Telepatia: comunicare col pensiero

La telepatia è la trasmissione di contenuti o pensieri psichici senza l’utilizzo degli altri 5 sensi. Si tratta, quindi, di una forma di percezione extrasensoriale (ESP).

L’esistenza della telepatia è ancora oggi molto discussa da tanti studiosi. Alcuni credono nella sua esistenza, altri no… si stanno dunque svolgendo studi e ricerche a riguardo.

Non è raro sentire di due fratelli o amici stretti che pensano alla stessa cosa nello stesso momento, o dicono la stessa identica cosa allo stesso momento.

Tuttavia questo tipo di connessione non è volontaria, ma spontanea e questo rende ancora più difficile riuscire a controllare la telepatia.

Di solito, i risultati telepatici migliori si ottengono quando sono coinvolte persone unite da un forte legame emotivo e sentimentale (madre e figlio, due innamorati, ecc…). La coppia telepatica prevede una persona che manda e una che riceve. La chiave per poter comunicare telepaticamente consiste nel concentrare tutti i raggi dispersi della mente, anche se ci sono molti altri esercizi per migliorare questa capacità.

Il termine “telepatia” venne introdotto nel 1882 da Frederic William Henry Myers e deriva dal greco τηλε, tèle (lontano) e πάθεια, pàtheia (sentimento). Rientra nel campo di indagine della parapsicologia, ma anche nel campo di indagine della psichiatria. I primi studi su questa presunta facoltà paranormale furono condotti dalla Società per la Ricerca Psichica di Londra, verso la fine dell’Ottocento. Condividere informazioni, emozioni e sentimenti, senza l’uso dei cinque sensi…  Per parlare di questa incredibile possibilità, come abbiamo visto,  si usano i termini tèle (lontano) e pàthos (sofferenza). L’etimologia. però, trae in inganno. Telepatia infatti è sostanzialmente una relazione paranormale tra due o più persone. Ma, in quanto alla “sofferenza a distanza”, essa rientrerebbe in una sorta di suggestione mentale, che riguarda più il campo magico, che quello parapsicologico. In un divertente brano dai toni ironici, il filologo Leo Pestelli evidenzia i termini della questione:
«Molti che hanno una moglie simpatica, cioè capace di soffrire con loro, non lo sanno: tanto importa conoscere il vero significato delle parole! E come una virtù spesso tira l’altra, moglie simpatica è molte volte anche tele- patica: soffre perché il marito assente soffre. Ma si badi: non è telepatia, come volgarmente si dice, quella per cui il coniuge di sensibilità paranormale ha la quasi visione di ciò che d’illecito si commette in lontananza dall’altro coniuge (fondamento di questa voce essendo che si soffre da tutte due le parti), ma propriamente telestesia, cioè un conoscere quello che avviene lontano da noi. Resta che avere una moglie simpatica, telepatica telestesica, è troppa grazia in una volta.» 
In realtà proprio telestesia sarebbe il termine più adatto: tèle (lontano) e àisthèsis (sensazione).

Come accade per tutti gli aspetti del paranormale, anche per la telepatia sono state elaborate numerosissime teorie. Nel Settecento si ipotizzava l’esistenza di una sorta di fluido: una sostanza fisica non percepibile con i sensi, proiettata dall’agente al percipiente. Ne derivò il concetto di magnetismo… 

Nei primi anni di quel secolo si pensò anche a fenomeni elettrici. L’ipotesi si concretizzò successivamente grazie alle teorie di Ferdinando Cazzamalli, all’inizio del secolo seguente, sulla trasmissione di onde elettromagnetiche. Tuttavia Leonid Vasiljev, intorno alla metà del ‘900 ottenne comunicazioni telepatiche col percpiente introdotto in una cabina isolata con lastre di piombo schermate al mercurio:  le onde elettromagnetiche non potevano penetrarvi, ma la telepatia funzionò. Altre scuole però seguivano direzioni diverse. Le ipotesi di Frederick Myers a cavallo dei due secoli erano tutte riconducibili all’esistenza di uno psichismo universale e immateriale dentro cui, a loro volta, sarebbero immersi quelli individuali. Egli enunciò la teoria dell’Io subliminale, cioè inconscio, il quale può acquisire conoscenze senza limiti di spazio e di tempo. Immediatamente dopo, Eugène Osty ipotizzò la possibilità di un “livello trascendente” del pensiero, non legato alle funzioni cerebrali in senso strettamente fisico. Anche Joseph Banks Rhine giunse, più tardi, a una conclusione analoga, attraverso l’analisi quantitativa statistica, di cui fu il massimo esponente. Secondo lo studioso, il pensiero umano avrebbe la possibilità di entrare in contatto con un “piano extrafisico”.
Whately Carington, pur confermando una sorta di mente inconscia universale come possibilità di comunicazione fra tutte le menti, introdusse due nuovi concetti nello studio del fenomeno telepatico: le “associazioni di idee” e gli “psiconi”. Grazie all’associazione di idee, gli psiconi sarebbero gli artefici sia della telepatia sia della memoria. La teoria, alquanto complessa, venne rielaborata da altri studiosi, tra cui il celebre Hendrik Tenhaeff. Più “semplicemente” Henry Price suppose che l’inconscio di un individuo sia in contatto con un inconscio collettivo, in cui gli psichismi interagiscono. Mentre Gardner Murphy spiegò la telepatia con un sistema di leggi psichiche operanti fuori dello spazio-tempo.

Sempre in relazione ad uno psichismo universale, questo venne definito da uno dei fondatori della psicoanalisi in Italia, Emilio Servadio, come «un oceano psichico nel quale avvengono le osmosi telepatiche».

Robert Thouless definì shin un principio animistico capace di trarre informazioni da altre persone. Lo psicoanalista Jan Ehrenwald concepì nell’uomo un terzo livello accanto all’Es e all’Ego, descritti da Freud: il livello psi, indipendente dallo spazio e dal tempo, e per il quale tutto è percepibile.

Ecco qui un esercizio che potete praticare tutti i giorni:
Quando camminate per strada, guardate con attenzione la testa di una persona che avete di fronte e ripetete mentalmente (fissando la testa della persona): “Girati, devi girarti, ti sto chiamando, girati!” All’inizio è probabile che non si giri nessuno, però vedrete che con la pratica e l’esercizio qualcuno inizierà a girarsi. Questo esercizio ha il fine di preparare la mente per la telepatia per poi passare ad esercizi più avanzati.

Secondo una concezione filosofica indiana antica, e parzialmente rimodernata, la comunicazione telepatica si effettuerebbe attraverso un’immensa rete cui le persone costituirebbero le maglie, rete che comprende l’universo ed ogni cosa ed essere è collegata con il tutto.

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