Il regno degli angeli: chi sono, quanti sono, come sono?

In molte tradizioni religiose un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio (o gli dei) o è al servizio dell’uomo lungo il percorso del suo progresso spirituale e della sua esistenza terrena.
Tutte le maggiori religioni monoteiste, da secoli, credono nell’esistenza di una numerosa gerachia di angeli ribelli al Dio Creatore, comandati da Satana, fondata sulla Bibbia. Questi angeli, senza poter più cambiare idea, sono caduti una sola volta e per sempre fuori dal Paradiso, a causa della loro superbia e infedeltà, rendendosi in tal modo nemici dell’uomo e del creato.

La parola “angelo” deriva dal latino angelus ed ha origine dalla parola greca ἄγγελος, traduzione dell’ebraico מלאך, mal’akh, che significa “messaggero”, “servitore”. Attestato nel dialetto miceneo nel XIV/XII secolo a.C. come akero, con il significato anche qui di inviato, messaggero… e come messaggero degli Dei, il termine “angelo” appare per la prima volta nelle credenze religiose della civiltà classica. Curioso il collegamento tra “angelo” e “angaria”: prima che gli angeli biblicamente fossero messaggeri divini e, cristianamente, divenissero i custodi soccorrevoli al fianco di ogni battezzato, nell’impero persiano l’angaro era il messaggero del sovrano destinato a portare ovunque i suoi ordini.
Il termine greco antico ánghelos (messaggero) è riferito al dio Hermes considerato il messaggero degli Dei. Identica funzione viene attribuita a Iride sia nell’Iliade sia negli Inni omerici.


Il culto degli angeli fiorì in Egitto e in Asia Minore tra il II e III secolo d.C. .
In questo quadro tale figura veniva evocata dal rito teurgico e considerata come accompagnatore dell’uomo dall’ingresso all’esistenza terrena, quando la sua anima scendeva lungo le varie influenze delle sfere celesti che ne determinavano le caratteristiche personologiche, durante la vita in quanto ne erano guida e protezione, e nel dopo-morte, quando gli angeli divenivano responsabili della sua purificazione, dovendo recidere i vincoli dell’anima del defunto con il mondo della materia.
Gli “angeli” ricoprono un ruolo fondamentale nella religione zoroastriana.
Lo Zoroastrismo (o Mazdeismo) è la religione fondata dal profeta iranico Zarathuštra presumibilmente tra il X e l’VIII secolo a.C. e che avrà una notevole influenza sull’Ebraismo e sullo stesso Cristianesimo. Tale fede religiosa presuppone l’esistenza di un unico Dio indicato con il nome di Ahura Mazdā (Colui che crea con il pensiero), sapiente, onnisciente e sommo bene il quale all’origine dei tempi creò due spiriti superiori (mainyu) più una serie di spiriti secondari. Dopo tale creazione, uno dei due spiriti superiori, Angra Mainyu (Spirito del male), si ribellò al Dio unico trascinando con sé una moltitudine di esseri celesti secondari denominati Daēva, l’altro spirito superiore Spenta Mainyu (Spirito santo del bene) unitamente ad altri spiriti secondari indicati come Ameša Spenta, restarono invece fedeli ad Ahura Mazdā, avviando uno scontro cosmico tra il Bene e il Male di cui la creazione dell’universo materiale e dell’uomo ne rappresenterà l’elemento centrale.
Il termine “angelo” è usato anche per l’ebraico biblico מלאך, mal’akh, sempre con il significato di “inviato”, “messaggero”; anche per אביר, abbir (lett. “potente” o anche “uomo forte, valoroso” .
Il nome biblico per “angelo”, מלאך (“malak”), acquista il più tardo significato di angelo solo in connessione col nome di Dio, ad esempio “angelo del Signore”, o “angelo di Dio” (מַלְאָך יְהוָה, ke mal’ach Yahweh Zaccaria 12:8). Altre espressioni sono “figli di Dio”, (אֱלהִים בֵּן benei ha ‘Elohim Genesi 6:4; Giobbe 1:6; Salmi 89:6) e “Suoi santi” (קדשים עמך kedoshim immach) (Zaccaria 14:5).
Secondo le interpretazioni dell’Ebraismo, il plurale E-lohim (pluralis maiestatis usato talora per indicare senz’altro l’unico vero Dio) viene impiegato talvolta in riferimento agli angeli, chiamati bnēi ‘Elohim o bnēi Elim anche se in altre occasioni tali espressioni sono usate per riferirsi ai Giudici.
Il tema degli “angeli” acquisisce un ruolo piuttosto centrale anche nelle dottrine religiose gnostiche.
Contemporanei ai seguaci di Gesù di Nazareth, anche i seguaci di Simone Mago (considerato dalle religioni cristiane il primo degli eretici e proto-gnostico samaritano) attribuivano al loro “maestro” delle qualità divine, incarnando egli stesso la potenza di Dio discesa sulla terra per ristabilire l’ordine.
Per l’Islām l’esistenza degli angeli (in arabo: ملاك, malāk, pl. ملا ئكة, malāʾika) è un atto di fede e chi nega la loro esistenza è considerato un “infedele”.
Gli angeli, infiniti di numero, hanno il compito di servire Allāh, di cui sostengono il trono e di cui cantano le lodi e le adorazioni; creati prima dell’uomo, sono fatti di luce e hanno anche la missione di condurre gli uomini a Dio secondo la sua volontà, avendo anche il compito di registrare le azioni umane che saranno soppesate, quando, loro stessi e su comando divino, suoneranno la tromba del Giudizio finale.

A cosa somigliano gli angeli? Vengono descritti disolito come esseri androgini di grande bellezza, dalle folte chiome bionde. Il più delle volte indossano lunghe vesti o ampie tuniche, talora rilucenti armature – è il caso degli anieli guerrieri, come Michele – e sono di norma provvisti di ali.

Queste rappresentazioni, in realtà, non sono attestate dai sacri testi, ma discendono da una lunga tradizione artistica. Sono stati soprattutto i pittori del Rinascimento a dare agli angeli le caratteristiche estetiche in voga al loro tempo. Anche i canoni religiosi hanno esercitato il loro influsso…

Al giorno d’oggi, il pensiero New Age, che spesso parla di angeli nei libri e nei dischi ispirati a questa filosofia, gli attribuisce assai spesso un’immagine femminile. Gli angeli «donna» appaiono quindi più rassicuranti, ma anche più seducenti, per così dire, dei loro assai più austeri predecessori dei primi secoli della Chiesa.
In realtà, se gli angeli non godono di una rappresentazione fisica, un buon motivo c’è, ed è che non hanno un corpo in carne ed ossa. Al massimo, i testi sacri li descrivono come fiamme, luci o, nel caso dei Serafini, creature di fuoco (di cui spesso viene raffigurato solo il viso) dotate di sei ali: due per nascondere gli occhi, due per celare i piedi e due per volare.

Anche le ali degli angeli sono frutto dell’inventiva degli artisti, giustificata dal fatto che questi esseri vivono in Cielo. Ma come le fate non hanno bisogno di bacchette magiche per esercitare i loro poteri, così gli angeli non hanno necessità delle ali per volare in soccorso dei loro protetti.

Gli angeli sono enti puramente spirituali, creati da Dio, non sono immaginazioni o puri simboli o espressioni letterarie. Sono inferiori a Dio, quali sue creature, ma contemporaneamente superiori agli uomini nel loro grado di enti spirituali, mentre l’uomo, come sappiamo, è composto di spirito e di materia, di anima e di corpo. Essendo puri spiriti non si possono vedere con gli occhi fisici né si possono individuare come esseri corporei. Tuttavia si manifestano in un duplice modo: uno è quello spirituale e appaiono quali esseri luminosi e radiosi, ricchi della gloria divina. Tale visione è data in particolare ad alcune persone profondamente immerse nella luce divina, come i mistici o alcuni soggetti sensibili alle movenze spirituali, come è stato per San Padre Pio. L’altro modo è dato dalle loro raffigurazioni umane, in quanto si rivestono di un corpo apparente solo per facilitare la loro opera di servizio presso le creature umane, ma è soltanto un aspetto momentaneo, come afferma il libro di Tobia dell’Antico Testamento. Le ali esprimono la loro dinamicità spirituale, il loro movimento veloce, la loro presenza ovunque e in qualsiasi momento.

Nella Scrittura e nella Tradizione della Chiesa e nei suoi documenti magisteriali, è affermato che gli angeli, divisi nei nove cori, hanno compiti precisi sia al livello cosmico per regolare i mutamenti e i movimenti impetuosi sulla terra sia al livello nazionale, in cui ogni paese ha un suo protettore come ha detto l’angelo a Fatima: io sono l‘angelo del Portogallo; nell’antichità Michele è il protettore del popolo ebraico. Si può dire anche che vi è l’angelo della famiglia, della scuola, delle forze militari, dell’andamento politico. Se avessimo più fede in essi, anche gli eventi sociali andrebbero nel verso più giusto, per il bene comune e non nello sfruttamento e nella corruzione e nel disordine.

Nell’Antico Testamento e nell’Apocalisse, gli angeli hanno talora forma umana, talaltra l’aspetto di animali immaginari o di una meteora… Li si vede a piedi, a cavallo, li si vede inseguiti da ruote coperte di occhi. L’angelo di Tobia ha una cintola in vita; quelli di Eliodoro indossano ricche armature dorate. Uno suona una tromba, un altro agita un calice e sparge il veleno che contiene. Se hanno un corpo umano, è giovanile; se si materializzano in un qualsivoglia oggetto, è di fuoco. (Come nel Libro di Ezechiele, e nell’Apocalisse.)

Nell’arte cristiana, per raffigurare gli spiriti celesti si è scelto in genere il modello del giovane. «Nell’antichità cristiana e durante il medioevo, la bellezza maschile in fiore respira sul viso degli angeli; in essi la grazia priva di mollezza si coniuga al vigore privo di rudezza. Su quei celesti visi brilla un’eterna adolescenza: giammai furono bimbi, giammai saranno vegliardi» Joseph de Maistre).

Il numero degli angeli

Quanti sono esattamente gli angeli? La loro quantità differisce a seconda delle fonti teologiche e delle tradizioni? Il loro numero è grande o piccolo? È fisso e stabilito da sempre o in perpetua mutazione? Può l’intelletto umano riuscire a concepirlo?

In realtà, il numero degli angeli creati è indeterminato, ma la maggior parte dei teologi concorda nel dire che è grandissimo, quasi infinito…
Una visione di San Daniele descrive un milione di angeli ai piedi dell’Eterno, in attesa di servirlo.

San Giovanni in estasi vide migliaia di migliaia di miriadi di angeli che adoravano l’Agnello. Lo Pseudo-Dionigi l’Areopagita afferma che la moltitudine degli angeli va ben oltre la mediocrità dei numeri umani e supera la totalità delle creature che sono state, che sono e che saranno. San Tommaso, dal canto suo, sostiene che vi sono più esseri in Cielo che granelli di sabbia sulla spiaggia, o gocce d’acqua nell’oceano. Un trattato cabalistico precisa che la famiglia celeste è completa quanto quella terrestre, e il mondo degli spiriti è ancor più affollato di quello dei corpi!

 Uno specialista della Cabala aggiunge che ogni individuo ha il suo angelo, così come ogni popolo.
Secondo lo Pseudo-Dionigi l’Areopagita, esistono nove ordini di angeli strettamente gerarchizzati, in seno ai quali ciascuno ha il suo posto. Partendo dalla sommità si trova l’ordine dei Serafini, poi vengono quelli dei Cherubini, dei Troni, delle Domi- nazioni, delle Potestà, delle Virtù, dei Principati, degli Arcangeli e infine degli Angeli propriamente detti.
Ognuno di questi ordini comprende otto angeli, il che comporta un totale di 72 angeli, corrispondenti ai settantadue geni della Cabala, la dottrina esoterica ispirata dalla mistica ebraica. Si tratta di una cifra magica che esprime una totalità, un compimento. Settantadue, come i gradini della scala di Giacobbe. Settantadue, come il numero medio al minùto di pulsazioni del cuore umano. Il nostro cuore batte al ritmo del cuore degli angeli…
Gli angeli sono al tempo stesso settantadue e miriadi, due dati per nulla incompatibili nell’aritmetica celeste. L’aritmosofìa ha permesso di individuare diverse serie di settantadue angeli. È inoltre possibile trarre dall’alfabeto settantadue parole di tre lettere, o trilittere, che prese nel loro insieme formano il nome di Dio. Le combinazioni matematiche e mistiche del numero settantadue conducono quindi alla totalità divina. Ugualmente, i settantadue angeli vegliano sui settantadue quinari del Cielo. Settantadue moltiplicato per cinque dà come risultato trecentosessanta, che corrisponde al numero dei giorni dell’anno su cui vegliano i settantadue angeli, ovvero cinque giorni ogni angelo. Poiché l’anno è di 365 giorni, restano cinque giorni sui quali non veglia alcun angelo, e che sono consacrati a Dio e ai quattro elementi.

Gli Angeli si raggruppano in gerarchie o vibrazioni denominate ‘Cori’.

Vengono definiti Cori, in quanto le loro voci cantano elogi al Creato e questi elogi compongono la musica delle sfere definita anche come “vibrazione basilare dell’ Universo”. La vibrazione primordiale dell’amore puro è quella che dà origine alla vita. Questa è la risonanza rappresentata dalle voci angeliche che cantano all’unisono, celebrando il Creato.

Le gerarchie Angeliche sono formate da 9 Cori ( in ordine decrescente) così suddivisi:

Serafini – Cherubini – Troni

Dominazioni – Virtù – Podestà

Principati – Arcangeli – Angeli

PECULIARITA’ DELLE TRIADI:

La prima triade, composta da Serafini – Cherubini – Troni, è la triade più elevata e ricevono direttamente da Dio la sua illuminazione. La seconda triade, composta da Dominazioni – Virtù – Podestà, ricevono l’illuminazione di Dio dai Cori superiori, e a loro volta li trasmettono alla terza triade composta da Principati, Arcangeli e Angeli.

Il primo Coro, appartiene all’Egida del Padre, il secondo appartiene all’Egida del Figlio mentre il terzo appartiene all’Egida dello Spirito Santo.

L’elevazione delle triadi non si basa sul processo di materializzazione dell’energia divina, più i Cori sono elevati e più questa energia è sottile.

L’energia emanata da Dio è un energia pura, man mano che questa discende modifica la sua vibrazione, dallo stato di luce passa a quello di calore ed infine si condensa in materia.

La prima triade vibra in frequenza di purezza e di luce molto elevata. Il Serafino ha una vibrazione altissima, il Cherubino diminuisce un po’ la sua frequenza, mentre a partire dai Troni appare, seppur in maniera sottilissima, la composizione della materia. Ciò non vieta a qualsiasi Angelo la possibilità di penetrare nella dimensione terrena rivestendosi di materia. Tutti gli Angeli hanno questa facoltà.

La terza triade, ultimo ordine della gerarchia del Cielo, è quella che si trova più vicina alla specie umana per vibrazioni e affinità. Un noto ordine nella cultura popolare di fatti, sono gli Angeli Custodi.

I Serafini:

(Draghi o Serpenti alati) sono come abbiamo detto, dell’ordine più alto, sono raffigurati con sei ali e circondano il trono di Dio cantando senza posa Santo, Santo, Santo. Sono Angeli fatti di amore, luce e fuoco. Manifestano la gloria di Dio esprimendola in luce pura che si propaga come principio di vita a tutto l’Universo. Purificano e illuminano tutto ciò che gli sta vicino, per questo sono i custodi dei luoghi sacri. Questi Angeli sono in contatto direttamente con Dio, essi sono rappresentati come Esseri dotati di sei ali: con 2 si coprono il volto, con due i piedi e due sono utilizzate per volare. Le ali che coprono il volto e il corpo dei Serafini li proteggono dall’intenso fulgore che Dio emette.

I Cherubini:

(Tori alati) sono i guardiani delle stelle fisse, custodi delle memorie celesti e dell’Arca dell’Alleanza. Sono i dispensatori della sapienza. Prima della caduta, il loro capo era Satana. Manifestano la sapienza di Dio e sono responsabili dell’ordine del caso universale. Sono i guardiani della conoscenza suprema e diffondono la Legge dell’Amore, la sapienza di Dio. Sono i portatori del dono dell’allegria e sono rappresentati come bimbi alati.

I Troni:

(Il Verbo Manifesto) sono coloro che ci portano la giustizia di Dio. Talvolta chiamati ruote, nella Kabbalah ebraica vengono definiti Carri trionfali o Merkabah. Manifestano l’unione con Dio, sono chiamati Troni perché sono gli Angeli che secondo le tradizioni, ‘sostengono’ Dio, sono il suo trono nell’Universo. Sono rappresentati come esseri immensi dalle ali circolari illuminate con i colori dell’arcobaleno. Sono i portatori del dono della perseveranza.

Le Dominazioni:

(Signorie) regolano le mansioni Angeliche, sono i signori dell’ordine e della casualità e manifestano la Maestà di Dio. Sono raffigurati mentre tengono in mano un globo o uno scettro in segno di autorità. Gli Angeli delle Dominazioni manifestano la supremazia di Dio e sono per questo rappresentati con scettro e spada, simbolo del Potere Divino su tutto il Creato. Svegliano nell’uomo la forza per sconfiggere i nemici interiori, e stabiliscono la supremazia di Dio su tutte le oscurità. Essendo le malattie manifestazioni di questi nemici interiori, le Dominazioni, sono portatori di guarigione, infatti vengono definiti Angeli curatori, quindi che ci possono aiutare a vincerle.

Le Virtù:

sono la Natura nella sua più alta espressione, dispensano grazia e valore. Questi Angeli manifestano la volontà di Dio, e sono rappresentati come bimbi con le ali e senza corpo. Questo simbolizza la velocità con la quale la volontà di Dio arriva fino ai confini dell’ Universo. Sono Responsabili dei miracoli, uno dei modi con cui l’essere umano sperimenta l’intervento diretto dell’energia divina nella sua vita, risolvendo magicamente un problema o portando un dono, un regalo inatteso.

Le Podestà:

iniziano l’Uomo ai Grandi Misteri. Sono gli elementi costitutivi della Mente superiore dell’uomo da cui nascono le Muse. Gli Angeli di questo Coro, manifestano il potere di Dio, cioè la forza della Luce. Sono i responsabili del ristabilimento dell’ordine in tutto il Suo regno, eliminando il male. Proteggono l’umanità da tutti i nemici esteriori ed interiori; per questo sono chiamati gli eserciti di Dio. Sono rappresentati con caschi , armature e spade fiammeggianti. Sono Angeli protettori e guerrieri.

I Principati:

sono i Prìncipi archetipici, proteggono le religioni. Manifestano il dominio di Dio sulla natura e la loro missione principale è quella di occuparsi dell’armonia tra i quattro elementi : Fuoco, Terra, Acqua, Aria. All’interno dell’ordine naturale, sono responsabili del regno vegetale. Sono rappresentati con scettri e croci e sono i portatori del dono dell’equilibrio.

Gli Arcangeli:

sono sette schiere, di cui tre maggiori e quattro minori. Attraverso essi opera lo “Spirito Santo”. Questi i loro nomi:

– Arcangeli maggiori: Michele, Gabriele, Raffaele.

– Arcangeli minori: Anaele, Azaziele, Ezechiele, Uriele.

Manifestano l’egemonia di Dio e sono i comandanti delle legioni degli Angeli, che rispondono alla loro autorità. Comandano anche sugli spiriti planetari, così come sono responsabili del regno animale. Sono rappresentanti come Esseri bellissimi e maestosi e sono coloro che trasmettono in modo diretto agli uomini gli annunci di Dio.

Gli Angeli:

sono i custodi delle persone e delle cose fisiche. Gli Angeli sono intelligenze pure, però non “coscienti” come l’uomo. Mentre l’uomo si stabilisce un fine e lavora per raggiungere il suo scopo, gli Angeli fanno parte del ritmo e del suo movimento. Manifestano la protezione di Dio su tutte le sue creature. Dentro questo Coro ci sono gli Angeli Custodi, che si occupano dell’ Evoluzione spirituale e della protezione degli esseri umani da tutti i pericoli che li minacciano, custodendoli permanentemente. Ogni essere umano, alla nascita, è ‘saldato’, unito, a un Angelo Custode che lo accompagnerà lungo tutto il suo percorso terreno, manifestandogli a ogni passo l’esistenza della protezione divina nella sua vita.

GERARCHIE ANGELICHE
~
La gerarchia dei nove cori angelici secondo Dionigi l’Aeropagita
~
Per ogni coro angelico, la Cabala elenca i nomi di otto angeli e fornisce il nome dell’arcangelo che lo governa. Occorre precisare che questi «arcangeli» non vanno confusi con l’ottavo coro angelico, che è per l’appunto quello degli Arcangeli.

  1. SERAFINI
    Governati da Metatron
    Vehuiah, Jeliel, Sitael, Elemiah, Mahasiah, Lelahel, Achaiah, Cahetel.
  2. CHERUBINI
    Governati da Jophiel
    Haziel, Aladiah, Lauviah, Hahaiah, lezalel, Mebahel, Hariel, Hekamiah.
  3. TRONI
    Governati da Binael
    Lauviah, Caliel, Leuviah, Pahaliah, Nelchael, Yeiayel, Melahel, Haheuiah.
  4. DOMINAZIONI
    Governati da Zadkiel
    Nithaiah, Ahayah, Yeratel, Seheiah, Reiyel, Omael, Lecabel, Vasariah.
  5. POTESTÀ
    Governati da Camael o Uriel
    Yehuiah, Lehahiah, Chavaquiah, Menadel, Aniel, Haamiah, Rehael, Yeiazel.
  6. VIRTÙ
    Governati da Raffaele
    Hehahel, Mikael, Veuliah, Yelahiah, Sehaliah, Ariel, Asaliah, Mihael.
  7. PRINCIPATI
    Governati da Haniel
    Vehuel, Daniel, Hahasiah, Imamiah, Nanael, Nithael, Mebahiah, Poyel.
  8. ARCANGELI
    Governati da Michele
    Nemamiah, Yeialel, Harael, Mitzrael, Umabel, Iahhel, Anauel, Mehiel.
  9. ANGELI
    Governati da Gabriele
    Damabiah, Manakel, Eyael, Habuhiah, Rochel, Jabamiah, Haiaiel, Mumiah.

La funzione dell’angelo custode è descritta nel Salmo 91: «Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie». Dice da parte sua san Girolamo: «E grande dev’essere la dignità delle anime perché ognuna abbia un angelo incaricato della sua custodia fìn dalla nascita».
Aggiunge san Basilio: «Nessuno può negare che un Angelo assista ogni singolo fedele». A proclamare l’esistenza degli angeli custodi è la Chiesa stessa, che celebra la «festa dell’angelo custode» il 2 ottobre.
Nei vecchi catechismi si diceva che compito dell’angelo custode era proteggere i bambini piccoli.
Si riteneva che la funzione dell’angelo fosse molto più importante per i bambini con meno di sette anni, poiché essi hanno bisogno di una particolare sorveglianza. È il motivo per cui i bambini sono in grado di vedere gli angeli e di parlare con loro, così come fanno con le fate…
Sette anni corrispondono all’età della ragione. Di fatto, i cicli della vita umana sono legati al numero 7 e ai suoi multipli. A sette anni, il bambino comincia a sviluppare le proprie qualità intellettive.
A quattordici, attraversa la crisi dell’adolescenza. A ventun anni diventa adulto. A ventotto fa delle scelte di vita, costituisce una famiglia. A trentacinque anni, affronta in genere una crisi esistenziale, la «crisi della mezza età». A quarantadue anni, prende un po’ le distanze dalla sua vita, si mette «in quarantena». A quarantanove anni il suo corpo cambia, e anche il suo sguardo sul mondo; viene colpito dalla presbiopia, dall’andropausa, dalla menopausa e via di seguito.
Ciò non significa che l’angelo custode abbandoni il suo protetto quando compie i sette anni, al contrario. È solo che diviene «invisibile», il che spiega perché gli uomini tendano a dimenticarlo, se non addirittura a negarne l’esistenza…

One thought on “Il regno degli angeli: chi sono, quanti sono, come sono?

  1. Complimenti per questo pezzo di angeologia che male non fa nel ricordare un pò le varie scale gerarchiche degli angeli. Permettimi una piccola “divagazione” sul tema perchè ritengo interessante, in base ad alcune miei ricerche, che gli angeli siano considerati e lo sono sempre stati, esseri di luci provenienti da altri mondi, quei mondi lontani, di quarta o quinta dimensione che conoscono le leggi dell’universo e dell uomo e non solo dell uomo ma anche di tutti gli esseri viventi del cosmo. In poche parole sono alieni.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: