Eoni: emanazioni di Dio

Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno, la Monade, Aion Teleos (l’Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell’Inizio), Arkhe (greco per Inizio).

Questo primo essere è anch’esso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o ancora, Sige (greco per Silenzio).

L’essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo e il terzo eone: il maschio Caen (Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).

Eone, noto anche come eon o aeon, è il termine usato per denotare “ciò che è per sempre”, un lungo periodo di tempo o l’eternità .

Questa parola ha origine dal greco αἰών ( aión ), che può essere tradotto come “tempo di vita”, “forza vitale”, “generazione” o “eterno”.

È un termine ampiamente usato in geologia, cosmologia e astrologia per rappresentare il periodo di un miliardo di anni, corrispondente alla scala temporale geologica che costituisce la storia del pianeta Terra.

Nello gnosticismo
Nella mitologia gnostica, gli eoni sono noti per essere entità divine, di solito in coppie (maschili e femminili, chiamate “sizigie“) e che esistono nel Pleroma, uno “spazio di luce”.

Il concetto degli eoni fu sviluppato da Valentino, uno dei principali teologi gnostici durante il primo cristianesimo.

Esistono diversi sistemi e gerarchie gnostiche degli eoni, ma tutti hanno caratteristiche molto sorprendenti riguardo alle definizioni cristiane, mitologiche e platoniche.

Uno dei grandi difensori e seguaci dei concetti di Eoni, fu l’occultista britannico Aleister Crowley, fondatore della dottrina filosofica di Thelema.

Secondo tale dottrina, gli eoni sarebbero le diverse età che l’umanità avrebbe passato in determinati momenti. Ogni età, o meglio, ogni Eone sarebbe rappresentato da una divinità.

Il primo Eone era la dea Nuit o Iside, che rappresentava il dominio e il potere della maternità. Il secondo eone sarebbe Osiride, che segnò l’inizio del patriarcato nell’umanità.

Secondo Aleister, il terzo eone appartiene al dio Horus e avrebbe avuto inizio nel 1904, con la creazione della dottrina di Thelema.

Ogni eone dovrebbe attraversare tre fasi: genesi, apogeo e decadenza.

La genesi è quando si presenta ancora nella sua forma embrionale; l’apogeo è quando raggiunge l’apice della sua maturità ed infine la decadenza è quando inizia a ottenere poca influenza cosmica tra i suoi seguaci.

Gli Eoni, ad uno sguardo superficiale potrebbero essere equiparati agli angeli ebraico-cristiani, ma in quanto emanazioni (e non “creazioni”) del Dio primo, l’Uno, il Principio, l’Origine, e quindi, in quanto esseri divini a tutti gli effetti e non semplicemente spirituali (quali sono gli angeli ebraico-cristiani), sono in realtà equiparabili più correttamente agli Dèi Ipercosmici (cioè “al di là del Cosmo”, quindi Dèi risiedenti nell’Iperuranio, l’insieme dei Mondi superiori, o “Paradiso”) o Iperuranici del Neoplatonismo.

Lo stesso nome Aion o Aeon era il nome di un’antica divinità microasiatica del Tempo e dell’Eternità, fu usato anche come nome della divinità leontocefala del Mithraismo che aveva lo stesso significato. Platone usò il termine Aion per denotare l’Eternità del Mondo delle Idee, nel suo Mito della caverna.

Gli eoni erano spesso rappresentati in coppie maschio/femmina, le sizigie, il cui numero frequentemente raggiungeva le 20-30. Due degli eoni più comunemente citati erano Cristo e Sophia. Gli eoni, nel loro insieme, costituivano il pleroma, la “regione della luce”. Le regioni più basse del pleroma erano anche quelle più vicine all’oscurità, ovvero al mondo fisico.

Quando un eone chiamato Sophia emanò senza il suo eone partner, il risultato fu il Demiurgo, o mezzo-creatore (nei testi gnostici a volte chiamato Yalda Baoth), una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere…

Questa creatura non apparteneva al pleroma, e l’Uno emanò due eoni, Cristo e lo Spirito Santo, per salvare l’umanità dal Demiurgo. Cristo prese poi la forma della creatura umana Gesù in modo da poter insegnare all’umanità la via per raggiungere la gnosi: il ritorno al pleroma.

Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, tradotto e poi acquistato dalla National Geographic Society, menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo [vedi The Lost Gospel – versione online dal National Geographic, contenente testi copti, traduzioni inglesi e fotografie].

Valentino, (Floruit 135-165; Phrebonis, … – …) , è stato un teologo, filosofo e predicatore egiziano di lingua greca e di scuola cristiano-gnostica. I seguaci della sua scuola vengono detti Valentiniani. È forse il più fine pensatore gnostico di scuola alessandrina, nel suo sistema aveva postulato l’esistenza di 30 eoni diversi.

Il primo Eone è Bythos (Abisso), diretta emanazione della radice spirituale suprema, esso ha in sè, o emana, un altro eone di nome Sige (Silenzio), a seguire ogni coppia di eoni emana un’altra coppia e così a costruire la gerarchia spirituale valentinana:
Kaen (Potere) e Akhana (Amore)
Nous (Mente) e Aletheia (Verità)
Sermo (Parola) e Vita
Anthropos (Uomo Primogenio) ed Ecclesia (Chiesa)
Bythios (Profondo) e Mixis (Miscuglio)
Ageratos (Mai vecchio) ed Henosis (Unione)
Autophyes (Natura essenziale) ed Hedone (Piacere)
Acinetos (Inamovibile) e Syncrasis (Unione)
Monogenes (Unico-generato) e Macaria (Felicità)
Paracletus (Consolatore) e Pistis (Fede)
Patricas (Paterno) ed Elpis (Speranza)
Metricos (Materno) ed Agape (Amore Fraterno)
Ainos (Preghiera) e Synesis (Intelligenza)
Ecclesiasticus (Figlio ella Ecclesia) e Macariotes (Beatitudine)
Theletus (Perfetto) e Sophia (Saggezza)

La cosmogonia gnostica distingue un mondo pneumatico/spirituale, spesso chiamato mondo di luce, e un mondo di tenebra. Il primo è espressione immediata della Radice Prima, il secondo conseguenza della caduta. Gli angeli, così come i demoni, così come gli arconti di cui sono entrambi creazione, afferiscono a questo secondo mondo. Nella lettura di testi barbelotiani si incontra la creazione di Adam da parte degli Arconti; che lasciano a 365 angeli il compito di formare il corpo dell’uomo, composto dall’impasto di acqua, terra, fuoco, e vento, e soggiogato da passioni e desideri. Successivamente Adam viene posto all’interno dell’Eden, che assume significato di prigione per il Pneuma.
Per la stessa ragione non possiamo certamente accomunare gli Eoni alle Sephiroth ebraiche, in quanto tradizionalmente esse sono agenti della fase del dispiegamento polare della manifestazione, e nello gnosticismo essa è ingannevole, in quanto contiene in sè potenze e forze atte a sviare l’uomo dal ritorno al Mondo di Luce: la creazione è arcontica o demiurgica.
Rimanendo in ambito di cabala, e volendo creare un parallelismo alquanto arduo, possiamo suggerire come il Pleroma rappresenti Atzilut, e cioè il mondo prossimo al divino, popolato da realtà chiamate Partzufim.
La caduta della Sophia la possiamo accomunare a Briah, “Creazione”.

Questo è il primo mondo a trovarsi “al di fuori”, come dice l’etimologia di Briah, che viene da BAR = “esterno”. Si tratta della creazione “yesh mi Ain”, “un qualcosa dal nulla”, o “ex-nihilo”. La Creazione del Demiurgo e degli Arconti a Yetzirah, o Formazione.
Mentre il mondo di Adamo ad Assiah, il mondo del Fare. La parte più bassa di tale universo è quella fisica e materiale.
Infine concludiamo questo breve lavoro alcuni passi di Ireneo e Tertulliano sugli Eoni:

Pertanto tutti (gli Eoni) sono posti sullo stesso piano per quel che riguarda la loro forma e la loro conoscenza, ridotti tutti ad essere quello che è ciascuno. Nessuno è altro poiché tutti sono gli altri” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 1).


Tutti quanti (gli Eoni) sono oramai uguali anche per la forma, a maggior ragione per il pensiero […] e pongono in comune tutto quello di più buono e più bello in cui ciascuno eccelleva” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 3).


Tutti quanti (gli Eoni) mettevano insieme un unico bene, cioè quello che erano tutti quanti” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 12, 4).


Gli Eoni risultano tutti della stessa natura del Padre, solo quanto alla grandezza e non quanto alla natura differendo gli uni dagli altri poiché completano la grandezza del Padre come le dita completano la mano” (Ireneo di Lione, Contro le Eresie, II, 17, 6).

Presso gli antichi Greci, il termine Eone indicava il tempo, in senso assoluto, in contrapposizione a Chrònos, ossia al tempo commisurato alla esperienza umana. Nelle grandi religioni misteriche dell’età ellenistico-romana (mitraismo, orfismo, ecc.) divenne una divinità a sé stante e fu sincretisticamente rappresentato come una figura umana con testa leonina, avvolta da un serpente e con attributi di chiaro significato (fulmine, chiavi, scettro; ma ne esiste anche una raffigurazione antropomorfica: un vecchio con la barba e con la ruota zodiacale nella destra). Il termine, come abbiamo visto, ha avuto largo e vario impiego nella dottrina gnostica, della quale esprime uno dei concetti fondamentali. L’origine del significato propriamente gnostico è forse da ricercare nella diffusione delle dottrine astrologiche dei Caldei, che immaginavano dei mondi cronologicamente e spazialmente successivi in cui l’anima avrebbe migrato prima del riposo finale. La gnosi giudaica riprese il termine e il concetto per rappresentare il contrasto tra ‘inclinazione buona’ ed ‘inclinazione cattiva’ dell’anima, ipostatizzandole in due: rispettivamente della luce e delle tenebre; e questo rimase il significato dominante, che dall’apocalittica giudaica trapassò poi anche nell’escatologia neotestamentaria, dove il «secolo (e.) presente» (ὁ αἰὼν οὗτος) aspetta di essere travolto dal «secolo futuro» (ὁ αἰὼν μέλλων). Nel Nuovo Testamento però vi è anche traccia del senso spaziale del termine, che ricorre qua e là (I Cor. III 18; Ebrei I 2; XI 3; Efes. II 7, ecc.) col significato di mondo o parte del mondo, a volte anche come personificazione (Col. I 26; Efes. III 9, ecc.; ma soprattutto Efes. II 2: «il principe di questo mondo»).

Nel corso del 1° e del 2° secolo, quando la gnosi conobbe il suo sviluppo massimo, il termine eone si caricò di significati sempre più pregnanti. L’influsso congiunto del platonismo ellenistico e delle religioni orientali (soprattutto il culto mitraico) imposero allo gnosticismo uno svolgimento complesso:

la soluzione gerarchica fu la soluzione preferita, in tutti i sistemi gnostici è dato incontrare ora una scala di eoni che procede dal Padre Supremo (chiamato variamente) per coppie maschio-femmina (sizigie) che si riproducono per emanazione a coppie sempre meno luminose quanto più si allontanano dalla fonte.

Ma gli eretici quante supernità di luoghi sublimi abbiano sospeso, aperto, dilatato per formare il cantuccio in cui abita ciascuno dei loro dèi, è una cosa veramente straordinaria. Anche per il nostro creatore le stanze di Ennio sono state disposte in forma di appartamenti. Costruitivi sopra un piano dopo l’altro, piani distribuiti a ciascun loro dio per mezzo di tante scale quante sono le eresie, il mondo è diventata una pensione” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 7, 1-2).

In questo passo di Tertulliano, come in tutta la letteratura eresiologica coeva, c’è il tentativo di presentare le comunità gnostiche come delle comunità dal carattere sostanzialmente pagano.
La nascente burocrazia sacerdotale della Grande Chiesa intendeva così ridurre il pensiero gnostico ad un prodotto assolutamente marginale della cultura del tempo per poter emarginare le comunità cristiane che avevano sviluppato la metafisica gnostica degli Eoni.
In realtà, per Valentino ed i suoi seguaci, gli Eoni non sono degli dèi dal carattere antropomorfo simili agli dèi pagani, che si accoppiano in un matrimonio pneumatico per generare dei figli anch’essi dal carattere marcatamente antropomorfo… Lo stesso Tertulliano, impegnato a suo dire a combattere più i Valentiniani che lo stesso Valentino, ci ha lasciato una traccia importante di cosa significassero realmente gli Eoni nella metafisica del grande maestro gnostico:

Voltosi a combattere la verità, Valentino si impossessò del seme di una certa antica dottrina e tracciò la strada con il suo serpente. In quella strada entrò successivamente Tolomeo, avendo distinto i nomi e i numeri degli eoni col farne delle sostanze personali, determinate però fuori della divinità, mentre Valentino le aveva rinchiuse nel complesso della divinità stessa, come se fossero sentimenti e affetti e moti di essa” (Tertulliano, Contro i Valentiniani, 4, 2).

Gli Eoni di Valentino rappresentano quell’elemento di “sintesi” metafisica che ci permette di ricondurre ad unità la “dialettica” tra l’Abisso primordiale e la molteplicità degli Enti del mondo sensibile. Il Regno di Dio, cioè il Pleroma, altro non è se non questa sintesi di Unità e Molteplicità, di sensibile e di soprasensibile. Per questo motivo troviamo scritto nell’Apocrifo di Giovanni che il Padre di Verità “non é corporeo né incorporeo”.
Le ipostasi (termine composto di origine greca: hypostasis, da hypo, «sotto», e stasis, «stare») è la generazione di immagini o espressioni divine, che sono sott’ordinate all’Uno e che danno sostanza ai vari piani ontologici.

2 pensieri riguardo “Eoni: emanazioni di Dio

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