New Age: il movimento della nuova era

New Age (in italiano “nuova era”) è un’espressione generale per indicare un vasto movimento che comprende numerose correnti psicologiche, sociali e spirituali alternative sorte alla fine del XX secolo nel mondo occidentale.

Iniziò a essere diffuso dai mass media statunitensi nei tardi anni sessanta, per descrivere le forme di controcultura spirituale interessate a pratiche e concetti come la meditazione, il channeling, la reincarnazione, la cristalloterapia e numerosi “misteri” di difficile interpretazione come gli UFO o i cerchi nel grano, o ancora, i bambini indaco.

Questa corrente di pensiero esiste certamente già dagli anni settanta, e probabilmente deriva almeno in parte dalla controcultura degli anni sessanta. Le generazioni precedenti erano già arrivate ad interessarsi ad alcuni (ma non a tutti) degli elementi principali del “sistema di sistemi di credenze” (o paradigma) della New Age, per esempio a pratiche come lo spiritualismo, la teosofia, l’antroposofia o la medicina alternativa. A loro volta, queste dottrine hanno radici nel trascendentalismo, nel mesmerismo, nello swedenborgianismo (correnti della “Nuova Chiesa” influenzate dagli scritti di Emanuel Swedenborg), nella tradizione rosacrociana e in altre tradizioni esoteriche occidentali (per esempio astrologia, magia, alchimia e cabala).

L’espressione New Age potrebbe derivare dagli scritti della neo teosofista britannica Alice Bailey. La Findhorn Foundation, fondata nella Scozia del Nord nel 1962, fu una delle prime comunità esplicitamente New Age. Alcuni studiosi, tra i quali Cecilia Gatto Trocchi, hanno individuato nel santuario di Esalen, situato a metà strada fra San Francisco e Los Angeles, il primo centro New Age fondato proprio negli anni settanta.

Le numerose e diverse concezioni riconducibili a questa denominazione sono accomunate dall’ideale dell’avvento di un “nuovo mondo” o di una “nuova era”, spesso indicata astrologicamente come età dell’Acquario. Sotto la definizione di New Age vengono fatte ricadere molte realtà di diversa natura – semplici stili di vita, filosofie, religioni, organizzazioni, aziende e via dicendo, caratterizzate da un approccio eclettico e individuale all’esplorazione della spiritualità. Il termine New Age è anche ampiamente e ufficialmente utilizzato per riferirsi al vasto segmento di mercato in cui si vendono libri, beni e servizi connessi a tali visioni del mondo.

Il New Age si può definire come una rete vagamente connessa di ricercatori e gruppi spirituali (o scuole), di maestri e terapeuti (a volte chiamati guru, guaritori o semplicemente “facilitatori”) e altre figure analoghe (talvolta detti new agers).

Caratteristica distintiva dell’odierna New Age è che ogni individuo, essendo di origine divina, è chiamato a costruirsi un proprio cammino spirituale di risveglio (o di “ritorno a Casa”), riferendosi eventualmente al patrimonio universale proveniente da ogni tradizione mistica e religiosa, inclusi lo sciamanesimo, il neopaganesimo, la cabala e l’occultismo, ma soprattutto basandosi sulla propria esperienza interiore e sul proprio discernimento e intuito. Anche l’aiuto che può essere fornito da guide spirituali, angeli o guru, è soggetto a questa restrizione, che quindi è diventata nel tempo una vera e propria regola d’oro per vagliare messaggi e messaggeri di qualsivoglia provenienza.

Si organizzano inoltre seminari di yoga, corsi di occultismo e pratiche tantriche per attivare, o per meglio dire, sbloccare, energie latenti al fine di migliorare l’efficienza di tutti i partecipanti; gli iscritti appartengono a qualunque fascia socio-economica.

Il problema di quali elementi culturali contemporanei debbano essere inclusi nella New Age è controverso. Il channeling ha evidentemente molti punti in comune con le pratiche medianiche spiritualiste. Movimenti magici come il neopaganesimo e spirituali come la psicologia transpersonale sono parzialmente sovrapposti con la New Age. Alcuni gruppi preferiscono prendere le distanze dalle possibili connotazioni negative dell’etichetta “New Age”, come ad esempio la commercializzazione di prodotti e servizi.

Il movimento del Nuovo Pensiero ha origini proprie e indipendenti che risalgono alla metà del XIX secolo, tuttavia alcuni suoi insegnamenti presentano analogie con quelli della New Age e la vita indipendente di cui gode oggi la parte della dottrina del Nuovo Pensiero che va sotto la denominazione di pensiero positivo e l’ampio uso che viene fatto nelle chiese New Thought (sia cristiane che non) di materiali New Age come un corso in miracoli, fanno sì che tale movimento religioso/spirituale sia oggi spesso considerato come in parte sovrapposto o comunque collegato alla New Age.

Anche scienziati e pensatori come Fritjof Capra hanno cercato di creare i presupposti culturali per un cambiamento di paradigma della scienza con l’assimilazione di concetti come la medicina olistica, l’ecologia della mente di Gregory Bateson, o i rapporti fra taoismo e meccanica quantistica, evitando però accuratamente di essere in qualche modo assimilati alla New Age vera e propria.

Vi sono stati anche tentativi di presentare la New Age come movimento sociopolitico; si può citare, per esempio, la “New Age Politics” di Mark Satin (seconda metà degli anni settanta), il pensiero di Theodore Roszak e la “Cospirazione dell’Acquario” di Marilyn Ferguson.

Alcune delle critiche più dure all’eclettismo New Age sono venute da scrittori e comunità degli Indiani d’America. La Dichiarazione di guerra contro gli sfruttatori della spiritualità Lakota è una delle più forti affermazioni di avversione alla New Age da parte dei capi tribù nordamericani…

Tendenza culturale che, richiamandosi vagamente alle tradizioni millenaristiche, cerca d’interpretare l’attuale fase storica “di passaggio” come un’occasione di rinascita spirituale, di ritrovato equilibrio tra l’uomo e la natura, attraverso una serie di proposte in cui si fondono credenze religiose, aspettative di rigenerazione, spunti di filosofia orientale e pratiche magico-esoteriche. Questo fenomeno nasce proprio dalla confusione delle culture e dal senso di vuoto che la seconda metà del Novecento sembra aver lasciato in molti, soprattutto in quelli che vivono nei Paesi più ricchi ed evoluti del pianeta. La data di nascita della new age si può collocare intorno agli anni Sessanta, quando il movimento hippy diffonde l’idea della liberazione dal corpo e dalla materialità della vita a favore di esperienze mistiche che dovrebbero portare all’armonia universale. Si parte naturalmente dalla droga e infatti negli anni Settanta, uno dei guru della new age diventa proprio T. Leary, colui che predicava l’uso dell’LSD come esperienza di separazione della mente dal corpo. Il tema della fuga – dalla materialità, dal corpo, dalla società, dalle convenzioni – diventa uno dei motivi ricorrenti di questo movimento dai contorni peraltro mal definiti, a cui si aggiungerà quello della ricerca della forza interiore, in un misto di egolatria e trascendenza. La trasformazione avviene intorno agli anni Ottanta, quando i contorni del movimento si confondono in una impressionante massa di idee diverse: dalla saggezza orientale alle terapie sciamaniche, dalla riscoperta della religione, anche cristiana, all’ambientalismo e all’ufologia. Il motivo portante però rimane la riscoperta dell’unicità della vita attraverso la natura e il rinnovamento della coscienza umana, “alienata” dalla società contemporanea. Per la sua diffusione enorme, la new age diventa però anche, e fondamentalmente, un fenomeno commerciale, con un indotto librario, discografico e alimentare di tutto rispetto. Dunque un viaggio alla ricerca del benessere, diffuso soprattutto tra le classi medio-alte, che però negli ultimi anni ha causato anche grandi tragedie. Se infatti la new age è diventata un fatto di costume, inseguito persino dalle star di Hollywood, ha anche dato vita a una serie di ‘‘sette”, proliferate soprattutto negli Stati Uniti, molte delle quali hanno portato i propri discepoli al suicidio collettivo.

Ci hanno insegnato a reprimere e nascondere gli aspetti scomodi, ignorando che così facendo accrescono.

Se fanno parte di noi, significa che ci stanno segnalando un disagio interno e chiedono di essere ascoltati, non repressi.

Siamo qua per risplendere, ma per farlo abbiamo bisogno di vedere con chiarezza e onestà tutto ciò che ce lo impedisce.

Coprire con una patina d’orata ciò che sta marcendo, non ne attenuerà il fetore.

In conclusione:

la New Age nasce come una specie di sensibilità “epocale”, soprattutto nei Paesi del cosiddetto Primo Mondo, perchè quando si ha lo stomaco pieno, bisogna riempire anche la mente e il cuore!

Perché il New Age viene chiamato anche “Era dell’Acquario”? Perché ci troveremmo quasi alla fine di un ciclo astronomico (Pesci) e all’inizio di un altro (Acquario). C’è stato un periodo in cui si è vissuto sotto il segno del Toro e sono apparsi gli imperi e le religioni della Mesopotamia. È poi giunto l’Ariete ed è fiorita la religione ebraica. Il segno dei Pesci, che ha iniziato il suo regno il 21 marzo del primo anno della nostra era, è stato chiamato “cristico” (IXCIS). Verso il 2016 il sole entra nel segno dell’Acquario e questo segno porterà con sé una nuova religiosità mondiale capace di riconciliare tutte le religioni. L’Acquario presupporrà un nuovo ordine mondiale, un’umanità nuova e una nuova religione.

Non c’è posto per un Dio personale, creatore e distinto dalle sue creature. Non è chiaro nemmeno il concetto di creatura, visto che si fonde nella divinità, o viene valorizzata solo per i suoi livelli di coscienza, come se non avesse una consistenza propria. Non c’è posto per rendere conto davanti a un Dio Personale, visto che l’uomo non è peccatore o colpevole, ma imperfetto, e questa imperfezione va scomparendo nella misura in cui si raggiungono livelli superiori di coscienza, o mediante reincarnazioni successive…

È stato scritto: “Non siamo peccatori per natura, né ci aspetta un castigo eterno, né arriviamo in questo mondo con qualche peccato, né abbiamo bisogno di qualcuno che ci salvi o ci redima, perché non siamo mai stati in vendita. In realtà la nostra essenza è immortale, e abbiamo davanti un futuro inimmaginabile”.

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