Sogni: viaggi alla scoperta di noi stessi

La parola “sogno” deriva dal latino somnium, derivato da somnus ed è un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali. Lo studio e l’analisi dei sogni inducono a riconoscere un tipo di funzionamento mentale avente leggi e meccanismi diversi dai processi coscienti di pensiero che sono invece oggetto di studio della psicologia tradizionale.

L’arte divinatoria che pretende di interpretare i sogni si chiama oniromanzia; mentre la capacità di prendere coscienza dei sogni viene definita onironautica o sogno lucido.

Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita, ovvero circa due ore ogni notte. Non si conosce ancora l’area del cervello in cui hanno origine i sogni, né sappiamo se abbiano origine in una singola area o se più parti del cervello vi concorrano…

Ci sono molte ipotesi relative alla funzione dei sogni. Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli e ne fa parte integrante dei sogni, nell’ordine in cui il sonno procede. La mente sveglia l’individuo nel caso dovesse trovarsi in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni; ad esempio un bambino che piange. I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente lontana da pensieri che ne causerebbero un risveglio improvviso.

Freud suggerì che gli incubi lasciano al cervello la funzione di controllare le emozioni; esse sono il risultato delle esperienze “dolorose”. I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendoci così in equilibrio…

Inoltre, l’attività onirica, può offrire una vista sulle emozioni legate ad eventi futuri (accade nel periodo di veglia, in occasione di un colloquio di lavoro o, comunque, di un’esperienza importante).

Carl Gustav Jung suggerì che i sogni possono compensare atteggiamenti unilaterali attuati da svegli.

Il celebre psicoanalista e psichiatra ungherese, Sándor Ferenczi, propose che il sogno può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. Ci sono state anche analogie con le operazioni di manutenzione automatica dei computer operate quando questi sono in modalità offline. I sogni possono rimuovere “nodi parassiti” ed altra “spazzatura” mentale. Essi possono creare inoltre nuove idee, attraverso la generazione di mutazioni di “pensieri casuali”; alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute. Blechner, altro celebre psicologo e psicoanalista statunitense, definì questa come la teoria dell’Onirismo Darwiniano. I sogni possono anche regolare l’umore!

Heinz Hartmann disse che i sogni possono funzionare come la psicoterapia “attivando connessioni in un posto sicuro” e conseguentemente permettere al sognante di integrare “cose e pensieri” che, altrimenti, verrebbero dissociati da svegli.

Recenti studi di Griffin hanno condotto alla formulazione della “teoria di adempimento dell’aspettazione di sognare” che suggerisce che sognando metaforicamente si completino modelli di aspettazione emotiva e dunque si abbassino i livelli di stress (diminuzione della produzione del cortisolo).

A volte capita di acquisire consapevolezza del fatto di trovarsi in un sogno. Essendo coscienti del fatto che tutto l’ambiente sia creazione della nostra mente, è possibile manipolare a piacimento il sogno stesso. Alcune persone, definite “sognatori lucidi naturali” oppure “onironauti”, hanno la capacità di rendersi conto di trovarsi in un sogno senza applicare tecniche particolari. Al contrario, molte persone ricercano queste esperienze impegnandosi nell’applicazione di alcune tecniche che possono aiutarli nel raggiungere l’obiettivo.

Il ruolo dell’interprete dei sogni è presente nella storia delle principali civiltà del mondo antico, dove era tenuto in grande considerazione e prestigio presso la corte dei Re. La facoltà di interpretare sogni e visioni era in genere associata al dono della profezia, e al privilegio di un colloquio personale con entità spirituali, quali angeli, dèi e Dio stesso.

Personalità storiche che rivestirono questo ruolo di potere furono ad esempio:

l’arabo Achmet, figlio dell’interprete dei sogni alla corte del califfo al-Maʾmūn, fondatore della oniromanzia islamica, che a sua volta afferma nell’Oneirocriticon di essere stato allievo dei consiglieri di corte dei re Inddi India, Persia, Egitto.
Il greco Artemidoro di Daldi che dedica i primi tre dei quattro libri dell’ Oneirocritica a Massimo di Tiro, retore a Roma presso l’imperatore Commodo e
il greco Artemidoro di Efeso, inviato come ambasciatore a Roma.

I Greci ripresero l’usanza dell’incubazione andando in un bosco sacro o in una grotta, dove scavavano una buca, o recandosi presso un tempio di Asclepio. Lì si accoccolavano sperando di riuscire a sognare e in seguito consultavano l’esperto in oniromanzia. Le interpretazioni assumevano un ruolo di cura e guida spirituale. Tra gli interpreti ve ne erano di famosi, come Artemidoro di Daldi, forse il primo a scrivere un libro sull’argomento, intitolato L’interpretazione dei sogni.

Le interpretazioni fornite da Artemidoro e altri furono tramandate di generazione in generazione. Il primo a riprendere in mano l’argomento in epoca moderna fu Sigmund Freud, che pubblicò a sua volta, nel 1899, la sua Interpretazione dei Sogni.

Inoltre sono testimoniate antiche forme di esorcismo utili a liberarsi da sogni angosciosi, come la purificazione attraverso l’uso dell’acqua, il sacrificio agli dèi e il racconto della visione alla luce del sole.

Secondo Esiodo i sogni erano figli della Notte. L’idea di una divinità specifica dei sogni è più tarda e viene generalmente attribuita ad Ovidio, che nelle sue Metamorfosi diede un nome ai tre figli di Ipno, il sonno: Morfeo, Fobetore e Fantaso.

L’interpretazione dei sogni nelle culture popolari è spesso “minimalista” e le stesse formule chiave sono applicate indifferentemente ad individui completamente diversi. La famosa smorfia napoletana ad esempio è un elenco delle associazioni di immagini, situazioni, oggetti, avvenimenti con i numeri del gioco del lotto, un vero e proprio dizionario prêt-à-porter dei desideri.

La fase del sonno in cui sogniamo viene definita REM (Rapid Eyes Movement). Durante il sonno REM il cervello va incontro ad un “superlavoro”. Durante una nottata si alternano diverse fasi REM (almeno 4 – 5): generalmente la prima comincia dopo circa 60 minuti da quando ci addormentiamo. Tutti sogniamo, anche chi dice di no!

Il sogno è necessario all’equilibrio biologico e mentale quanto il sonno stesso, l’ossigeno ed una sana alimentazione. Alternando rilassamento e tensione dello psichismo, esso assolve ad una funzione vitale: serve, dal punto di vista psicologico, a liberare gli impulsi repressi nel corso della giornata, fa emergere problemi da risolvere, suggerisce nel suo svolgersi alcune soluzioni.

Da sempre l’uomo si interroga sulle visioni che popolano il suo riposo notturno, cercando di coglierne il significato nascosto.

Il sogno usa i residui diurni, ovvero attinge a fatti accaduti da poco o nei giorni precedenti, preleva questo materiale e attraverso il lavoro onirico maschera e deforma il desiderio che vuole appagare.

Per incominciare ad imparare l’oniromanzia (in modo leggero), seguite i seguenti passaggi:

  • scrivete il vostro sogno il più presto possibile, prima che la coscienza lo cancelli o lo modifichi
  • cogliete l’emozione che vi accompagna durante questo sogno e al risveglio (tristezza, rabbia, tranquillità, ecc..)
  • spezzettate il sogno: individuate il protagonista, il luogo dove si svolge la scena, le azioni che si compiono…
  • a mano a mano che rileggete il sogno pezzo per pezzo, notate le associazioni che il vostro cervello produce (parole, ricordi, immagini, persone, episodi, idee, ecc..)
  • chiedetevi: cosa vuole dirmi il mio Inconscio, la parte più profonda e saggia di me?
  • Infine ricordate che così come non deve essere sottovalutato, il sogno non va neppure posto su di un piedistallo. Non angosciatevi se non riuscite a capirci niente… interpretare un sogno non è così facile.

Si sente spesso parlare di sogni premonitori, ossia di immagini e situazioni vissute nel nostro mondo onirico, che talvolta si ripresentano in quello reale con modalità identiche o quantomeno simili. Rispetto ai comuni sogni, questi avrebbero un carattere divinatorio, in quanto ci mostrerebbero una visione del futuro.

Inutile dire che chi non crede alle arti profetiche non accetta questo stato delle cose, sostenendo che non sia possibile attribuire ai film che la nostra mente crea durante il sonno, un potere divinatorio.

Secondo il filosofo e scrittore Robert Todd Carroll, il sogno premonitore rientrerebbe nella famosa legge dei grandi numeri: ci sono 6,5 miliardi di persone su questo pianeta che vantano una media di 5 sogni a notte. Ergo, se alcuni di loro sognano disastri naturali o tragedie che poi si verificano è solo una pura casualità, data magari da un’emotività condivisa.

I sogni premonitori nella storia

Il classico esempio per questa teoria ci viene dalla storia ed è l’affondamento del Titanic. Di centinaia di persone che, pare, avessero sognato il disastro della nave, ben 19 testimonianze sono state giudicate attendibili e i loro sogni predittivi. Secondo Carroll sarebbero state solo menti pessimiste e “sensibili” alla pubblicità mediatica del Titanic, osannato dai giornali come “inaffondabile”.

Tuttavia, anche se lo scetticismo regna sovrano nel campo dei sogni premonitori, bisogna ammettere che non tutto ciò che li riguarda si può spiegare in maniera razionale. Ne sono un esempio quei sogni cui non è necessario interpretare il significato, ma che ricreano l’esatta situazione che poi si va a verificare.

Ovviamente i sogni premonitori possono anche essere meno espliciti, ma dare indicazioni su quello che potrebbe accadere attraverso dei simboli. Un classico in questo caso può essere rappresentato dal viaggio, il cui significato è normalmente l’inizio di qualcosa di nuovo o anche la fine di una situazione.

Ma è possibile riconoscere i sogni premonitori? Secondo gli esperti nel campo onirico un buon indizio per pensare che i nostri sogni rientrano in questa casistica è che sono ricorrenti ed emotivamente pregnanti, perciò al risveglio ci lasciano memoria e sensazioni di ciò che è accaduto.

Ovviamente potrebbe anche solo voler dire che stiamo vivendo un periodo particolare di preoccupazioni, speranze o attese. In questo caso i sogni sono mere immagini dei nostri stati d’animo, quindi descrittivi e non predittivi.

I sogni sono anche un modo incredibilmente potente per connettersi direttamente con le proprie guide spirituali. Durante il sogno la mente è calma e silenziosa e si ha un sacco di tempo per potersi connettere direttamente con il proprio subconscio e con il Divino.

Il sogno può essere giocoso, profondo, spirituale, profetico, edificante, eccitante, strano, inquietante o persino spaventoso… Ma tutti i sogni hanno uno scopo e hanno una visione e una guarigione significative per sostenere la nostra vita qui sulla terra. Dopotutto, l’essere umano medio dorme circa 7 ore a notte, che se sommate equivalgono a 1/3 della vita che non può essere ignorato.

Imparando a comprendere il linguaggio simbolico dei sogni, c’è un’enorme opportunità di sperimentare crescita e progresso spirituale.

Le esperienze nei sogni riguardano più comunemente noi e la nostra vita personale (solo circa il 10% delle volte può riguardare un’altra persona). Anche quando un’altra persona è nel nostro sogno, nella maggior parte dei casi, quella persona riguarda comunque una parte di noi stessi.

Un sogno offre l’opportunità di entrare in contatto con la guida divina, di conoscere il contenuto del nostro subconscio e di vedere passato, presente e futuro.

C’è qualcosa nel fenomeno del sonno che rende difficile ricordare ciò che è accaduto. La maggior parte dei sogni viene subito dimenticata, a meno che essi non abbiano un forte impatto emotivo o spirituale, o vengano trascritti. A volte, ci si ricorda repentinamente di un sogno più tardi nella giornata, o nel futuro: ciò suggerisce come la memoria di un sogno non vada totalmente perduta, ma sia soltanto faticosa da recuperare.

Gli incubi sono molto comuni tra i bambini e abbastanza comuni tra gli adulti. Nel caso degli adulti, si ritiene che gli incubi siano causati da stress eccessivo, paure irrisolte, indigestione, esperienze traumatiche, difficoltà emotive, droghe o medicinali, malattia. Tuttavia, alcune persone hanno incubi frequenti che non sembrano in nessun modo correlati ad alcuna delle condizioni sopraelencate, né alle loro vite da svegli. In casi del genere, si potrebbe supporre che i loro incubi siano legati a “ricordi” di vite precedenti.

I grandi maestri dello yoga sostengono che i ricordi delle nostre vite passate, sebbene siano sepolti in profondità nel nostro essere subconscio o superconscio, sono sempre con noi. Questa teoria spiegherebbe anche la maggiore frequenza degli incubi tra i bambini rispetto agli adulti.

«Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni»

-William Shakespeare, La Tempesta, Atto IV

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