Alberi: esseri dagli infiniti poteri spirituali e fisici

La parola albero deriva dal latino arbor. Il legno degli alberi è una fonte energetica e un materiale da costruzione. Dagli alberi, si ricava la cellulosa per la produzione della carta.
Gli esemplari di alberi con caratteristiche storiche, paesaggistiche di dimensione ragguardevole vengono definiti alberi monumentali e in alcune nazioni censiti e protetti. Secondo le stime del Corpo Forestale, sono circa 22.000 gli alberi monumentali d’Italia, da querce millenarie al più antico platano.

Gli alberi habitat sono esemplari con valenze ecologiche particolari soprattutto in funzione della biodiversità. L’albero può infatti rappresentare un vero e proprio habitat per diverse specie animali che vi possono abitare.

“Il miglior amico della terra dell’uomo è l’albero. Quando noi usiamo gli alberi con rispetto e parsimonia, noi abbiamo una delle più grandi risorse sulla terra”.

(Frank Lloyd Wright).

Producono ossigeno e assorbono anidride carbonica: la chioma di un piccolo albero produce la quantità di O2 di cui un uomo ha bisogno ogni giorno; una pianta di 23-30 cm di diametro assorbe circa 30 kg di CO2 all’anno, rilasciando una quantità di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di 10 persone.

Favoriscono il risparmio energetico: abbassano infatti le temperature perché riducono drasticamente la riflessione del calore e la sua re-irradiazione ombreggiando gli edifici e le pavimentazioni. Si stima infatti che un singolo albero sia paragonabile a 10 climatizzatori in funzione per oltre 20 ore al giorno. Inoltre, la presenza di un albero piantato sul lato ovest della vostra casa, si traduce in un risparmio energetico del 3% in cinque anni e di circa il 12% in quindici…

Depurano l’aria: le foglie intercettano il particolato e filtrano i principali agenti inquinanti, la presenza anche solo di un unico albero, si traduce in una diminuzione del 9-13% del tasso di inquinamento, grazie ad una netto calo della quantità di polvere sul terreno rispetto alle zone aperte.

Riducono il rumore: le chiome proteggono dai forti venti e dai rumori. È stato studiato che una barriera fitta di piante a foglie coriacee (ad esempio una magnolia grandiflora) con spessore di 60 metri (intendiamo la chioma) può garantire una riduzione del rumore dai 5 ai 10 db!

Abbelliscono il paesaggio e aumentano il valore degli immobili: il valore delle case con giardino è superiore a quello di case che non ne hanno (del 18-25%). Inoltre, le forme, i colori, i fiori e le cortecce, si sa, ravvivano e rallegrano gli spazi urbani.

Controllano l’erosione: riducono la quantità di agenti inquinanti che vengono convogliati nelle acque di ricezione. Le loro radici consolidano le sponde dei fiumi e dei ruscelli dall’erosione dell’acqua e prevengono dissesti idrogeologi.

Fanno stare meglio le persone: in un contesto che favorisce la riscoperta e del mondo naturale (si pensi ai parchi pubblici) si moltiplicano le occasioni di svago, incontro, sport, contatto con la natura.

Aumentano la biodiversità: offrono riparo e alimenti necessari agli animali.

Ancora da un articolo pubblicato sul quotidiano “LaRepubblica”:

“Più in salute se abbiamo alberi vicino a casa nostra”

“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro.”

proverbio indiano pellerossa

Gli alberi sono esseri meravigliosi. Non solo ci gratificano con la loro straordinaria bellezza, ma ci forniscono anche benefici fondamentali per la nostra stessa esistenza. Se tutto questo è vero, non si capisce come mai non viene assegnata all’arboricoltura (intesa nel senso inglese del termine, che si riferisce agli alberi in ambiente urbano, monumentali, ecc.) quella dignità, anche scientifica, che le spetta.

Forse perché la cura degli alberi cosiddetti “non a fini produttivi” (anche se, come detto e risaputo, “producono” tutta una serie di incommensurabili benefici) è un concetto che non è pienamente compreso…
Sensibilizzare l’opinione pubblica costituisce uno dei principali ostacoli nella diffusione della “cultura dell’albero”.

Fare una passeggiata attraverso la natura non è solo rinfrescante ed energizzante, ma può anche essere un’esperienza magica e curativa quando si cammina tra gli alberi.
Nei primi anni dell’umanità, gli alberi erano considerati esseri speciali senza alcun
dubbio a causa delle loro dimensioni e maestosità. Oltre ad essere la casa di
animali e uccelli, gli alberi incarnano uno spirito e, ancora oggi, alcune persone lasciano offerte a quella presenza spirituale. In India, la maggior parte dei santuari locali sono costruiti sotto gli alberi. Gli sciamani nativi americani ed europei
credono che gli alberi possiedano poteri curativi. Si dice che alberi diversi abbiano particolari proprietà magiche e medicinali.

Per i Celti, i Druidi e molti altri popoli del vecchio mondo, alcuni alberi avevano un significato speciale come combustibile per il calore, la cucina, i materiali da costruzione e le armi. Oltre a ciò, tuttavia, molti boschi hanno anche fornito una potente presenza spirituale. Gli alberi specifici variavano tra culture e posizioni geografiche diverse, ma quelli ritenuti “sacri” condividevano alcuni tratti. Dimensioni insolite, bellezza, l’ampia gamma di materiali forniti, caratteristiche fisiche uniche o semplicemente il potere dello spirito dell’albero potrebbero garantirgli un posto centrale nel folklore.

Gli alberi sono esseri viventi, pieni dell’essenza e dell’energia degli Elementali e della Madre Terra con un’aura di potere che è visibile a coloro che sono in totale equilibrio e armonia. La tradizione che circonda un particolare albero o legno riflette spesso il potere che i vecchi percepivano e attingevano dalla loro presenza.

Nelle culture antiche tutto ruotava intorno ai cicli naturali e ai suoi elementi…
Si usavano gli alberi e le rocce per costruire abitazioni, piante per curare ferite e malattie, la terra per coltivare ortaggi e alberi da frutta.
Data la fondamentale importanza che ricopriva la natura nella vita dell’uomo, non dovrebbe meravigliare che sia gli alberi che le piante in genere venivano associate a divinità o venivano assunte come simboli di carattere religioso, spirituale ed esoterico.
Sia nelle tradizioni nordiche che classiche, gli alberi hanno sempre rappresentato il mezzo di interconnessione tra la superficie della terra, il sottosuolo e il cielo.

La maggior parte delle conoscenze tramandate dalle antiche culture, passavano attraverso la figura dell’albero. Diversi filosofi e sciamani, ma anche alchimisti e maghi delle più disparate culture, hanno usato gli alberi come simbolo per dare risposte, semplici e dirette, alle grandi domande che gli uomini di varie ere si ponevano sulla vita.
Qui di seguito riportiamo un elenco di alcune piante e alberi che hanno assunto un rilevante ruolo nella simbologia in varie culture nel corso della storia:

  • Acacia: la durezza e al resistenza del legno di questo albero le conferiscono un segno di forza e perennità. Questo è traducibile nel concetto della vittoria della vita sulla morte. Il suo tipico colore verde è il simbolo dell’esistenza e della vita.Questo albero rappresenta la saggezza e la rinascita. Nell’antichità era considerato il simbolo del legame tra il visibile e l’invisibile. Nella cultura egizia l’Acacia era l’albero iniziatico che simboleggiava il passaggio dall’ignoranza alla conoscenza. Alcuni testi egizi narrano della nascita di alcuni déi sotto un’Acacia.
  • Cedro: è il simbolo dell’immortalità e dell’eternità. È l’incarnazione della grandezza d’animo e di elevazione spirituale per l’altezza del suo fusto e dei suoi rami. Spesso le statue sacre sono scolpite nel legno di questo robusto ed elegante albero. Il Cedro del Libano, in antichità, era molto diffuso nella Mediterraneo Orientale. Si ritiene, infatti, che il tempio di Gerusalemme, il palazzo di Salomone ed il Labirinto di Minosse, fossero sorretti da colonne di Cedro.
  • Cipresso: è il simbolo dell’immortalità come emblema della vita eterna dopo la morte, infatti lo si trova sovente nei pressi dei cimiteri. Per la sua verticalità assoluta, l’erigersi verso l’alto, il Cipresso indica l’anima che si avvia verso il regno celeste. Nella Grecia antica è associato ad Apollo e Artemide. È l’albero di Ade, dio dei morti. Poiché il cupo fogliame del Cipresso esprime malinconia e dolore, i sacerdoti di Ade se ne facevano delle corone e se ne cospargevano le vesti durante i sacrifici.
  • Edera: nell’antichità godeva di grande fama, le sue foglie costituivano, infatti, la corona dei partecipanti di tutte le feste dedicata a Bacco (dai greci Dioniso), divinità alla quale la pianta era consacrata. Secondo l’antica leggenda un giovane di nome Cisso, il quale si esibiva nelle feste in onore di Bacco con salti ed acrobazie spericolate, ebbe un giorno un grave incidente. Bacco, che si era affezionato al giovane, per impedirne la morte lo trasformò quindi in una pianta, l’edera, capace di arrampicarsi su qualsiasi superficie. Dall’antica leggenda nacque l’abitudine artistica di raffigurare Bacco con una corona d’edera sul capo e con il calice avvolto dai rami di edera. Essendo, quindi, la pianta sacra a Bacco tra i greci e poi tra i latini si diffuse la convinzione che circondare la fronte con una corona di edera prevenisse gli effetti dovuti alle intossicazioni da eccesso di vino. Gli antichi credevano, inoltre, che la pianta potesse con le sue foglie separare l’acqua dal vino, in realtà al giorno d’oggi si sa che le fibre delle foglie di edera, non separano l’acqua dal vino ma, assorbono le molecole  pigmentate del vino e di altri liquidi. Ancora oggi, nelle osterie dei piccoli centri urbani è tradizione paesana appende fuori dall’uscio un rametto di edera per segnalarne la produzione di vino. Nella mitologia celtica, invece, l’edera è connessa al culto del serpente e del drago, che rappresentano simboli dell’aldilà.
  • Fico: albero e frutto sacro, il Fico è l’emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza. Nell’antica Grecia, era l’albero sacro ad Athena, dea della saggezza, e a Dioniso. Platone ritiene questo albero amico dei filosofi. Nella tradizione antica il Fico riveste quindi un significato di immortalità e di abbondanza. Esso rappresenta anche l’asse del mondo, che collega la terra al cielo. Nell’antichità si praticava la sicomazia, un metodo di divinazione attraverso le foglie di questo albero. Come simbolo dell’abbondanza è legato alla fecondità. Il Fico presiede alla nascita; secondo una leggenda induista il dio Vishnu sarebbe nato sotto un Fico. Lo stesso vale per i fondatori di Roma, Romolo e Remo. Il Fico è presente anche nella Bibbia, in diversi punti, a partire dalla Genesi.
  • Frassino: è il simbolo della fecondità in molte tradizioni. Una leggenda cosmogonia scandinava presenta questo albero come il supporto originale del mondo, associandolo al mito della creazione. Infatti da esso ha origine sia il mondo superiore, sia quello inferiore. Il Frassino, dalla struttura immensamente grande, dispiega le sue radici fino ai mondi infernali. I suoi rami fino alle sfere celesti. Nella leggenda germano-scandinava quattro cervi brucano i suoi germogli mettendo in pericolo l’intero Universo. Le tre Norme (nella mitologia germano-scandinava incarnano la saggezza, abitano nel Frassino Yggdrasil e lo innaffiano ogni giorno perchè possa continuare a crescere) sono poste a sua protezione. Per i Celti questo albero assumeva diversi significati. Simbolo di rinascita, trasformazione e iniziazione veniva sovente usato dalle popolazioni druide nel corso di vari rituali e cerimonie. Questo bellissimo albero era associato a giovani guerrieri. A questi veniva affidata una lancia con cui avrebbero superato una serie di prove. Era anche molto apprezzato per le sue doti magiche e miracolose. In una leggenda Irlandese si narra che il druido Fintan Mac Bochra giunse nell’isola durante la prima invasione mitica. Fintan fu l’unico a sopravvivere al Diluvio trasformandosi in salmone. Fintan piantò cinque alberi magici (dei quali 3 erano frassini) per segnare i confini delle province di Leinster, Munster, Connaught, Ulster e Meath. Per i guerrieri Celti era considerato il pilastro posto centro dell’isola d’Irlanda.
  • Mandorlo: è il simbolo della nascita e della resurrezione. È il primo albero a sbocciare in primavera e perciò simboleggia il rinnovarsi della natura dopo la sua morte invernale. Il suo significato esoterico è strettamente legato al suo frutto. La Mandorla rappresenta il segreto, il mistero che va conquistato rompendo il suo guscio, che protegge il seme. Alcuni riti sacri comportano il fare indigestione di Mandorle, che si ritiene apportino sapienza. Infatti la Mandorla, essendo nascosta, incarna l’essenza spirituale, la saggezza. La Mandorla per la sua forma ovoidale è collegata alla matrice, come simbolo di fecondità, di nascita primordiale dell’Universo. Come riproduzione dell’uovo cosmico, ha la caratteristica simbolica di rappresentare un spazio chiuso e protetto; delimita lo spazio sacro separandolo dallo spazio profano, essa forma così uno spazio chiuso; protettrice che separa il puro, l’originario, dall’impuro.
  • Salice: ha tanti diversi significati simbolici.  Rappresenta l’albero della vita e un simbolo di longevità. In Giappone, il salice era considerato l’incarnazione della dolcezza e della grazia. In Cina, il salice è diventato anche la personificazione della primavera, della bellezza femminile, delle gioie e dei dolori dell’amore. Inoltre, gli si conferisce la capacità di allontanare gli spiriti maligni. I seguaci del taoismo vedono il salice come esempio di pazienza, gentilezza, flessibilità. Il simbolismo negativo dell’immagine associata al concetto del salice invece è il dolore e il lutto (l’immagine di un salice piangente nel folklore), la debolezza in generale. Gli ebrei credevano il salice come incarnazione di avversità, gli antichi greci invece come una divinità associata alla malavita e la morte.
  • Melograno: in ebraico, il melograno (rimon) evoca l’elevazione (ram), ma anche il prelievo (térouma). È un simbolo di produttività, ed anche dell’unità del popolo, poiché i grani sono stretti tra loro. La pianta richiede pochissima acqua e cresce su ogni tipo di terreno, quasi a costituire una specie di miracolo e di dono della natura in terre aride e brulle. Lo stesso frutto, con i suoi chicchi dolci e succulenti, sembra di per sé incarnare l’emblema della prosperità: non per niente divenne simbolo di ricchezza e fertilità.

L’analogia esoterica tra albero e cervello

Per trovare il significato segreto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male bisogna prima analizzare come funzionano alcune parti di un albero.
Inoltre è necessario comprendere come certe caratteristiche del cervello e della colonna vertebrale siano simili ad un albero.
L’albero è un simbolo importante in molti insegnamenti spirituali e religiosi perché rappresenta la connessione tra il regno spirituale e il mondo materiale.
Oltre a studiare la struttura dell’albero, del cervello e della colonna vertebrale, è opportuno superare i preconcetti sull’Occulto per esplorare il mondo della conoscenza esoterica.
Molte persone religiose attaccano i ricercatori dell’Occulto ma ciò che questi non “intuiscono” è che la Bibbia, il Corano, il Talmud e altri testi “religiosi” contengano una conoscenza occulta molto ampia…

Il seme del potenziale infinito

L’albero comincia la sua esistenza come un seme avente un potenziale infinito. Questo seme contiene l’ātman, una parola che deriva dalla parola sanscrita atma, che significa “essenza, respiro, anima”.
Nell’induismo, il termine atman significa “il principio della vita” o il sé individuale, conosciuto dopo l’illuminazione per essere identico a Brahman o l’Anima del Mondo, da cui derivano tutte le anime individuali e alle quali ritornano come l’obiettivo supremo dell’esistenza.
Man mano che l’uno/seme cresce si trasforma in un tronco e poi da esso germogliano rami e foglie, diventando un “essere” sempre più complesso.
Osservando e studiando come cresce un albero, puoi vedere come esprima magnificamente e miracolosamente il principio di unità e molteplicità. Questo principio di unità e molteplicità può anche essere visto durante lo sviluppo di un feto.
La creazione del feto inizia con la fusione di due semi (lo sperma e l’ovulo). Questo processo di fusione trasforma lo sperma e l’ovulo in uno zigote che è considerato un seme o un “essere”.
Quando lo zigote cresce e si divide, alla fine si sviluppa in blastocisti e poi nell’embrione. Questo è lo stadio in cui si sviluppano tutte le diverse parti del corpo, come la spina dorsale, il cuore, il cervello, i polmoni e il sistema nervoso centrale.
Una struttura importante del corpo è il cranio. Questa è la “cupola” del “tempio” che ospita l’organo più complesso, il cervello. Questo organo è composto da emisfero destro e sinistro. Il cervello con le sue ramificazioni e connessioni neuronali è senz’altro l’organo più complesso e misterioso del corpo umano. Gli scienziati ed anche gli insegnanti spirituali hanno affermato che l’emisfero sinistro è il lato maschile del cervello ed è responsabile della logica, del pensiero analitico, della scienza e della matematica. Per quanto riguarda l’emisfero destro, è il lato femminile ed è fondamentale per l’arte, la creatività, il pensiero olistico, l’immaginazione e la consapevolezza spirituale.
L’emisfero sinistro è il lato maschile e controlla la parte destra del corpo. L’emisfero sinistro è considerato “buono”. Una delle ragioni di ciò è che per migliaia di anni l’energia maschile è sempre stata associata ad energia positiva o luce.
Per quanto riguarda l’emisfero destro, è il lato femminile o negativo e quindi è considerato erroneamente “malvagio”, la caratteristica data all’oscurità. L’emisfero destro (femminile / “cattivo”) controlla la mano sinistra e i muscoli del lato sinistro del corpo. Per questo il cammino esoterico viene definito “il sentiero della mano sinistra”.
I pensieri prodotti dalla mente e elaborati dal cervello hanno il potere di motivare l’uomo (maschio e femmina) a fare cose buone o cattive.
Anatomicamente, questo albero rappresenta gli emisferi destro e sinistro del cervello. Viene spontaneo a questo punto notare la connessione tra l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male e gli emisferi destro e sinistro del cervello.
Per rendere più facile questa connessione esploriamo un altro albero importante in mezzo al giardino dell’Eden chiamato Albero della Vita.


E dalla terra fece il Signore Dio per far crescere ogni albero che è piacevole alla vista e buono per il cibo; l’albero della vita anche in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. [Genesi 2: 9 ]


Per trovare il significato segreto dell’Albero della Vita bisogna conoscere “l’arbor vitae”, che è una parte importante del cervello situata vicino al tronco cerebrale. L’arbor vitae ha “un aspetto simile ad un albero in una sezione verticale del cervelletto, a causa della disposizione dei tessuti nervosi bianchi e grigi.

La connessione tra l’arbor vitae del cervello e l’Albero della vita è chiaramente ovvia quando si sa che il termine latino arbor vitae significa letteralmente “albero della vita”.
L’Albero della Conoscenza del Bene e del Male e l’Albero della Vita rappresentano alcune parti del cervello e non sono veramente alberi. Il libro della Genesi come tutti i testi religiosi possiedono diverse chiavi di lettura, non può solo essere interpretato letteralmente.

L’albero della vita (Etz haHa’yim עץ החיים in ebraico) è uno degli archetipi più importanti della mitologia di diverse culture. Ovunque compaia, è un elemento straordinariamente importante, sviluppato indipendentemente da culture molto distanti nello spazio e nel tempo. È il simbolo centrale della Cabala. Artisticamente, è un motivo ricorrente nel bacino mediterraneo e nel Vicino Oriente.

Visivamente, l’albero della vita è rappresentato nella maggior parte dei casi come un albero stilizzato dalla struttura simmetrica. Dal tronco centrale partono i rami con una struttura spesso “a pettine” e con dimensioni analoghe sia per i rami bassi sia per quelli vicini alla sommità. Alcune varianti dell’albero rimangono simmetriche ma dipingono una chioma intricata che può collegarsi ad un apparato radicale di dimensioni e forma analoghe. In alcune culture, come quella dell’Azerbaijan, l’albero della vita è associato al melograno. Ne esiste anche una forma particolarmente stilizzata e geometrica che richiama una tabella, ed è la forma utilizzata nella Cabala. Proprio l’albero della vita legato alla religione ebraica e all’Antico Testamento è quello più celebre nella cultura occidentale.

Abbracciare gli alberi

Tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, abbiamo sperimentato la meravigliosa sensazione di abbracciare un albero. Si tratta di un istinto primordiale che sentiamo molto forte soprattutto da bambini. Vuoi per l’etichetta sociale, vuoi perché perdiamo la capacità di sognare, vuoi per i nostri ritmi di vita, nella società moderna abbracciare gli alberi è considerata un’azione tipica dei bambini o degli ambientalisti, e non qualcosa di naturale e perfettamente accettabile. Se anche voi pensate che l’atto di abbracciare gli alberi sia infantile, forse non sapete che questa pratica, detta silvoterapia, può effettivamente migliorare la nostra salute. A dirla tutta, non dovete nemmeno arrivare ad abbracciare un albero per constatare i numerosi benefici che ne derivano, vi basta anche solo essere essere circondati da alberi e piante in generale. Questa pratica è in corso fin dai tempi antichi, quindi non si tratta affatto di una nuova scoperta, bensì di una conferma scientifica a ciò che già avevamo sperimentato in prima persona.

Uno studio sulla salute pubblica che ha indagato l’associazione tra vita nel verde e salute mentale ha concluso che “l’accesso alla natura può contribuire in modo significativo al nostro benessere mentale e fisico”.

Un ulteriore studio ha mostrato l’efficacia della natura nell’alleviare i sintomi della depressione, e anche nel migliorare l’attenzione e la memoria di lavoro. D’altronde abbiamo già parlato di come meditare nella natura amplifichi ulteriormente i vantaggi della meditazione accentuandone l’efficacia. Forse perché tornare alle nostre origini e ricollegarci con ciò che ci circonda è proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo mondo così agitato…

GLASTONBURY, ENGLAND – MAY 04: A woman hugs a tree in the grounds of Glastonbury Abbey as she enjoys the apple blossom and other flowering trees on May 4, 2011 in Glastonbury, England. The orchard at Glastonbury Abbey has its roots in the medieval ages with records revealing that apple trees were kept by Glastonbury Monks to make cider. The orchard today sits at the same spot, at the heart of the atmospheric ruined Abbey’s 36 acres of parkland. (Photo by Matt Cardy/Getty Images)

Le proprietà vibrazionali degli alberi e delle piante hanno effetti potentissimi sulla nostra salute. Tutto nel mondo vibra, tutto ciò che ci circonda è letteralmente vibrazione. Varie vibrazioni influiscono sui comportamenti biologici, ed è proprio la ragione per cui recitiamo un mantra per migliorare la nostra concentrazione. Di conseguenza, quando si tocca un albero o ci si trova nelle sue vicinanze, il suo diverso schema vibrazionale interesserà i meccanismi biologici all’interno del nostro corpo.

In Giappone le persone praticano regolarmente la silvoterapia tramite il “bagno nella foresta”, una pratica che consiste semplicemente nel trascorrere del tempo in mezzo ai boschi assorbendo la saggezza delle foreste antiche, facendo lunghe passeggiate tra gli alberi per stimolare il sistema immunitario. Nel taoismo gli studenti sono incoraggiati a meditare tra gli alberi in quanto si crede che questi assorbano le energie negative, sostituendole con quelle sane. Gli alberi sono considerati una fonte di guarigione emotiva e fisica, assorbendo e conservando tutta l’energia del cosmo.

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