale chiamato “cervello in una vasca”. Questa è la versione dell’argomento di Hilary Putnam :
“immagina che un essere umano … sia stato sottoposto a un’operazione da uno scienziato malvagio. Il cervello della persona … è stato rimosso dal corpo e posto in una vasca di sostanze nutritive che mantiene in vita il cervello. Le terminazioni nervose sono state collegate a un … computer che fa sì che la persona … abbia l’illusione che tutto sia perfettamente normale. Sembra che ci siano persone, oggetti, il cielo, ecc .; ma in realtà, tutto ciò che la persona … sta sperimentando è il risultato di impulsi elettronici che viaggiano dal computer alle terminazioni nervose. Il computer è così intelligente che se la persona cerca di alzare la mano, il feedback del computer gli farà “vedere” e “sentire” la mano che viene sollevata. Inoltre, variando il programma, lo scienziato malvagio può far “ sperimentare ” la vittima (o allucinazioni) qualsiasi situazione o ambiente desideri dallo scienziato malvagio. Può anche cancellare la memoria dell’operazione cerebrale, in modo che la vittima sembrerà a se stesso essere sempre stata in questo ambiente. Alla vittima può persino sembrare di essere seduta e di leggere queste stesse parole sulla supposizione divertente ma abbastanza assurda che ci sia uno scienziato malvagio che rimuove il cervello delle persone dai loro corpi e le mette in una vasca di sostanze nutritive che mantengono in vita i cervelli.”
Il cervello in una vasca, sebbene sia solo un rimaneggiamento dell’argomento di Cartesio, è più direttamente correlato a The Matrix. Nel film i baccelli in cui gli umani trascorrono la loro vita rappresentano la vasca. L’unica differenza è che, invece di contenere solo cervelli, i baccelli contengono l’intero corpo.

Figli di Matrix

David IckeFigli di MatrixDa migliaia di anni una razza proveniente da un’altra dimensione tiene soggiogata l’umanità… agendo sotto ai nostri occhiMacro EdizioniVoto medio su 37 recensioni: Da non perdere€ 28


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