Eggregore e forme-pensiero: come un pensiero diventa realtà

Nell’occultismo, una forma-pensiero si riferisce ad un’entità incorporea emanata da una o più persone; se creata attraverso particolari metodi di meditazione collettiva viene utilizzato maggiormente il termine eggregora o egregore (dal greco antico ἐγρήγορος, il cui significato originario, «guardiano», sembra essersi confuso con quello di «gregario», o «seguace passivo di un gruppo»).
Le eggregore possono essere create pure inconsapevolmente da un pensiero ossessivo, e in tal caso si parla più comunemente di forme-pensiero elementali, cioè di esseri conosciuti anche nella mitologia, comprendenti ad esempio le Lamie (secondo la mitologia greca, furono figure femminili in parte umane e in parte animali, rapitrici di bambini o fantasmi seduttori che adescavano giovani uomini per poi nutrirsi del loro sangue e della loro carne, cose che potrebbero essere intese come metafora di energia vitale). Se negative, possono nuocere alla persona di cui sono parassite, sottraendole appunto, energia vitale…
In ambito ermetico-esoterico si deve ad Eliphas Lévi l’uso della prola “eggregore” nel senso di forma-pensiero collettiva.

Ogni pensiero, produce delle onde o vibrazioni che tendono a propagarsi nello spazio circostante e nell’etere vi è molta materia mentale pronta a rispondere a simili impulsi. Queste onde sono simili a quelle create da una pietra che cade in uno stagno: però non si propagano in un piano solo, ma in molte dimensioni, come quelle del sole o di una lampada per intenderci. La potenza del pensiero di più persone unite è sempre molto più grande della somma dei loro pensieri separati, d’altronde si sa che l’unione fa la forza; perciò è oltremodo benefico per qualsiasi città o comunità, che vi siano delle persone che si riuniscano per generare pensieri di alto livello. Abbiamo il bellissimo esempio della legge di Maharishi, che vi invitiamo ad andare ad approfondire.

Dobbiamo ricordarci che l’unica cosa con cui stiamo trattando alla fine, sono pure sempre pensieri e il pensiero può essere cambiato, che ci crediate o no, siamo noi che scegliamo i nostri pensieri! Seppur in modo inconscio, l’uomo è un creatore continuo, infatti quando pensa, parla, desidera, soffre, gioisce, ecc., crea delle strutture energetiche nei mondi sottili, che saranno tanto più potenti e resistenti, quanto più forti sono stati i pensieri, i sentimenti, i desideri e le emozioni.

Se un certo pensiero è ripetuto più volte, può generare una forma-pensiero talmente forte che, per evitare la propria estinzione, arriva a ricreare il pensiero che l’ha generata nella mente del pensatore. Da questo fatto nasce il grande pericolo che corrono coloro che si “divertono” assistendo a film dell’orrore e affini. Tali individui, senza saperlo, creano una forma-pensiero di tensione e terrore che, nel tempo, può instaurare paure irragionevoli a cui i tranquillanti potranno offrire solo un leggero sollievo.

Se il pensiero di un individuo o i suoi sentimenti, sono diretti verso una data persona, la forma-pensiero derivante si dirigerà verso di essa e, se trova nel suo corpo astrale e mentale la materia adatta, si scaricherà creando un effetto correlato al tipo del pensiero originario.

Tutti gli ammalati di nervi, dalle forme più leggere a quelle più gravi come la pazzia, sono bersagli ideali di queste vibrazioni esterne che sono dei veri treni d’onda che provengono dai violenti, dai collerosi, dai litigiosi, dai luoghi dove accadono incidenti o disgrazie, aggressioni ed omicidi.
Poiché in vicinanza della sorgente emotiva di questo tipo le frequenze sono più penetranti perché molto intense, due coniugi litigiosi sono più dannosi ai loro figli che se questi fossero orfani ed abbandonati. L’assuefazione ai litigi, si trasforma in callosa abitudine che impedisce l’ingresso delle emozioni positive, quelle che sono il nutrimento psichico per una buona crescita.

La vicinanza a focolai di violenza è tanto deleteria che in India non si costruiscono abitazioni nei pressi delle carceri, dei manicomi e dei mattatoi pubblici.

Ogni eggregora aiuta la comunità che lo ha formato: essa è uno straordinario serbatoio di energie. Inoltre possiede una forma simbolica, spesso quella di un animale: orso, tigre, gallo, aquila, colomba, ecc.

Ma l’essenziale consiste nel comprendere come si può formare un egregore potente che lavori nel mondo, che aiuti e illumini le creature. Solamente, attenzione: si può anche essere puniti e fulminati da un egregore se si ha tradito l’ideale che rappresenta.

Rudolf Steiner, celebre esoterista e teosofo austriaco, descrisse varie forme-pensiero, sia benefiche che malefiche. Si tratta per lui di entità elementali, come gli spiriti della natura presenti nei quattro elementi, ma che possono essere generate dall’uomo ed entrare a far parte del suo karma (o destino) in una vita successiva, andando a costituire la sua fisionomia, o se maligne, ostacolandone lo sviluppo spirituale. Le menzogne e i pensieri cattivi, specie se collettivi, porterebbero ad alimentare dei demoni astrali, che giungerebbero a gravare sulle atmosfere di luoghi e di comunità terrestri, generando anche dei fenomeni ambientali distruttivi come ad esempio terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche…

Tra le altre cose, Steiner descrisse come ad esempio le forme sonore attirino esseri elementali della stessa frequenza, in grado di ripercuotersi sui pensieri umani: una musica elevata e sublime è penetrata da entità buone, una disarmonica e violenta è costituita invece da esseri mostruosi. Anche i macchinari elettro-magnetici e gli strumenti della moderna civiltà industriale svilupperebbero schiere di elementali “arimanici”, ovvero maligni. Persino ai suoni del linguaggio corrispondono, secondo Steiner, delle forme-pensiero, come quelle prodotte anticamente dalle parole dei sacerdoti egizi per porle a guardia dell’ingresso alle piramidi.
Ogni pensiero, del resto, è per Steiner un’entità viva, al quale occorre risalire per comprenderne il modo in cui esplica i suoi effetti.
«Il contenuto di un pensiero vive come tale soltanto nell’anima di colui che lo ha pensato; ma questo contenuto provoca degli effetti nel mondo spirituale; e questi rappresentano il processo percepibile per l’occhio spirituale. Il pensiero parte quale realtà effettiva da una persona e scorre verso un’altra. E il modo come questo pensiero agisce sull’altra persona, viene sperimentato come un processo percepibile nel mondo spirituale. Così per colui in cui sono stati svegliati i sensi superiori, l’uomo fisicamente percepibile è solamente una parte dell’intero uomo. Questo uomo fisico diventa il centro di effluvi animici e spirituali.»


(Rudolf Steiner, “Teosofia”. Un’introduzione alla conoscenza sovrasensibile del mondo e del destino dell’uomo (1918), “Le forme pensiero e l’aura umana”)

Se l’eggregora viene intesa come una forma-pensiero di natura collettiva, può essere assimilata per certi versi all’inconscio collettivo teorizzato da Carl Gustav Jung. Il concetto di “eggregora” come forma-pensiero di gruppo è inoltre stato sviluppato nelle opere della Golden Dawn e della Rosacroce ed è stato oggetto degli scritti di autori come Valentin Tomberg.
Per Eliphas Lévi, i rapporti ideologici di forza vigenti tra le eggregore dominanti sulla Terra riflettono le relazioni astrali tra i pianeti.
In quest’ottica si è sostenuto che le eggregore possano essere strumenti per agire sulla storia a livello archetipico, imprimendo mutamenti sociali ed antropologici. Gli esoteristi Omraam Mikhaël Aïvanhov e Peter Deunov ad esempio, intendevano farsi portatori dell’eggregora della cosiddetta «Fratellanza Bianca Universale», al fine di accelerare, l’avvento della nuova Era dell’Acquario (nella quale stiamo ufficialmente entrando), apportandole nutrimento con particolari simbologie e rituali.
In tal senso agirebbero anche le eggregore di chiese e logge massoniche, che oltre a presiedere all’insegnamento di dottrine tradizionali, svilupperebbero poteri in grado di influire, sia consciamente che inconsciamente, sull’evoluzione del mondo. Secondo un filone del complottismo mondialista, diffusosi successivamente sul web agli inizi degli anni 2000, vi sarebbero legioni di eggregore creati da gruppi occulti di potere, ritenuti appartenenti persino a razze aliene o ad altre dimensioni, al fine di sfruttare il potenziale energetico delle persone, che subirebbero una sorta di vampirismo da parte di entità chiamate dallo scrittore Carlos Castaneda “voladores”, cioè predatori che «hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie».

Un sensitivo invece, è una persona dotata della capacità di connettere la propria coscienza individuale con il “database” costituito dalla coscienza collettiva umana. Tutto questo è presente nell’inconscio di ciascun essere umano, ma solitamente non è accessibile in condizioni normali. È un database, senza luogo e senza tempo e il cui accesso richiede di aver sviluppato delle facoltà di coscienza e auto-ascolto non ancora così comuni per il genere umano. Altre volte il collegamento avviene per cause traumatiche, o uso di sostanze allucinogene, ma tali contatti sono distorti e quelle persone finiscono spesso con riportare squilibri e messaggi deviati.
Anche le convinzioni inconsce del sensitivo di turno sono importanti, in quanto fanno da filtro a ciò che viene poi rielaborato.
Per dirla più semplicemente se mi metto a “canalizzare” le idee di Nikola Tesla, perché ogni idea che abbia un certo grado di coscienza (purezza e struttura) permane nell’inconscio collettivo, posso anche vedere e sentire molto, ma la mia mente non è in grado di capirci una mazza perché è una capra in fisica.
Normalmente sono registrate come se finissero in un mero archivio e si mescolano alla massa della coscienza che alcuni chiamano “le voci nella ionosfera” diventando indistinguibili le une dalle altre. Ma in casi speciali, quando vengono ripetutamente alimentate da credenze e volontà di milioni di persone, semplici idee diventano aggregati massicci di energia i quali poi sono percepiti da altre persone che vi danno credito…

Quelle più stabili sono solitamente introdotte nel mondo da “iniziati” ovvero persone dotate di profonde facoltà creatrici, capaci di aprire la strada per milioni di altre persone. Questo succede ad esempio quando un genio dell’elettronica “canalizza” l’idea per un nuovo processore capace di rivoluzionare il mondo dell’informatica. C’è poca differenza fra un ingenere ispirato, fra un genio della matematica, fra un innovatore della medicina, e un mistico. Tutte queste persone canalizzano una frazione di un disegno più grande e fanno avanzare la coscienza degli esseri umani aprendo la strada per milioni di altri.
Molte persone sono ancora proiettate nell’alimentare queste idee, tuttavia essendo le loro strutture disgregate non hanno più forza e di conseguenza nei decenni e nei secoli a venire avranno sempre meno peso. Forse ci faremo meno paure, forse giudicheremo meno noi stessi ed il prossimo. Di certo ne vedremo delle belle.
Che i pensieri e il nostro modo di pensare influiscono sullo stato di salute è oggi un fatto più che dimostrato anche dalla scienza.
Una forma-pensiero può essere positiva o negativa e dall’istante in cui viene creata, essa funziona come una calamita, attraendo tutto ciò che può nutrirla e che è direttamente in rapporto con essa. Quindi la persona chiamerà a sè eventi, incontri, parole che entrano in risonanza con la sua forma-pensiero.
Una forma-pensiero principale attrae forme-pensiero secondarie che sono collegate ad un organo e ad uno o più chakra. Ad un certo punto il corpo fisico e i corpi sottili vengono appesantiti da queste forme-pensiero e per “scaricare” tale appesantimento insorge la malattia.
Non esiste malattia all’origine della quale non ci sia una forma-pensiero.
Tuttavia è sempre possibile evitare che ciò che accade sul piano sottile si manifesti su quello fisico, ma per riuscirci ci vuole una conoscenza profonda del meccanismo delle forme-pensiero.
Infatti una volta formata, la forma-pensiero crea una breccia che attraversa i vari strati dell’aura, che non sono più in grado di proteggere il corpo fisico.
La malattia quindi è attirata da noi perché emettiamo segnali che corrispondono alla forma-pensiero sul piano sottile. Infatti, il tipo di malattia che ci attiriamo è sempre in sintonia con ciò che viviamo e con la simbologia del corpo e degli organi…

Noi siamo l’insieme degli eventi vissuti nella nostra vita ed è certo che un evento inscritto nella memoria non si cancella mai. Possiamo dimenticarci completamente di una storia del nostro passato, ma il fatto di per sé rimane inscritto in noi. C’è una specie di banca dati in cui viene memorizzato tutto quello che ci riguarda nei minimi dettagli, anche se non lo ricordiamo.
Noi siamo l’insieme degli eventi che chiamiamo “passato” e dunque è utopistico pensare di cancellare un evento. Ciò che è esistito, esiste ed esisterà sempre. Nonostante questo, quello che costruiamo intorno ad un evento, vuoi per l’emozione che provoca in noi, vuoi per l’idea che ce ne facciamo, dipende interamente dal nostro modo di vedere le cose.
Prima che una malattia si manifesti sul piano fisico, a parte nel caso di un incidente, ci sono molti segni che la preannunciano; tuttavia, nella maggior parte dei casi, non li notiamo.
Ad esempio una persona può avere avuto forti dolori alla schiena, ma ha dovuto aspettare di rimanere inchiodata a letto per aver voglia di spingersi oltre, cercando dentro di sé l’ostacolo da superare.
Quando apriamo le porte a questo tipo di comprensione, ammettiamo che quanto ci accade sul piano fisico è solo la conseguenza di un evento più profondo che è rimasto irrisolto.
Tuttavia una forma-pensiero non basta comprenderla dal punto di vista mentale, sebbene questa sia una tappa fondamentale. L’evento che l’ha generata infatti, non va dimenticato, ma accettato e visto sotto una prospettiva diversa.

Le forme-pensiero sono qui a dirci: siediti un attimo e smetti di correre o di cercare intorno a te quello che ti ferisce. La ferita è qui, tanto vicina che non la vedi più. Guardala.
Moltissime sono le forme-pensiero che gravitano, danzano o ristagnano intorno a noi, paralizzando le nostre scelte, attivando le nostre collere, la nostra impulsività e rinforzando le nostre paure. Tuttavia, lottarvi contro non risolverà affatto il nostro “mal-essere”, anzi avrà l’effetto contrario, gli darà ancora più potere.
Non vi è regola sul sentiero individuale, la guarigione resta una faccenda privata, tra il me e il Sé. La guarigione non dipende da alcun elemento esterno, è situata dentro di noi perché noi siamo i guaritori delle nostre ferite.
La gioia è il primo criterio di una vera guarigione: sorridendo alla vita, questo è già di per sé un inizio…
La prima tappa è l’accettazione. Siccome la nostra vita non è come avremmo voluto che fosse, piuttosto che accettarla ce ne inventiamo un’altra. Così, giorno dopo giorno, creiamo diverse maschere e contribuiamo ad un crescente smarrimento che ci porta ad un’auto-distruzione programmata.
Per riconoscere quali forme-pensiero ci ingombrano e rallentano il nostro cammino, è indispensabile un atto di autentica umiltà. Ecco l’atto che ci permetterà, finalmente, di accettare quello che siamo, di accettare la nostra vita così com’è, senza orgoglio e senza paura.
Quando facciamo il gesto sacro di toglierci le maschere dietro le quali pensavamo di proteggerci, compiamo un atto di coraggio e un atto di amore. Questo amore ci porterà alla guarigione.
A questo punto ci viene chiesto un atto di fiducia, non verso qualcuno esterno a noi, ma verso quella parte di noi che sa che tutto è “giusto”. In quel momento, la resistenza che opponevamo alle nostre forme-pensiero scompare.
Lottare significa pretendere che una situazione o una persona sia come noi vorremmo che fosse: dal momento in cui non pretendiamo più nulla, né da un evento né da una persona, avviene un “miracolo” che fa parte delle grandi Leggi Universali.
Abbiamo appena lasciato andare la sfera del condizionato per entrare nello spazio infinito dell’incondizionato, uno spazio di pace interiore profonda in cui non vi è nulla da dimostrare, non vi è più nessuno scopo da conseguire.
Quante volte, impotenti e senza più risorse, ci è toccato accettare qualcosa che non eravamo più in grado di controllare?
In quel preciso istante abbiamo scoperto, stupiti, che senza il nostro intervento tutto si risolveva facilmente! Lasciamo scorrere, tutto fluisce…

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